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Lettere di aprile

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Gentile e stimatissima prof.ssa Gabriella Caramore, mi permetto di inviarLe alcune mie umili riflessioni sulla Pasqua, convinta che Le accoglierà con rispetto. La seguo da anni in "Uomini e Profeti" e desidero ringraziarLa per il cammino spirituale che proprio Lei mi ha aiutata a percorrere. Grazie, e buona Pasqua!
Ornella Colombo  

17 aprile 2014 (settimana di Pasqua)  
Quando, circa trent'anni fa, qualcuno mi diceva: -Buona Pasqua! - restavo se non altro almeno perplessa. Festa religiosa per eccellenza, meno intaccata dal consumismo di un Natale ormai globalizzato, mi pareva fosse riservata ai credenti.
Oggettivamente, a distanza di tanti anni, mi pare di poter dire senza indugio che sia Natale che Pasqua siano feste religiose. Ma qualcosa in me è radicalmente cambiato, la maturità mi ha condotta a riflettere con meno ideoligismi e maggiore elasticità mentale. La frequentazione della filosofia mi é stata di grande aiuto.
Gli esiti dunque. Ho scoperto in questi giorni che la festività della Pasqua ha un senso anche per me, convinta non-credente. Siamo esseri umani, siamo tutti diversi eppure tutti uguali; non riesco più a suddividere l'umanità secondo categorie che non mi appartengono più. Mantengo inalterato il mio pensiero sulle religioni, ma rispetto coloro che hanno fede in un qualsiasi dio. Del resto, anch'io sono ancora fedele alle mie utopie, e verosimilmente é la stessa cosa. Abbiamo bisogno di qualcosa o qualcuno in cui credere affiché l'orizzonte ci possa ancora apparire privo di nubi di burrasca. Abbiamo bisogno di Speranza!
Tornando alla Pasqua, mi accade di intuire cosa provi chi crede nella resurrezione di Cristo. Cade infatti in una stagione meravigliosa (per me la più bella) in cui è impossibile non gioire di fronte allo spettacolo che la natura ci offre. Prati verdissimi, gemme, alberi fioriti, colori... Se ci si ferma all'ammirazione, dentro di noi non accade nulla. Ma se ci concediamo il tempo di riflettere, la tenacia della Vita che sempre prevale sulla Morte non può che lasciarci perlomeno stupiti. Ho visto violette selvatiche spuntare sotto un muro di roccia e sopra un pavimento d'asfalto... Ed è allora che la mente e l'anima (che per me sono la stessa cosa) si fermano di fronte al Mistero, e non sanno darsi spiegazioni, e non le cercano neppure più. Né la scienza né le religioni potranno rispondere al mio non capire da dove venga questa incomprensibile cosa che chiamiamo Vita. Mi lascio affascinare e conquistare da questa impossibilità di comprendere. Accolgo la mia spiritualità come qualcosa di prezioso. Sono felice della mia impossibilità di darmi delle risposte. Perché non cerco risposte. Sono un essere umano, non posso comprendere tutto. Resta intatta la voglia di conoscere ciò che conoscere è possibile, ma è chiaro in me il senso del mio limite. E lo stupore, l'incredulità e la gioia che mi procura il mistero della vita, sono qualcosa di profondamente dolce che mi fa dire che, malgrado le difficoltà, vale davvero la pena di vivere! È un'occasione unica, non ne avremo altre. Viviamo dunque con pienezza e con amore.
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Grazie per la fresca e inaspettata puntata sui Sikh.
Per fortuna che c'è Radio3 !
Un cordiale saluto a tutti
Piero
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Buongiorno,
volevo sapere possibilmente il titolo preciso della canzone sacra mandata in onda durante la puntata di uomini e profeti del 26-4-14 (circa a metà intervista) inerente al "guru granth sahib".
grazie mille.
Massimiliano
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Alla gentilissima e non mai abbastanza ringraziata signor Caramore,
da parte di una ebrea ma di famiglia laica, e tuttora fermamente atea ( ma curiosa ), che gia’ avrebbe dovuto  mille volte ringraziarla per il Suo arduo e multidisciplinare  lavoro sull’Antico Testamento, un evviva per la odierna trasmissione sul Corano. E’ questo  naturalmente  un testo difficile , che mi solleva  interrogativi a ogni sura. Perche’ continue contraddizioni lo contraddistinguono.  Da tempo volevo chiederLe se fosse possibile realizzare una sorta appunto di esegesi coranica.
Grazie comunque
Rossana Luzzato
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Sto riascoltando le letture della Bibbia con immenso piacere.
La vostra trasmissione mi ha permesso di percepire l'essenza comune della ricerca spirituale di ogni uomo. E' come se imparassi un tipo particolare di esperanto. In particolare vi prego di portare i miei ringraziamenti al Prof. Paolo Ricca: mi ha insegnato, tra l'altro, a sentire la tenerezza della Fede.
Buona Pasqua a tutta la redazione
Enrica Fulgenzi
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Gentile Gabriella Caramore, desidero inviare in allegato una mia riflessione su alcune parole di Giovanni. Colgo l'occasione per ringraziare lei e il professor Paolo Ricca per il dono pasquale della trasmissione, nello spirito dell'agape e della condivisione fraterna. Buona Pasqua! Rosella Marvaldi

