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Lettere della settimana

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Ho appena finito di ascoltare la puntata di sabato 23 giugno 2012 "Uomini, asini, dèi. Linguaggi a confronto"
con Paolo De Benedetti e Ermanno Cavazzoni, e sento l'impulso di esprimere la mia gratitudine per l'elevato contenuto e per un tema, quello degli animali e la spiritualità che le religioni "ufficiali" disertano, perse come sono nel loro eccessivo cerebralismo e presunzione di possedere la verità.  Paolo De Benedetti è stato veramente SUBLIME. Gli animali sono maestri di umanità. Finche l'uomo non rispetta l'animale è inesorabilmente meno di un uomo. Privandoci del linguaggio degli occhi degli animali ci priviamo di uno specchio che riflette quella parte che nell'uomo è coperta dall'orgoglio ma che esiste ed è viva, quella parte che l'uomo condivide con Dio e che non coltivarla ci rende più vicine alle pietre che a qualsiasi altra creatura; eppure le pietre viste da un uomo risvegliato "vibrano", l'uomo, che non si pone la domanda del suo essere al mondo, e non si accorge  del suo coesistere con l'intero cosmo, non vibra, e  si accontenta di una vita limitata alle sue senzazioni biologiche e ai suoi giochi intellettuali, incapace di conoscere e sviluppare il suo universo interiore, il solo capace di metterlo in comunione con tutte le forme della creaturalità in una unità di Significato. Gli animali sono punti  vibranti di trascendenza disseminati lungo il cammino che porta l'uomo alla conoscenza di se stesso.
Volevo aggiungere una frase di Walt Whitman tratta da "FOGLIE D'ERBA": " O buoi che fate tinnire il giogo e le catene, o v'attardate, in un'ombra di foglie, che mai esprimete con i vostri occhi? Mi pare valga assai più d'ogni pagina a stampa, che abbia mai letto in vita mia".
Saluti e ringraziameti da ENRICO AVVEDUTO- ISPICA (RG)
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Gentile Gabriella Caramore,
abbiamo seguito con vivo interesse l'ultima puntata sull'impervio discorso della montagna, che è poi quello di tutto il messaggio evangelico. In particolare, ci è   parsa molto vera l'affermazione del professor Paolo Ricca: "La fede è affermare il contrario di quello che si vede" e, forse, anche si sente o in qualche modo cade sotto la nostra percezione". Forse è un traguardare il presente per poterlo meglio comprendere, impegnandoci in prima persona. Cogliamo l'occasione per ringraziarla delle riflessioni e delle belle letture.
Un cordiale saluto Maria Luisa Guelfi e Rosella Marvaldi 
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Gentile Gabriella Caramore,

volevo ringraziarla perchè in quest'anno di trasmissione ci sono state due occasioni in cui non ha nascosto la sua commozione e credo, le sue lacrime. Parlando della strage di Tolosa e della morte di Danilo De Girolamo non ha nascosto la sua voce rotta dal dolore. La nostra cultura, la nostra paura di esporci, incredibilmente, ci fanno nascondere le emozioni, specialmente il dolore ed il pianto. E' strano, in fondo preferiamo apparire cinici, freddi, distaccasti ed insensibili piuttosto che sensibili, emotivi, capaci di amare e quindi di soffrire. Perchè ci vergogniamo delle nostre emozioni ? Quando tempo dovrà passare affinchè piangere ed emozionarsi non siano più un “segno di debolezza” ? E’ per questo che la ringrazio, perchè ha saputo condividere il dolore senza esporlo, perchè ha lasciato trapelare anche questa realtà, perchè  non l’ha negata e nascosta; la ringrazio per la fatica che deve esserle costato vivere queste emozioni in onda. Sarebbe stato più facile non parlare di argomenti così dolorosi ma questa non è stata La sua scelta. Per questo e per tutto il lavoro che in quest'anno Lei ha fatto insieme alla redazione, il mio grazie. 
Enrico
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MERAVIGLIOSA PUNTATA OGGI (sabato). GRAZIE!
Giorgio De  Martino
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Ho ascoltato Paolo Ricca e la sua voce e' sempre rasserenante. Ma perché continuare a negare che il mondo negli ultimi quaranta anni e' molto migliorato? Ci sono ancora orrori e ingiustizie, ma sono raddoppiate le democrazie, centinaia di milioni di persone hanno superato la soglia della povertà, i saperi si accrescono geometricamente e si diffondono attraverso la rivoluzione della rete. Ciò non deve farci abbassare la guardia, ma dece essere uno stimolo e un incoraggiamento all'azione.
Buona domenica
Vittorio Domenichelli

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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Lettere a U&P



E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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