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11 aprile

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Con una poesia scelta dai Mangiatori e declamata da Silvia De Grandi si apre la puntata di Piazza Verdi.

 

Lo abbiamo presentato per primi nel 2013 con Un bès – Antonio Ligabue che lo vedeva solo in scena di fronte all'uomo Ligabue, poi ancora la seconda tappa nell’estate 2014 con Pitur, che vede coinvolti sulla scena otto interpreti tra attori e danzatori per regalare voce, suono e fatica fisica al mondo interiore di Ligabue, alle sue ossessioni, trasformando in corpi danzanti e parlanti gli animali, i volti e i paesaggi del suo immaginario pittorico, l'artista e il suo paesaggio interiore.
Da questo sabato a preludio del debutto della tappa conclusiva del suo Progetto Ligabue incontreremo Mario Perrotta per farci raccontare tra parole, canti e suoni quello che sarà  un Ligabue esploso, appoggiato sul basso continuo delle terre reggiane, raccontato tra performance, esposizioni, interazioni con il pubblico e orchestre galleggianti sulle acque del fiume. Bassa continua - Toni sul Po lo vedrà occupare fisicamente le sponde reggiane e mantovane del Po attraversando la bassa emiliana fino a Reggio Emilia, con centocinquanta attori, musicisti, danzatori, video-makers, artisti figurativi, facendo esplodere in tutte le sue contraddizioni il rapporto tra il folle e il suo territorio. Oggi con Mario Perrotta anche l’attrice e cantante jazz Lara Puglia accompagnata al pianoforte da Luca savazzi.

 

Don Geronimo e Don Geronio, Leporello e Dulcamara, Don Bartolo, Don Magnifico e Don Pasquale. Nell’accostarsi a questi personaggi è necessario stabilire che essi appartengono a un genere ben definito che, sia i rispettivi compositori nelle partiture, che di conseguenza una certa consuetudine operistica, hanno catalogato come basso buffo o basso comico. Questo registro vocale, che ai fini di una definizione musicale identifica una delle diverse tipologie della voce di basso, si prestava all'esecuzione di parti dalla connotazione giocosa, umoristica e spiritosa. Il cantante chiamato ad interpretare questo tipo di personaggi assunse una posizione artistica di rilievo a partire dagli inizi del Settecento, quando con questo termine si cominciò a designare il protagonista di un’opera in musica che si basava esclusivamente su elementi e personaggi comici.
Al ruolo del  baritono buffo è dedicato i nuovo lavoro discografico del baritono Paolo Bordogna che accompagnato al pianoforte da Carmen Santoro ne eseguirà, dal vivo, alcuni estratti.

Divine Parole scritto da uno degli autori chiave della letteratura spagnola del Novecento, Ramón María del Valle Inclán (1866-1936) è un testo caratterizzato da uno stile drammaturgico radicale, in cui il grottesco e il surreale diventano l’ispirazione per una storia crudele e visionaria. Il testo narra la storia di una comunità di “ultimi”, creature disperate, straccioni, ladri, prostitute, emarginati,  che vivono alle porte di una città, in un’epoca e in un tempo non definiti, lottando gli uni con gli altri per la sopravvivenza. Racconta l'avarizia, la lussuria, l'ipocrisia. Racconta l'assenza di Dio e la lotta per recuperare in qualche modo il valore di una spiritualità. Le parole divine sono quelle che fermano il tempo. La necessità, il bisogno di un elemento di spiritualità che sollevi l'essere umano da una quotidianità di squallore. Divine parole arriva in teatro grazie alla regia di Damiano Michieletto e lo presenteremo oggi grazie ad una parte del cast tra cui: Fausto Russo Alesi, Federica Di Martino, Marco Foschi, Cinzia Spanò e Petra Valentini.

 

Il lungo e felice percorso artistico che fa di Cristina Donà una delle voci più originali della scena musicale italiana, inizia nei primi anni novanta. Sempre in grado di rinnovarsi, è divenuta prima punto di riferimento, poi figura ispiratrice per le nuove generazioni di musicisti italiani. Così vicini il nuovo album vede la luce a quasi quattro anni di distanza dal precedente, è composto da dieci nuove canzoni scritte insieme a Saverio Lanza che oggi affiancherà Critina Donà in un particolare e intimo concerto-storytelling per chitarre, piano e voci nel nostro auditorium.

 

Si chiama Pietas l'ultimo disco di Enten Eller, forse il gruppo più longevo della storia del jazz italiano. Il quartetto Enten Eller nel corso dei suoi venticinque anni di attività ha maturato una fisionomia sempre meglio definita, in cui diversi ingredienti si integrano con vitalità. Della vecchia formazione, restano solo il leader e percussionista Massimo Barbiero ed il chitarrista Maurizio Brunod. Il contrabbassista Giovanni Maier ed il trombettista Alberto Mandarini si sono aggiunti in periodi successivi. In Pietas suona anche il sassofonista argentino Javier Girotto. Composizioni e temi che spesso sono poco più di un pretesto per libere improvvisazioni, soluzioni nate al momento che sembrano incastri predeterminati, un gioco di scambi e di suggerimenti reciproci. Le libere improvvisazioni sono frutto del momento ma tutto si integra in un gioco sapiente di incastri in cui la musica sembra parte di un meccanismo perfetto ad orologeria anche quando per forza di cose, vista la dimensione live, gli assoli si dilatano e si rischierebbe di annacquare quella che è la sostanza che il gruppo vuole esprimere.
Questo sabato potremo assaporare dal vivo la loro magia.

 

Marco Bacci ci porta al cinema con Humandroid regia di Neill Blomkamp.

 

‘Il potere ce l’ho io’, dice l’imperatore Caligola. Nel più bel testo teatrale di Albert Camus, concentrato sul delirio del potere, emerge il contrasto irrimediabile fra individuo e politica. Caligola, forse pazzo, forse geniale, comunque sconvolto dalla morte della sorella Drusilla con la quale aveva un rapporto incestuoso, perde ogni controllo e fa decadere l'Impero. Caligola cancella qualsiasi tabù, abbatte i totem e demistifica la natura degli uomini: incarna la violenza e il male per mostrare che tutto è come appare. Medita e realizza, dunque, omicidi e uccisioni, espropriazioni e convulse ripartizioni del denaro; desidera possedere la luna, e ne domanda la via al suo liberto-poeta, Elicone, che parte in missione non prima di averlo avvisato della prossima congiura contro di lui. Caligola detesta l'ipocrisia del sistema e dell'umanità che lo circonda: accenna solo in un istante a privarsi della sua maschera di imperatore-peste-rivoluzione, quando dialoga con il capo della congiura, Cherea, invitandolo ad abbandonare la menzogna e a dichiarare serenamente i suoi progetti. Al fianco di Caligola rimane una donna, Cesonia, che, incapace di sostituire Drusilla, s’innamora perdutamente della sofferenza e della follia di quell'uomo. Oggi con noi Annig Raimondi regista ed interprete di Caligola di Albert Camus insieme a  Maria Eugenia D’Aquino, Riccardo Magherini, Alessandro Pazzi e Antonio Rosti che completano il cast.   

Credits

Un programma di Elio Sabella
In redazione Lilli Minutello
In conduzione Maya Giudici - Oliviero Ponte di Pino

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