II JOHANNES  

Guarda in basso

dall’albero eternamente alto:

“AMATEVI” erranti stranieri

in desertiche valli

Se no chi vi libererà prigionieri?

chi vi scioglierà lacci opprimenti?

chi vi sosterrà orfani o sfiduciati,

vedovi o derelitti?  

Dall’impotenza,

dall’inazione assoluta,

- l’eterna debolezza

nell’ora del non essere- 

nascerà la forza di esistere

come sapete e come siete  

Che importa

se il mondo vi odia?

HANNO ODIATO

anche prima l’eterno

Peccato e disprezzo a schernire,

e colpa d’indifferenza:

se non si può perdonare

se stessi e il Padre,

l’incomprensibile silenzio

nell’ora della prova

e l’odio che deturpa -

la sofferenza si muta in violenza

perché il dolore inghiotte, macina

e crocifigge l’anima dei mondi:

cieli distanti non decifrano

tante fievoli voci  

Per questo È venuto

e così BISOGNA CHE VADA

-non carro di fuoco non turbine-

senza alcuna resistenza

La soglia non diventi

inciampo ma porta

a carcerati dei tempi

- che bussano miseri colpi

alla parete fra celle contigue,

invocando un oltre, una terra

per passare all’asciutto  

Guarda su e al Padre

perché UNO anche loro con noi,

dall’albero piantato sopra il colle

geme tra condannati

Finalmente congiunti i contrari,

orizzonte a filo a piombo

raduna popoli e regni,

in bilancia che è Croce

fatiche dei giorni a profetiche voci

e disseta a una sola sorgente  

Uscito, dirà: “CHI CERCATE?”

Ma continuerà la domanda

se è con loro sì o no

Non canna agitata dal vento,

non ricco in splendide vesti

non segno regale s’addice

È Servo:

solo uno che geme

sfigurato sospeso all’abisso  

E come potranno

invocare Chi invoca

aiuto al Creatore,

un Capo confuso col corpo?  

Se SOLO PER SENTITO DIRE

all’uomo è dato il giudizio,

come avere fiducia, come credere

nel Dıo giustiziato, nel derelitto

da ogni lembo di terra?  

L’esistere, realtà

forgiata da due stampi: tra limite

e sconfinato mistero

ora s’inabissa nell’Essere  

Impotenza somma

e recintata onnipotenza

s’offre l’Amico all’amico  

A cura e custodia reciproca

di MADRE e di FIGLIO,

raccomanda la vita alla Vita

 “Opera delle Mie mani, Risorgi!

Icona a Me somigliante,

Unica e indivisa natura

libera di aderire alla legge

Risorgi dal male e rinasci

da sofferenza e dolore

da questa Vita in travaglio!”  

All’alto offre sguardo:

“È COMPIUTO”

“È compiuto”

al basso s’arrende

prega l’intercessore l’Altissimo,

Capo e guida è preghiera

a cui uomini appendono il tempo  

Sollevato da terra dice:

“HO SETE”

il Vivente scagliato dal cielo

del vivente assetato  

Ma, forse, è meglio affidarsi alle parole del racconto di  Giovanni:       

 1. Amatevi

2. hanno odiato prima me     

3. bisogna che vada

4. che siano una cosa sola

5. chi cercate? 

