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Lettere dal 24 al 31 dicembre

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Salve,
vorrei esprimere il mio augurio di buon Natale alla redazione di Uomini e Profeti, che mi aiuta a non trascorrere una festa banale o solitaria!
Sono una vostra affezionata ascoltatrice, ho 25 anni (come potete constatare la vostra trasmissione è seguita anche da un pubblico relativamente giovane!) e la vigilia di ieri, che ho passato riascoltando e meditando la puntata su Bonhoeffer, è stata una delle più gradevoli e ben spese degli ultimi anni.
Affettuosi saluti e ancora auguri,
Alessandra
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Alla redazione di "Uomini e Profeti"  che ci da sabato e domenica qualcosa di alta spiritualità  con una grande onestà intellettuale e sapienza...a noi tanti battezzati,non praticanti,persino non credenti,in cerca di qualche raggio di verità.,
TANTISSIMI AUGURI
Affettuosamente.
Maria Serena  Angeri,anni 78 e 10 mesi...finalmente riesco a leggere con voi, la Bibbia.
Grazie del dono che mi avete fatto l'ultimo sabato con la presenza del mio amatissimo Paolo De Benedetti,che quando mi muiono gatti o cani raccoglie al telefono le mie lacrime e mi assicura che le loro anime sono vicine a dio.
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Mi sembra molto acuto quello che dice Murgia a proposito della morte di Maria. Se ci pensiamo nella grande arte religiosa dell'Europa moderna esiste un solo dipinto che raffigura questo evento ed è un quadro di Caravaggio, che non a caso non è mai entrato nella chiesa che l'aveva commissionato (Santa Maria della Scala a Trastevere in Roma) ed è subito passato nelle collezioni private di principi e re, fino ad approdare al Louvre. Si è pensato che lo scandalo fosse l'uso, come modello, del cadavere di una prostituta morta affogata nel Tevere. E se invece lo scandalo più profondo fosse proprio il pensiero della morte di Maria?
Tantissimi auguri!
Dario Cecchi
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Cara dott.ssa Caramore,
volevo farLe i complimenti per il grande equilibrio e - mi lasci dire - la sapienza, con le quali ha condotto la prima parte della trasmissione di oggi, sapendo trarre il contenuto piu' prezioso dall'intervento dei due ospiti (soprattutto di Chiesa), senza cadere nella superficialita' dello slogan e dell'ideologia in cui si rischia di cadere spesso anche quando si hanno osservazioni e intuizioni giuste, com'e' il caso di Chiesa.
Non riesco a scriverVi spesso come vorrei, ma Vi ascolto sempre con fedelta' e Vi rimango debitore di molte occasioni di crescita umana.
Auguri!
Emiliano Ranocchi da Cracovia
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Salve,
Gabriella e quanti lavorate, progettate e realizzate questa trasmissione.Vostro ascoltatore da qualche anno, di cuore vi ringrazio per le oasi di respiro che offrite, sotto tanti aspetti. Sono un frate cappuccino, vivo in Turchia da un po’ più di un anno, e da un paio di mesi vivo presso Meryem Anà Evi (cioè la “casa di Maria madre”). Una meraviglia di luogo, posto sulla sommità della collina sotto cui giacciono i resti dell’antica Efeso. Si, il posto è una meraviglia, ma non è questo che mi interessa dirvi; mi interessa dirvi che da qui si vedono interessanti cose: persone musulmane e cristiane di ogni confessione vengono a pregare Maria, a volte proprio nello stesso momento, è una scena di grande tenerezza. Tante persone, varie, entrano nella casetta, e (spesso piangendo) pregano. Ora mi veniva in mente che questa devozione a Maria, così semplice, e al contempo profonda, popolare e trans-popolare (perché accomuna popoli così vari!) potrebbe esser oggetto di una vostra trasmissione…
Volevo inoltre segnalarvi un'altra cosina: un personaggio che forse avete già presentato (perdonate ma non so), molto prezioso nel dialogo islamo-cristiano: Jean Mohammed Abd El Jalil. Si tratta di un marocchino, musulmano, divenuto poi cristiano e frate francescano; suo padrino fu Louis Massignon. Al proposito vi segnalo il testo del medesimo,  Testimone del Corano e del Vangelo, Jaca book 2004.
Buoni giorni, buon natale
fp
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Gent.ma Gabriella e Redazione tutta,
vi ringrazio moltissimo per i graditissimi podcast di Rav Carucci. Vi faccio i miei migliori auguri di Buon Natale.
Alessandro Cigni (Porto Torres)
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Da anni ascolto con estremo interesse la vostra trasmissione, in particolare mi e' piaciuta molto la puntata di oggi (25 dicembre). Complimenti vivissimi per il vostro contributo a una migliore conoscenza delle religioni che mi auguro porti a una migliore comprensione e accettazione del pensieri degli "altri".
Giuliana Filippazzi
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"Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo, e vieni in una grotta al freddo e al gelo"; così, un canto di Natale. Stranamente (o forse no?), la Chiesa ha sempre lasciato credere ai fedeli che Gesù sia nato e vissuto in estrema povertà. Luca, che non era uno dei dodici apostoli, racconta che Maria “avvolse il neonato in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto all’albergo”. Matteo invece, che fu apostolo di Gesù, non accenna per niente ad una grotta, ma riferisce che i Magi, giunti dall’Oriente per adorare il Bambino, entrarono “nella casa”. Gesù era figlio di un carpentiere, ed egli certamente esercitò lo stesso mestiere nella giovinezza (Mc 6,3). Un falegname della Palestina era un uomo abile, utile, e particolarmente stimato. Così, è ragionevole ritenere che Maria e Giuseppe, disponendo di denaro, avessero avuto la possibilità, in ogni caso, di far nascere il Bambino ben al riparo "dal freddo e dal  gelo". E' pur vero che il Nazareno durante il periodo della predicazione, non avesse dove reclinare il capo, ma non sembra si facesse mancare il cibo, a giudicare da tutte le volte che lo troviamo a tavola a casa di amici, e dalle sue stesse parole: «E’ venuto Giovanni che non mangiava né beveva, e si diceva: - E’ indemoniato -. E’ venuto il Figlio dell’uomo che mangia e beve, e si dice: - E’ un mangione e un beone, amico di pubblicani e peccatori! -». Sicuramente non gli mancarono pane e pesce, e certo “bevve quel vino nero, pastoso e colorito, che bisognava annacquare prima di servirlo” (Daniel Rops). Disponevano, lui e i suoi apostoli, di denaro, e facevano l’elemosina ai poveri (Gv 13,29). Infine, non era vestito di stracci, giacché i quattro soldati romani si divisero le sue vesti, e tirarono a sorte la tunica, essendo cucita tutta di un pezzo (Gv 19,23-24).
Renato Pierri


 

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

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E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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