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L’Aventino e i pericoli di una spirale senza sbocchi

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Di Giovanni Sabbatucci

C’è chi pensa che non sia una cosa seria. Che la minaccia di dimissioni collettive dei parlamentari del Pdl in risposta all’imminente voto del Senato sull’ormai certa decadenza di Silvio Berlusconi dal seggio a Palazzo Madama possa restare appunto una minaccia, priva di conseguenze pratiche.

In effetti la Costituzione, la prassi e la stessa storia dei parlamenti non prevedono le dimissioni collettive, ma solo quelle individuali, regolate per giunta da procedure collaudate (richiami al precedente dell’Aventino sarebbe improprio, oltre che vagamente blasfemo, visto che i deputati antifascisti, all’indomani del delitto Matteotti, non si dimisero,ma si astennero dalla partecipazione dai lavori in aula, riunendosi separatamente negli uffici della Camera). E’ dunque possibile che le lettere consegnate dai parlamentari Pdl nelle mani dei loro capogruppo – non dei presidenti delle Camere come logica vorrebbe – finiscano lì il loro viaggio, e restino agli atti come clamorosa e simbolica attestazione di solidarietà al capo.

Ma i simboli , si sa, possono essere importanti e possono produrre, se opportunamente agitati, conseguenze irreversibili. Facciamo il caso che un’iniziativa così inedita e “istituzionalmente inquietante” – come l’ha definita un preoccupatissimo Napolitano – trovi il modo di attuarsi davvero e che giunga in tempi brevi alla sua inevitabile conclusione. Che si arrivi, insomma, alla caduta del governo. (…)

Sito del Messaggero

Credits

A cura di Paola De Monte
In redazione:
Maria Chiara Beraneck, Natascia Cerqueti, Marco Pompi, Gianfranco Rossi

Francesca Sforza



Francesca Sforza lavora alla Stampa dal 1999. Ha trascorso quattro anni a Berlino come corrispondente e due anni a Mosca. Nel corso di questo periodo all’estero è stata più volte inviata in Polonia, in Repubblica Ceca, in Slovenia e a più riprese nel Caucaso. Il suo libro “Mosca-Grozny: neanche un bianco su questo treno” (2006, Salerno Editrice) ha vinto il Premio Antonio Russo  e il Premio Maria Grazia Cutuli. Dal 2007 al 2011 ha lavorato a Torino come caporedattore del Servizio Esteri. Attualmente è responsabile dei contenuti digitali della redazione romana per il sito www.lastampa.it

Rassegna stampa
del 1 ottobre

Quello che Putin non dice - Franco Venturini - Corriere della Sera

Ripartiamo dalla maternità - Barbara Stefanelli - Corriere della Sera

"Ma dopo anni si intravede uno spiraglio" - Int. a De Mistura di Massimo Gaggi - Corriere della Sera

"No ai fondamentalisti in nome del Vangelo" - Int. a Walter Kasper di G.Guido Vecchi - Corriere della Sera

Padri naturali - Massimo Gramellini - La Stampa

Alla casa non serve solo meno fisco - Franco Bruni - La Stampa

Burocrazia, un dietrofront tra le vigne - Michele Brambilla - La Stampa

Perché difendo Obama l'indeciso - Thomas L. Friedman - La Repubblica

Libia, l'occidente cambia inviato - Vincenzo Nigro - La Repubblica

Gender, la fabbrica del pregiudizio - Maria Novella De Luca - La Repubblica

Le 2 Chiese divise su divorzio e famiglia - Paolo Rodari - La Repubblica

C'è un problema tra l'Italia e la Francia - Non solo Libia e non solo Siria - Il Foglio

Separati, non abbandonati - Maurizio Crippa - Il Foglio

La forza di vivere - Marina Corradi - Avvenire

Se questa è democrazia - Sotto attacco - Il Fatto Quotidiano 

Giannini: "Partita la caccia, il premier ha slegato i cani" - Int. a Massimo Giannini - Il Fatto Quotidiano

Mare nostro - Stop trivelle - Il Manifesto

"300 mila firme non bastano" - Int. a Pippo Civati di Daniela Preziosi - Il Manifesto



 


La Nuova Ecologia - il mensile di Legambiente di luglio-agosto 2015




Attenuare il rischio climatico rinaturalizzando le città. Adottare stili di vita flessibili per
vivere meglio e sprecare meno. Sorella resilienza. Così possiamo cogliere la sfida del cambiamento e salvaguardare la casa comune dell'umanità. All'interno un'intervista a James Lovelock. 


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