6. parli per te stesso o per sentito dire?

7. il potere non è di questo mondo

8. ecco tua madre, ecco tuo figlio

9. tutto è compiuto 

10. ho sete

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Seguo sempre con molto interesse la vostra rubrica e ammiro la laicità, che è il rispetto che ognuno deve a tutti,  con cui  trattate  gli argomenti di fede e di religione.  Anche la trasmissione di questa mattina sulla Pasqua ebraica mi ha interessato molto, perché non conoscevo tutti i dettagli dei rituali e dei significati  che ci ha fornito il Rabbino interpellato. Sapevo che la “Pasqua di liberazione” dal giogo egiziano si festeggia anche nelle case ebraiche più laiche: è una bellissima tradizione e un pretesto  conviviale  per riunire parenti e amici intorno a una tavola riccamente imbandita.. Ma gli ortodossi dovrebbero riflettere sul significato che sta alla radice di questa tradizione: la liberazione, come ha spiegato il Rabbino,  da ogni giogo, da ogni sottomissione ad altri popoli..  Oltre a non subirlo, il giogo, non si dovrebbe imporlo.
Come vorrei che voi coglieste questa occasione per affrontare finalmente il problema della “sottomissione” cui sono costretti i Palestinesi.  L’unica possibilità che Israele potesse essere uno stato riconosciuto da tutti gli Arabi e che la Palestina potesse nascere a sua volta come stato libero, al di là della linea verde, tracciata dall’ONU, è stata vanificata definitivamente dal governo di Israele che ha costruito colonie e continua a farlo, in tutta la Cisgiordania (senza parlare dei crimini commessi sui civili (quanti bambini uccisi!!!) e sui minorenni rinchiusi da anni nelle carceri, senza un processo).
Ormai, in quella parte di Mediterraneo che ci riguarda così da vicino, c’è una sola via d’uscita: un unico Stato per due popoli, senza discriminazioni. Una bella utopia!  Forse la nuova Europa che tutti ci aspettiamo dovrà farsene carico. Almeno per sostenere  gli “Ebrei per i diritti umani”,  che ci sono anche in Israele, e che deprecano la strumentalizzazione che il loro governo fa della SHOAH.
Grazie! Molti cordiali saluti.
Milli Martinelli
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Da molti anni sono affascinata dalle tradizioni ebraiche e grazie alla vostra trasmissione aggiungo conoscenze che mantengono vivo l'interesse.
Ho maturato la convinzione che il popolo ebraico abbia collocato nella sfera del sacro le regole della convivenza che nel corso di millenni si è dato, comprese le regole dell'igiene. Da quanto ha detto Lia Tagliacozzo persino le pulizie di primavera fanno parte di un rito sacro che precede altre solenni celebrazioni: semplicemente stupendo.
Ha parlato anche di una funzione pedagogica legata ai loro riti in cui i bambini sono presenti e coinvolti. I bambini nel vivere i riti sacri imparano molte cose divertendosi. Con gioia praticano le tradizioni, le interiorizzano e le tramandano religiosamente ai posteri. Inoltre nei  riti sacri sono compresi alcuni aspetti intenzionalmente voluti per rallegrare i bambini. Sono ammirata e penso che tutto ciò sia un ottimo metodo pedagogico.
E'  un vero peccato che il cristianesimo, perlomeno il cattolicesimo, non abbia riti sacri celebrati in casa con la famiglia e con altre famiglie.
Ci sono però diversi aspetti delle tradizioni ebraiche che mi riconducono a molte tradizioni barbaricine che ho fatto in tempo a conoscere e praticare.
Le tradizioni del popolo sardo non sono state raccolte in un testo scritto e non hanno una connotazione di sacralità, o forse l'hanno persa con l'adesione al cristianesimo, erano però praticate quotidianamente e in ricorrenze annuali, con una sorta di sacra ritualità e scrupolosa osservanza. Anche i bambini erano coinvolti perché dovevano imparare a praticare le regole della convivenza e a tramandarle. Inoltre i vari dolci della tradizione sarda legati a quella tal festa, e i bambini dentro la festa, avvicinano il popolo sardo a quello ebraico. Spesso mi sono chiesta se le nostre tradizioni abbiano attinto alle tradizioni ebraiche o viceversa. Oppure se qualche tribù d'Israele nelle numerose diaspore non sia approdata in terra sarda.
Sono molti gli argomenti interessanti esplorati questo sabato mattina, come la sacralità del "giorno del riposo", che purtroppo non è più scontato neppure ora nella civiltà occidentale che ha cancellato il sacro dalla quotidianità dell'uomo.
Restando nell'ambito del ruolo pedagogico legato ai riti sacri delle comunità ebraiche, trovo bellissimo, grandioso, l'intento di "suscitare la curiosità dei bambini", perché il futuro è nelle curiosità dei bambini.
Abbiamo davvero molto da imparare dalla tradizione e dalla civiltà ebraica. La civiltà sarda purtroppo non esiste più.
Teresa Mele
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Riflettendo sulla puntata ‘Credere, non credere, appartenere’, penso che sia stato illustrato molto bene quanto sia sottile il confine tra ‘credenti’ e ‘creduli’, ne è coinvolto tutto il nostro vivere e il nostro livello di consapevolezza. E’ un confine estremamente sottile, il cui suolo è fragile e scosceso. Cosa ci può aiutare a non cadere dall’essere credenti alla credulità? Praticare continuamente e consapevolmente, osservando soprattutto se stessi, “l’arte del dubbio”.
Nerio

