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Lettere dal 12 al 26 novembre

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Gentile Redazione di “Uomini e profeti”, sono un affezionato ascoltatore della Vostra trasmissione che seguo con vivo interesse da molti anni, diventata nel tempo un appuntamento atteso dal quale traggo molteplici spunti e altrettanti stimoli di formazione culturale e umana. Particolare gratitudine desidero esprimere alla conduttrice della trasmissione, Gabriella Caramore, che riesce ad imprimere al programma una inconfondibile impronta di tolleranza e rispetto per i tanti modi credere (e di non credere), di accostarsi al mistero indicibile che circonda la presenza al mondo di tutti gli esseri, umani e non.
Cordialmente
Enrico Genovese
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TADAIMA è il saluto che uno dice ai famigliari o amici quando ritorna a casa da un viaggio. Quindi, dopo il lungo viaggio - pellegrinaggio in Giappone di 25 giorni, a tutti voi il mio TADAIMA, TADA = PROPRIO, IMA = ADESSO  quindi: "Proprio adesso" sono tornato. "Eccomi!". In seguito avrò l'occasione di condividere con voi qualche "grazia ricevuta" dal pellegrinaggio.
Padre Luciano Mazzocchi, cappellano della comunità cattolica giapponese di Milano.
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Gentile redazione,
ho molto apprezzato il fatto che abbiate messo in podcast la serie di Ricca sulle 10 parole.
Ci  chiedevate che impressione ci ha fatto (ri)sentirle dopo molti anni; per me era la prima volta, e mi ha colpito l’estrema attualità della trasmissione. A parte alcuni riferimenti che oggi appaiono datati (quelli a tangentopoli, ad esempio), le riflessioni sono ancora estremamente fertili e stimolanti oggi. Mi ha fatto anche piacere ascoltare in collegamento telefonico alcuni ospiti che dopo anni ormai ci sono familiari.
Cordialmente
Alessandro Cigni (Porto Torres)
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Gentile Redazione,
innanzitutto devo sinceramente farvi i complimenti per una trasmissione semplicemente preziosa e che seguo da anni.
Inoltre volevo segnalarvi, sperando di farvi cosa gradita e utile, che a febbraio uscirò presso Einaudi l'ultimo libro di Adriana Zarri dal titolo "Un eremo non è un guscio di lumaca". La scomparsa di Adriana ha scosso e profondamente addolorato la redazione e l'editore che si unisce al lutto degli amici e conoscenti.Il nuovo libro doveva essere occasione per ritornare sulle parole, così urgenti e allo stesso tempo pazienti, della Zarri: e lo sarà, ma sarà anche, purtroppo, occasione per ricordare la grande persona che è stata.
Cari saluti e ancora, come si dice, "complimenti per la trasmissione".
Francesco Guglieri
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Gentile redazione,
pensavo a quanto si perde a non ascoltare i libri “difficili” o ritenuti “aridi” della Bibbia. Tutti preferiamo il racconto, i colori, l’animazione di Genesi rispetto ad altri libri. Eppure l’equilibrio che offre il Levitico anche al lettore di oggi, posto di fronte a sacro e profano, giusto e ingiusto, puro e impuro dichiara quanto il discernimento sia alla base dell’etica, e quanto da esso discenda la risposta umana alle istanze dell’altro. Sembrerebbe che l’attuazione del senso di responsabilità di ognuno verso gli altri passi da qui. Spesso viviamo il giudizio in termini di condanna globale, di approvazione o disapprovazione esterna, di pregiudizio o chiusura. Ma, come ha ricordato nitidamente Rav Riccardo Di Segni, nel discernimento vi è un personale adeguarsi o non  adeguarsi ad una richiesta, in termini di umanità e di responsabilità personale. Mi è parso di capire che nel riconoscimento “non si tratta di condanna morale della persona, ma di uno status”, come nel caso della purità, e soprattutto “non è la persona impura, ma la condizione”. Ringrazio Rav Di Segni per averlo indicato e Uomini e Profeti per avercelo trasmesso.
Rosella Marvaldi.
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Cara Redazione di 'Uomini e Profeti',  apprezzo molto la lettura integrale della Bibbia, ma perchè non estendere questo progetto di lettura del 'Testo Sacro' per eccellenza del mondo occidentale, alla lettura integrale e diretta di altri 'Testi Sacri'  nel Mondo come  il 'Corano', la 'Bagavadgita',  i testi più significativi della Tradizione Buddista, etc. etc.
Grazie
Sandro da Orvieto
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In questo momento ascolto la presentazione della puntata odierna su Adriana Zarra, che non conoscevo, e mi sovviene alla memoria una donna che ormai è caduta nell'oblio e di cui perfino la grande rete virtuale è avara di informazioni, mi riferisco a Leontine Zanta, la prima donna in francia ad ottenere la laura in dottore in filosofia nel maggio 1914, allieva di Henry Bergson, antesignana e caparbia sostenitrice della capacità intellettuale delle donne, che riuscì a creare attorno a se un gruppo di intelletuali che prendevano parte nella sua casa ad un salotto culturale di cui lei era centro ed ispiratore. Scrivo appunto per stimolare codesta redazione ad approfondire l'argomento, avendo conosciuto tale personaggio solo attraverso le lettere a lei indirizzate da Teilhard de Chardin (Convergere in alto - lettere a Leontine Zanta - il Saggiatore 1969), e di cui non riesco a trovare approfondimenti.
Grazie
Mattia De Giosa
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La poesia qui sotto l'ha scritta Adriana come epigrafe alla sua vita

Non mi vestite di nero:
è triste e funebre.
Non mi vestite di bianco:
è superbo e retorico.
Vestitemi
a fiori gialli e rossi
e con ali di uccelli.
E tu, Signore, guarda le mie mani.
Forse c’è una corona.
Forse
ci hanno messo una croce.
Hanno sbagliato.
In mano ho foglie verdi
e sulla croce,
la tua resurrezione.
E, sulla tomba,
non mi mettete marmo freddo
con sopra le solite bugie
che consolano i vivi.
Lasciate solo la terra
che scriva, a primavera,
un’epigrafe d’erba.
E dirà
che ho vissuto,
che attendo.
E scriverà il mio nome e il tuo,
uniti come due bocche di papaveri.

Raffaele Ibba
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Cara redazione,
grazie per il ricordo di Adriana Zarri, che mi colpì la prima volta quand’ero bambina e, per caso, lessi una sua frase nella prima pagina di un libretto, durante una delle mie prime riunioni in chiesa. Non ricordo il titolo del libretto, né il contenuto della frase, bensì rammento l’illuminazione e lo stupore che provai, come se avessi scoperto la natura del divino e di sicuro come avrei desiderato amarlo. Rilessi più volte il nome Adriana Zarri, per non dimenticarlo e mi ha accompagnato sempre la speranza d’incontrarla; le scrissi una volta presso il manifesto, ma non mi rispose. Per fortuna ci sono i suoi libri, per continuare a camminare insieme.
Grazie.

Marilena Menicucci 

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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