Radio3

Contenuti della pagina

Lettere 25 - 31 maggio

slcontent

Questa mattina ho seguito  il  programma “Uomini e Profeti”, ma solo parzialmente, quando appunto Padre Bianchi trattando l’argomento della fede si rammaricava per come la pittura contemporanea avesse escluso dalla sua produzione le rappresentazioni della  “gloria di Dio”.                                                
Conosco bene il pensiero di padre Bianchi, uomo di grande fede e soprattutto di grande umanità, ma non posso trovarmi d’accordo con questa sua affermazione che esprime in pieno il concetto occidentale del Trascendente, sempre  raffigurato con misure e parametri umani. Dato che  l’uomo, confinato nei limiti del contingente, a mio parere non è in grado di rappresentare attraverso una esemplificazione pittorica, anche del massimo livello artistico,  la dimensione che è oltre se stesso - quella trascendenza che l’essere umano si aspetta nei confronti di ciò che è oltre la sua vita.                                                                                      

Nel trasmetterle queste mie convinzioni sento un senso di imbarazzo quasi che io, con arroganza, mi voglia  porre contro l’ufficialità della chiesa cattolica, ma non è così. In quanto questo mio atteggiamento è conseguente  a  due esperienze da me vissute oltre la vita umana. In quell' ambito, fuori del tempo e dello spazio,  dove la “ gloria di Dio” è veramente percepita nella totalità di Puro e Infinito Amore. 
........................................................................................................................................................................                                                                        

Alvise Rossi Fioravanti 
_________________________________________________________________________________________________

                                                            



A proposito di fiducia inculcata fin dall'infanzia, vi invio i versi virgiliani dell'Ecloga IV :

«Incipe, parve puer, cui non risere parentes, / nec deus hunc mensa, dea nec dignata cubili est».
Grazie per quello che ci trasmettete.
Vi ascolto da decenni 
Gianni

________________________________________________________________________________________________

Dio di bontà! Fa, che in ogni giorno, in ogni ora, ed in ogni istante io abbia presente che la carità è la legge israelitica per eccellenza, stampandomi bene addentro del cuore i sublimi e toccanti precetti coi quali tu ci comandi l’amore per gl’infelici:  quell’amore che abbraccia gli uomini tutti senza differenza di credenza o di opinione.  Fa’ che io non dimentichi giammai che, secondo la tua divina morale, lo straniero è eguale all’Israelita in faccia al Signore (Numeri, XV, 15), né mi scordi che la nostra religione non ha fatto della salute eterna un privilegio esclusivo di quelli che la professano;  poiché essa risguarda serbati alla suprema beatitudine tutti quelli che credono in Dio ed esercitano la virtù, a qualunque confessione essi appartengano, siccome c’insegnano i nostri savi:  “I giusti di tutte le nazioni hanno parte all’eterna salute” , poiché “tutti gli uomini sono fratelli nell’Eterno, tutti abbiamo un solo padre, un solo Dio ci ha creati” (Malach. II, 10). Mio Dio fa’ con la grazia tua, che io perdoni con cuor sincero ai miei nemici, che io non serbi contro di essi alcun sentimento di vendetta, di odio, di avversione, o di rancore, che io non isparli mai di essi, né mi compiaccia a udirne parlar male da altri; che io preghi per essi e sia disposto a prestar loro tutti quei servigi, che avessero bisogno, se per avventura me se ne presentasse l’occasione.  Io so, o mio Dio, che questo sforzo che tu mi chiedi è difficile, ma non però superiore alle mie forze. Il pio esempio di Giuseppe che ricolma di benefizi i suoi fratelli che l’avevano tradito, le lacrime di David sulla tomba di Saule  che l’avea perseguitato a morte, m’insegnano in qual guisa io debba condurmi verso coloro che mi han fatto male.  Vieni dunque in mio soccorso, o mio Dio, aiutami, perché io giunga a riconciliarmi con tutti gli uomini, ad amarli di fraterno amore.
Amen
Inviata da Guido Armellini

Da Preghiere d'un cuore israelita. Raccolta di preghiere e di meditazioni per tutte le circostanze della vita approvata dal Gran Rabbino del Concistoro centrale di Francia, Parigi, 1848, trad. dal francese di Marco Tedeschi, Rabbino maggiore, Trieste, Tipografia del Lloyd austriaco, 1864

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

Guarda la fotogallery >>

Lettere a U&P



E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

Calendario interreligioso

Appuntamenti

Leggere la Bibbia


Pablo Picasso, Ragazza che legge al tavolo Le letture bibliche di Uomini e Profeti in podcast >> Per  leggere i contenuti clicca su  archivio >>

ALTRE LETTURE


 














Medhat Shafik - Porta D'Oriente
Riascolti di Uomini e Profeti in  Podcast >>

Riascolta

Access key

La navigazione di questo sito è agevolata dalle access key, tramite le quali è possibile accedere alle funzioni e ai contenuti principali del sito.

Sono state definite le seguenti access key