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Gentile Gabriella Caramore desideriamo ringraziarla per l'ultima interessante puntata di Questioni. Ci ha fatto inoltre piacere ascoltare la voce di Guido Ceronetti e riascoltare quella di Sergio Quinzio. Il riascolto in particolare fa pensare alla complessa e imperfetta sovrapposizione di voce e parola, di quanto resti dell'una e dell'altra, della voce così inerente alla vita e al soffio che la anima e della parola così impregnata di tempo e di eventi (collettivi e personali), e contemporaneamente così assetata di eterno. Resta aperta la domanda che già lei si poneva "Che cosa avrebbe detto Sergio Quinzio" oggi? Messaggi che per certi versi si affievoliscono e per altri producono un effetto eco forse di impatto ancora maggiore.
Un cordiale saluto.
Maria Luisa Guelfi e Rosella Marvaldi

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Buongiorno Gabriella,
ti chiamo per nome perché oramai mi sei familiare. ho da poco terminato di ascoltare l'intero ciclo di puntate sulla lettura della bibbia (podcast)  ed è stata una esperienza che mi ha arricchito tantissimo. Ora inizio un secondo ascolto sperando di cogliere ancora significati che mi erano sfuggiti. ...........
Vi auguro un buon lavoro.

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Salve!
Ho avuto il piacere di ascoltare la trasmissione di questa mattina e di apprezzare, per la Sicilia, la figura Don Cosimo Scordato. Mi è sorta l'idea di avvalermi di una delle strutture promos e da costui per recarmi e conoscere, per la prima volta,  Palermo. Sarà possibile? A chi dovrei rivolgermi?   Con la denominazione di cui sopra sul web risultano molte pizzerie-ristoranti. Grazie per l'attenzione. Soprattutto, per la il taglio delle Vs trasmissioni (pizza a parte). Felice fine settimana. Molte cordialità.
Michele Papeo 


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Buonasera, 
ho trovato molto interessanti le tre trasmissioni dedicate ai RgVeda, che riascolto,  trovandovi sempre nuovi spunti di riflessione (e qualche perplessità a proposito di un breve commento sul buddhismo). Vi sarebbe possibile, proseguendo da quelle, fare qualcosa di analogo sul pensiero del Buddha, magari ricorrendo, tra gli altri, all’omonimo libro di Richard Gombrich edito l’anno scorso da Adelphi? 
Cordiali saluti. 
Giacomo Minotti




Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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Lettere a U&P



E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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Pablo Picasso, Ragazza che legge al tavolo Le letture bibliche di Uomini e Profeti in podcast >> Per  leggere i contenuti clicca su  archivio >>

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Medhat Shafik - Porta D'Oriente
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