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Questioni

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Tradire per amore
In margine al romanzo "Giuda" di Amos Oz
con Moni Ovadia e Gabriele Nissim




Riprendiamo un tema che ci sta a cuore, quello del rapporto tra il moderno stato di Israele e l’antica tradizione ebraica, per cercare di comprendere in che cosa si radicano alcune ideologie “distruttive” dell’Israele contemporaneo, e se sia possibile invece una revisione in senso più costruttivo delle antiche parole. Sembrerebbe di sì, a partire da alcuni interpreti contemporanei del pensiero ebraico, da David Hartman a Yehuda Bauer, ma il problema è come far penetrare nuove modalità concettuali in una società esasperata e nella classe politica spesso irresponsabile. Ne parliamo con Moni Ovadia, appassionato dell’ebraismo ma radicalmente critico nei confronti del moderno Israele, e con Gabriele Nissim, promotore della Giornata europea dei giusti.



Suggerimenti di lettura
Amos Oz, Giuda traduzione di  Elena Loewenthal, Feltrinelli 2014
Moni Ovadia, Difendere Dio, Collana "Uomini e Profeti" ed. Morcelliana 2008
Gustavo Zagrebelsky, Giuda, Il tradimento fedele, a cura di Gabriella Caramore -  Einaudi 2011
David Hartman, Sub specie humanitas. Elogio della diversità religiosa, Alberti editore 2004 


Parole
Meglio non cercare di fondare qui uno stato, arabo o ebraico che sia, diceva Abrabanel : comunque vivremo qui gli uni accanto agli altri,  e gli uni dentro gli altri, ebrei e arabi, cristiani e musulmani, drusi e circassi, ortodossi e cattolici e armeni, un insieme di comunità vicine di casa che nessuna frontiera invalicabile potrà  mai separare.
                                                                                    
Amos Oz

Quanto a noi israeliani, una volta rientrati nella terra della Bibbia, abbiamo mutuato dal Libro questa tipica visione in virtù della quale si riconosce spazio solamente a una singola storia. E' facile, pertanto, che qui in Israele avvertiamo la presenza dell'altro come quella di chi invade il nostro territorio, di chi viola la nostra identità e la nostra integrità : tutte senzazioni che non ci appartenevano quando ci rapportavamo all'"altro" vivendo nell'esilio, in uno spazio  neutrale. Il nostro problema, ora, è quello di stabilire se entro il contesto appassionatamente intimo della nostra cosa siamo capaci di trovare spazio anche per l' "altro".
                                                                           
David Hartman

                                                             Gabriele Nissim

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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Lettere a U&P



E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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