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Jean François Niceron: un testimone oculare dell’Apocalisse?
con  Agostino De Rosa



                                                          


 
 
 
Nell’augurare un sereno anno nuovo alle ascoltatrici e agli ascoltatori di Uomini e Profeti, vi proponiamo in primo luogo un brano del teologo Romano Guardini sul tempo della fine e dell’inizio: “In ogni cosa che finisce vi è una conclusione che porta il destino ad assumere il suo senso”. Ma poi ci sposteremo, ancora, nel Seicento, per conoscere un aspetto forse poco sottolineato della vita religiosa del tempo: la convinzione che un codice segreto divino, nascosto all’interno della natura, fosse decifrabile non soltanto attraverso l’analisi dei testi sacri, ma attraverso le leggi dell’ottica e della matematica. Jean François Niceron vissuto tra la Francia e l’Italia, dove sono rintracciabili numerose sue opere, fu un interprete originalissimo di questa convinzione, gettando le basi per quel dialogo tra scienza e fede che, nei secoli, non ha ancora raggiunto un suo equilibrio. Ce ne parla Agostino De Rosa, studioso di architettura e di teoria e storia dei metodi di rappresentazione.


Suggerimenti di lettura
Romano Guardini, Natale e Capodanno, Morceliana edizioni 1993
Agostino De Rosa, Jean Francois Niceron - Prospettiva, catottrica e magia artificiale, Aracne ed. 2013



Link
http://www.iuav.it/Ricerca1/EVENTI-IUA2/Jean-Fran-/index.htm

http://catalogo.museogalileo.it/oggetto/GiocoOttico.html


http://www.iuav.it/Ateneo1/docenti/architettu/docenti-st/De-Rosa-Ag/

                      

                                                                    Jean François Niceron : Gioco ottico 



Parole
...Per la nostra coscienza questa notte di San Silvestro per lo più si collega con allegria, con ogni genere di cose eccitanti, con voci alte e fuochi artificiali - quindi con un atteggiamento che fa tutt'altro che presentare alla coscienza quanto avviene: il finire dell'anno vecchio e l'inizio del nuovo. Si arriva quasi a pensare che lo si dovrebbe impedire - o no?
                                                                                                     
Romano Guardini

 

Sotto una piccola stella

Chiedo scusa al caso se lo chiamo necessità.
chiedo scusa alla necessità se tuttavia mi sbaglio.
non si arrabbi la felicità se la prendo per mia.
mi perdonino i morti se ardono appena nella mia memoria.
chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che mi sfugge a ogni istante.
chiedo scusa al vecchio amore se do la precedenza al nuovo.
perdonatemi, guerre lontane, se porto fiori a casa.
perdonatemi, ferite aperte, se mi pungo un dito.
chiedo scusa a chi grida dagli abissi per il disco col minuetto.
chiedo scusa alla gente nelle stazioni se dormo alle cinque del mattino.
perdonami, speranza braccata, se a volte rido.
perdonatemi deserti, se non corro con un cucchiaio d’acqua.
e tu, falcone, da anni lo stesso, nella stessa gabbia,
immobile, con lo sguardo fisso sempre nello stesso punto,
assolvimi, anche se tu fossi un uccello impagliato.
chiedo scusa all’albero abbattuto per le quattro gambe del tavolo.
chiedo scusa alle grandi domande per le piccole risposte.
verità, non prestarmi troppa attenzione.
serietà, sii magnanima con me.
sopporta, mistero dell’esistenza, se tiro via fili dal tuo strascico.
non accusarmi, anima, se ti possiedo di rado.
chiedo scusa al tutto se non posso essere ovunque.
chiedo scusa a tutti se non posso essere ognuno e ognuna.
so che finché vivo niente mi giustifica,
perché io stessa mi sono d’ostacolo.
non avermene, lingua, se prendo in prestito parole patetiche,

e poi fatico per farle sembrare leggere.
                                                    
Wislawa Szymborska

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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Lettere a U&P



E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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