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Lettere dal 23 al 29 aprile

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La verità è un'altra, e gli uomini della Chiesa la conoscono bene.
Monsignor Rino Fisichella, nella trasmissione "In Onda" del 24 aprile su La7,  alla domanda del filosofo Giulio Giorello perché la Chiesa si ostini ad escludere le donne dal sacerdozio e quindi dalla possibilità di diventare papa, rispondeva affermando che la Chiesa, pur riconoscendo alle donne la stessa dignità degli uomini, doveva osservare la volontà di Gesù, e aggiungeva: "Non è detto che le donne possano svolgere le stesse mansioni degli uomini". Affermazione, questa, ridicola soprattutto se riferita ai ruoli svolti oggi dai preti, dai vescovi e dai papi. Nessuno però faceva la semplice inconfutabile obiezione riguardo alla "volontà" di Gesù, né i bravi conduttori, né il filosofo. Se monsignor Fisichella confrontasse la condizione delle donne al tempo di Gesù in Palestina, e la condizione delle donne oggi, soprattutto nel mondo occidentale, si renderebbe facilmente conto dei motivi che spinsero Gesù ad affidare agli apostoli (mandati come pecore in mezzo ai lupi) l'evangelizzazione del mondo, e ad un apostolo in particolare il compito di pascere le sue pecore (Gv 21, 15 - 17). Oggi quei motivi non hanno ragione d'essere. La verità è un'altra, e gli uomini della Chiesa la conoscono bene.
Elisa Merlo 
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Un abbraccio augurale a tutta la redazione con un bel pensiero di 
suor. Odette Prévost, uccisa in Algeria, il 10 novembre 1995, che annotava nel suo diario spirituale: 
“Vivi l’oggi: Dio te lo offre, è tuo, vivilo in Lui. Il domani è di Dio, non ti appartiene. Non trasferire sul domani la preoccupazione di oggi: il domani è di Dio, rimettilo in Lui. Il momento presente è un fragile ponte: se lo appesantisci con i dispiaceri di ieri e con l’inquietudine di domani, il ponte cede e tu non puoi passare. Il passato? Dio lo perdona. Il futuro? Dio lo dona. Vivi l’oggi in comunione con lui”.
Giovanna Credaro
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Buongiorno, mi chiamo Clara Silli e seguo la vostra trasmissione "Leggere la Bibbia" con grandissimo interesse.
Vi scrivo in merito alla puntata del 10 aprile 2011, con Maria Cristina Bartolomei per chiedere di consigliarmi alcuni testi che mi aiutino ad approfondire le tematiche delle simbologie connesse all'arca dell'alleanza eventualmente anche in riferimento alla cabala; tema che è stato solo sfiorato dalla Bartolomei, per ovvi motivi, ma di cui mi piacerebbe sapere di più.
Vi ringrazio anticipatamente se sarete così cortesi da aiutarmi, vi faccio i miei più sinceri complimenti per questa splendida trasmissione e unisco anche gli auguri di Buona Pasqua.
Cordiali saluti.
Clara Silli
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Gentile redazione,
vorrei farvi i miei auguri per questa Pasqua, mentre ascolto la vostra  trasmissione, che seguo irregolarmente ma da tempo. 
Vi  allego un testo che ho scritto in Macedonia, dove mi trovo per lavoro, e che ho inviato a diverse persone per questa Pasqua: non so se sia un testo pasquale, ma credo sia vicino alle cose di cui state  parlando con Simone Morandini - a proposito di croce e di impossibilità / scandalo nel ridurre la croce a segno identitario e aggressivo abbiamo molto bisogno di Pasqua, ciascuno di noi e il mondo.
Buon lavoro.
Basilio Buffoni
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L’umiltà di Dio si è fatta pane spezzato per tutti e corpo consegnato al sepolcro.
Solo l’umiltà di Maria e l’umiltà dei poveri e dei disprezzati possono accoglierla.
La pasqua la trasfiguri nella bellezza che l’arte interpreta e converta i cuori. 
Gianfranco Bottoni, Fabio Ballabio, Adelfio Magni, Chiara Vaina 
Ecumenismo e Dialogo  Arcidiocesi di Milano
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Gentile Gabriella, 
da ascoltatrice assidua della sua trasmissione, La so interessata a tutte le forme di spiritualità anche non strettamente religiosa; perciò sottopongo alla sua attenzione l’allegata breve raccolta di poesie sul tema del canto corale, non tanto per promuovere il libro, goccia nell’oceano della produzione poetica italiana, quanto per sollecitare l’interesse della sua trasmissione su un fenomeno culturale, il coro appunto, che ritengo meriti di essere segnalato.
La mia città, Milano, pullula di cori, non solo parrocchiali, in centro come in periferia: formazioni di persone di ogni ceto ed età che portano avanti un’altissima tradizione musicale a livello sia colto che popolare, persone che si riuniscono per lo più di sera, molte dopo una giornata di lavoro, sottraendosi all’egemonia della televisione, spesso autotassandosi per poter far fronte agli inevitabili impegni anche economici...
Nell’attuale temperie culturale un tale fenomeno rientra nel novero di quelle buone novelle che vanno diffuse non solo per confortarci, ma per contrastare quell’idea del paese e del popolo italiano con cui si giustifica e si incoraggia il desolante vuoto di contenuti, specie per quanto riguarda la musica, che contrassegna la programmazione televisiva. E non solo per questo.
Personalmente credo di essere stata segnata da questa esperienza: entrata da agnostica nei Civici Cori di Milano per puro interesse verso la musica, sento che la familiarità con i testi sacri  uniti alla potenza emozionale della musica e allo spirito del coro, ha avuto  parte significativa nel portarmi a una disposizione d'animo che definirei  di “religens”, per usare un termine appreso proprio in una delle ultime puntate di Uomini e profeti, disposizione che ha reso la mia vita più ricca, aperta e gioiosa...
Cordialissimi saluti 
Ivana Tanzi
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Gentile redazione,
da anni la seguo spesso. Domenica scorsa (trasmisione del 17 aprile 2011, dal magazzino del sale di Cervia) ascoltando "Uomini e profeti" ho sentito una frase di Guicciardini che sembra scritta ieri. Ho provato a riascoltarla (come ho fatto tante altre volte, collegandomi ieri e oggi al vostro sito internet). Invano, purtroppo. Non ci riesco. Forse deve passare ancora qualche giorno. Vi  sarei grato se intanto poteste farmi avere il testo della frase di Guicciardini: quella che pressappoco dice che una frase ripetuta tante volte finisce per diventare vera alle orecchie di chi l'ascolta. Se questo non è possibile, vi prego almeno di indicarmi le modalità attraverso le quali posso arrivare alla frase in questione. Con moderata, ma costante gratitudine.
Onofrio Abisso


 

 

 

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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Lettere a U&P



E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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