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Riconoscere dio
con Piero Boitani




Museo Nazionale Archeologico di Taranto
Elettra e Oreste





Già. Come si fa a riconoscere Dio? Che cosa fa sì che Abramo, alle querce di Mamre, quando incontra i tre angeli sappia che quei tre viandanti sono “il Signore”? O che cosa fa dire a Elena, quando ritrova e riconosce il marito Menelao nella tragedia di Euripide, che “riconoscere quelli che amiamo è un dio”? E che rapporto c’è tra la “conoscenza” e il “riconoscere”? Tutte le grandi narrazioni epiche e religiose all’origine della modernità hanno raccontato storie di “agnizioni”, hanno indagato il meccanismo del “riconoscimento”: dal mondo biblico a quello della Grecia classica, alle narrazioni persiane, alla letteratura sanscrita. Ma in realtà in tutti i secoli, dal Medio Evo, al Rinascimento alla modernità, fino alla narrazione cinematografica, il momento in cui si “riconosce” qualcuno o qualcosa è il momento di uno svelamento di verità, e dunque di una assunzione di responsabilità di fronte a se stessi e di fronte agli altri. Ne parliamo con Piero Boitani, studioso di letterature comparate, che ha indagato con finezza e profondità le espressioni dell’umano nelle grandi narrazioni di tutti i tempi. Per capire, in fine, come si manifesta nei momenti decisivi della vita il rapporto tra le nostre piccole vite e il grande universo che le contiene.





Suggerimenti di lettura
Piero Boitani, Riconoscere è un dio. Scene e temi del riconoscimento nella letteratura, Einaudi 2014
Piero Boitani, Tre favole romane, Il Mulino 2015
Piero Boitani,  Il Vangelo secondo  Shakespeare, Il Mulino 2009 




Musica
Richard Strauss - Von Hofmannsthal, "Orest! Orest!" da Elektra
Gregorio Allegri, Miserere


Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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Lettere a U&P



E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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