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Pietro Bellotti, un altro Canaletto - visita guidata con Domenico Crivellari

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Inaugura a Ca’Rezzonico, luogo simbolo del Settecento veneziano, l’iniziativa “Archivi del vedutismo”, dedicata ai protagonisti meno noti e ad alcuni aspetti specifici di uno dei generi più amati della pittura del XVIII secolo. Il primo appuntamento ha come protagonista Pietro Bellotti nipote di Canaletto e fratello minore di Bernardo Bellotti. Attivo soprattutto in Francia nel corso della seconda metà del Settecento, Pietro Bellotti per lungo tempo fu ritenuto un vedutista marginale. In seguito a studi più recenti l’artista ha ottenuto un ruolo rilevante all’interno dell’arte veneziana del ‘700, e per la prima volta a lui viene dedicata un’esposizione monografica. 

Pietro Bellotti è l’ultimo nome di una dinastia famigliare affascinante e ‘complicata’ dove tutti sono pittori,e tutti sono specializzati in vedute. I dettagli della sua biografia raccontano di un’esistenza errabonda e avventurosa, frequentazioni equivoche, in un contesto che ricorda quello di avventurieri come Cagliostro e Casanova.

Negli anni della giovinezza di Pietro lavorano a Venezia, oltre al fratello, anche lo zio e il decano Bernardo Canal. Considerato il contesto è inevitabile che Pietro Bellotti si dedichi da subito alla pittura. Nasce a Venezia nel 1725 e a 16 anni è registrato come apprendista nella bottega del fratello che pure ha solo tre anni più di lui e che alla stessa età era già documentato negli elenchi della ‘Fraglia dei pittori’. Un atto notarile impegna il maggiore dei due fratelli a insegnare al più giovane la propria arte. Non si tratta però di una formalità: in cambio per essere istruito in un genere che gode il favore dei visitatori stranieri, Pietro si impegna a versare a Bernardo una bella somma, 120 ducati. Il rapporto tuttavia non è destinato a durare. Meno di un anno dopo il contratto viene sciolto e il giovanissimo pittore abbandona la casa dove il fratello abita con la madre. Ritroviamo Pietro Bellotti a Genova nel 1746, dove incontra la sua futura moglie con la quale si trasferirà a Tolosa. Proprio Tolosa, città dove stabilisce la famiglia, rimane la sua patria di elezione e il centro della sua attività, ma si sposterà anche a Nantes, Besancon, Lille e a Parigi, dove si può riconoscere in quel “Sieur Canalety Peintre Venitien” ricordato in un foglio pubblicitario, e negli anni ’60 del ‘700 in Inghilterra.

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





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