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Arte ottomana, 1450-1600

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Negli ambienti cinquecenteschi arricchiti dai celebri affreschi di Bernardo Strozzi (sec. XVII) del primo piano nobile di Palazzo Lomellino – che quest’anno celebra il suo 10° anniversario dall’apertura al pubblico – per la prima volta in Italia viene esposta una selezione di oggetti rappresentativi della produzione artistica ottomana, specificamente riferita al periodo 1450 – 1600, che darà vita ad una mostra unica nel suo genere.

Curata dalla Fondazione Bruschettini – che si propone come scopo la promozione e la tutela dell’Arte Islamica e Asiatica – la mostra vuole accompagnare i visitatori alla scoperta dell’arte e della cultura che hanno caratterizzato il periodo di maggiore splendore dell’Impero Ottomano.

Circa 70 oggetti, alcuni dei quali già noti al mondo accademico, altri poco conosciuti e in gran parte inediti, tra cui un Corano appartenuto a Maometto II, completo di dedica al sovrano e un importante Firmano, prestito del Museo di Arte Islamica di Berlino.
Sono esposti preziosi tappeti del XV e XVI secolo, che nell’immaginario collettivo ben rappresentano il fascino esotico dell’Oriente, raffigurati in molte opere dei più grandi pittori italiani e europei, da Piero della Francesca a Hans Holbein il Giovane; straordinari esempi di ceramiche policrome di Iznik – fra le produzioni fittili più fantasiose ed eleganti nell’intero panorama ceramico islamico – e di produzione tessile ottomana: sete e velluti, broccati in oro e argento che stupiranno il visitatore per la fantasia, gli accostamenti cromatici, la perfezione tecnica e la preziosità. Infine una piccola ma pregiata selezione di armi da difesa, con elmi e testiere da cavallo, marchiati con l’emblema dell’armeria imperiale turca di Sant’Irene, che ricordano la grande potenza militare della Turchia ottomana di quel periodo.

Le opere appartengono per la maggior parte a collezioni private italiane e straniere, integrate da una prestigiosa selezione di prestiti da istituzioni museali che ospitano alcune tra le più importanti raccolte di arte ottomana fuori dalla Turchia.

Cornice ideale della mostra la città Genova – gemellata con Istanbul (Beyoglu) nel 2013 con l’obiettivo di dare vita a una serie di importanti appuntamenti economici e culturali – che nei secoli ebbe uno storico ruolo di riferimento nei rapporti economici e culturali fra l’Impero Ottomano e l’Europa, come testimoniato anche dall’antica presenza di una colonia Genovese a Istanbul, ancora oggi documentabile nel quartiere di Galata/Pera, l’attuale distretto di Beyoglu.

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





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