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Lettere dal 30 ottobre al 5 novembre

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Ringrazio per la cura, l’attenzione e la ‘parresia’, caratteristiche con cui trattate ogni argomento. Splendida l’iniziativa del podcast: un aiuto alla memoria, un contributo perché davvero nulla vada perduto della ricchezza di pensiero e di riflessione che fanno la storia della vostra/nostra trasmissione. Sarà possibile mettere a disposizione le puntate di "Ma l'amore è più grande. In dialogo con Paolo, l'apostolo di Cristo" (in onda dal 08/02/97 al 29/03/97). Saluti e stima.
Maria Grazia

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Grazie per le 10 Parole con paolo Ricca....
ho sentito che in passato c'è stata anche una serie di Garrone su Bonhoffer.....
A
tutta la redazione di Uomini e Profeti
Grazie

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E’ una trasmissione bellissima che seguo da molti anni oramai e che mi ha fatto incontrare Etty Hillesum. Vi faccio una richiesta che chissà non possiate esaudire prima o poi. Potreste  dedicare una o più puntate ad un filosofo che è stato molto importante per me in questi anni e che è morto recentemente Pierre Hadot?  Ve ne sarei molto grata.
Ancora grazie
Marzia Galardini

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Gentile David Meghnagi,
come si fa a “vivere insieme” in uno stato che, come l’Iran stato islamico, ha sempre più carattere confessionale tant’è che sta per approvare una legge che ne cambia il nome in “Repubblica ebraica di Israele”? Ovviamente tutti hanno le loro ragioni ed i loro torti. Ma questo è un discorso lungo: per stare nella realtà forse si dovrebbe parlare di “Due popoli e tre stati”: quelli che sanno convivere in Israele e due (confessionali?) distanti tra loro per quelli che vogliono uno stato islamico ed uno ebraico.
Cordiali saluti, Tito (Modena)

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Sono un entusiasta ascoltatore di "Uomini e Profeti" che non potrà mai ringraziarvi  a sufficienza per la bella isola di spiritualità, tolleranza e libertà di pensiero rappresentata dalla vostra  tramissione. Mi permetto di suggerire un bellissimo libro che presenta il pernsiero ebraico sulla Genesi e che credo, pur essendo in francese cioè in una lingua abbastanza  accessibile, non sia mai stato tradotto in italiano. Si tratta di " A Bible ouverte"  di Josy Eisenberg e Armand Abecassis, ed. Albin Michel. In esso sono riportate le conversazioni che il rabbino Esenbrg e lo studiono Abecassis hanno tenuto nel corso di alcune serie di trasmissioni dell' omonimo programma televisivo ( che è contenuto nell' equivalente di "Sorgente di Vita" della televisione statale francese. Provate a leggerlo: è godibilissimo e veramente completo nello spiegare i significati della Torah nella tradizione rabbinica. Sarebbe molto bello se una traduzione italiana lo rendesse disponibile anche a chi non conosce la lingua dei cugini d'oltralpe.
Cordiali saluti.
Paolo Guglielmetti
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Grazie per le vecchie puntate, sono molto interessanti. Paolo Ricca è sempre piacevole da ascoltare. Sarebbe bello che non ci fosse solo Bibbia, sempre solo Bibbia, o almeno sarebbe bello qualcosa sul Nuovo Testamento... Io ammetto, negli ultimi tempi, una certa fatica nell'ascoltare la vostra trasmissione. L'ultima puntata, sul Levitico, non sono ancora riuscito ad
arrivarci in fondo, da quanto la trovo indigesta. Il Dio dell'Antico Testamento mi sta veramente antipatico.... È indifendibile.
Ci vuole pazienza.
Grazie e cari saluti!
Claudio
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Gentile redazione di Uomini e profeti,
il  7 Novembre 2010 sarà di Domenica. Era il giorno del Signore anche il 7 Novembre 1910 quando, al mattino, morì Lev Tolstoj. Grazie delle bellissime puntate che avete dedicato al grande scrittore un anno fa. Alcuni politici ci dicono che, oggi, l’emergenza è la criminalità. Per altri è la crisi economica e la disoccupazione. Per la Gerarchia della Chiesa Cattolica bisogna combattere la secolarizzazione e il relativismo. Tutti problemi da non sottovalutare. Tolstoj, tuttavia, ci inviterebbe a orientare le nostre energie verso  il risveglio interiore.
Una scelta sicuramente alla portata di tutti. E ci può cambiare la vita! Tutto il resto è un girare intorno, di schiavitù in schiavitù.
Con affetto!
Giovanni Tognana (Padova)
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Gentile redazione,
mi hanno spinto a scrivervi le risposte di David Meghnagi, considerato che è anche psicanalista, perché ho constatato che la grande maggioranza degli ebrei, della diaspora ed israeliani, e parlo anche di intellettuali e scrittori noti, come Avraham Yehoshua, Amos Oz, non hanno la consapevolezza di essere debitori del popolo palestinese che stanno privando della libertà e della terra e mantenendo in una prigione a cielo aperto. Come ha già scritto Josè Saramago, c’è qualcosa nell’atteggiamento israeliano nei confronti dei Palestinesi che ricorda i fascisti ed i nazisti, non nell’efferatezza, non ci sono i campi di sterminio, né nelle dimensioni, Avraham Yehoshua ha scritto che l’occupazione non è crudele perché i morti sono poche migliaia, ma nella prepotenza dell’esercito israeliano nei confronti della popolazione palestinese, nella sproporzione tra le forze,  nell’impossibilità dei Palestinesi di far valere i propri diritti e nel dover pagare per colpe di altri. E c’è poi una grande responsabilità della Comunità internazionale.  E’ triste constatare che proprio il popolo che ha subito la più grande persecuzione della storia, utilizzi la Bibbia, l’archeologia, la Shoah come uno scudo per opprimere un altro popolo e per commettere azioni criminali come il bombardamento di Gaza, dal 28/12/2008 al 17/1/2009, o l’uccisione di 9 pacifisti turchi che nessun altro Stato avrebbe potuto compiere senza conseguenze internazionali. Lo stesso dicasi per l’inosservanza di innumerevoli Risoluzioni Onu. L’occupazione israeliana, cioè il principale ostacolo alla pace, può continuare perchè non c’è una corretta informazione, c’è una censura, su quanto accade in Israele-Palestina e la RAI è corresponsabile di ciò. L’argomento Israele-Palestina in RAI è tabù. La grande maggioranza dell’opinione pubblica non conosce la durezza dell’occupazione, e non sa che esistono in Israele diverse associazioni pacifiste (in Italia c’è la Rete-Ebrei Contro l’Occupazione) e tanti intellettuali che esprimono dure critiche nei confronti dei governi israeliani e riconoscono l’ingiustizia dell’occupazione come causa del conflitto. Non ho mai sentito alla RAI, un’intervista ad uno di questi intellettuali, di questi veri pacifisti, alcuni dei quali di notorietà internazionale e posso dire che quando lo storico Ilan Pappè, autore della ‘Pulizia etnica della Palestina’, è venuto in Italia, nessun giornalista RAI è andato alla sua conferenza stampa.

Cordiali saluti. 
Ireo Bono 



 

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

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