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Cosa resterà degli anni '80?

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“Cosa resterà degli anni Ottanta? La popular music e il jazz in Italia tra il 1980 e il 2000”, primo convegno in Italia dedicato a questo argomento, che si terrà nell’Auditorium del Carmine venerdì 13 e sabato 14 febbraio, organizzato dal Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma in collaborazione con la IASPM Italiana.
Il periodo tra il 1980 e il 2000 è stato a lungo trascurato dagli studi storico-musicali, nonostante le grandissime trasformazioni tecniche, economiche, sociali, politiche che hanno caratterizzato quegli anni. Gli Ottanta e i Novanta sono i decenni del reaganismo e del thatcherismo, del crollo del blocco sovietico, dell’inizio della globalizzazione, del progressivo smantellamento del welfare, ma anche della circolazione della musica in formato digitale, dei nuovi strumenti musicali “sintetici”, della mondovisione, di MTV, della diffusione della registrazione su hard disk e su laptop, della ‘world music’…
In Italia, quell’epoca è segnata da avvenimenti e da movimenti politico-culturali specifici: il terrorismo, il rampantismo della “Milano da bere”, “tangentopoli” e la fine della Prima Repubblica, il localismo, la lenta affermazione di TV e radio commerciali e il forte intreccio fra mass media e potere politico, con conseguenze importanti sulle attività culturali e sull’assetto dell’industria musicale che arrivano fino ad oggi.
È anche un periodo di cambiamenti per il jazz italiano, che rinasce dopo la stagione dei Settanta: si fondano nuove etichette e nuovi festival, nuovi gruppi, si avviano nuove esperienze didattiche e il jazz entra – e s’istituzionalizza – all’interno dei Conservatori. Solo negli ultimi anni si assiste a una lenta riscoperta degli anni Ottanta e Novanta del Novecento.
Il convegno internazionale di Parma, vedrà la partecipazione di esperti riconosciuti provenienti dall’Italia e dall’Europa, docenti e professionisti del settore, fra cui Alessandro Carrera (University of Houston), Peppino Ortoleva (Università di Torino), Lucio Spaziante (Università di Bologna), Luca Marconi (Conservatorio di Pescara), Perle Abbrugiati (Université Aix Marseille), Maurizio Franco (Conservatorio di Parma), Luigi Onori (Conservatorio di Frosinone, giornalista), Alceste Ayroldi (docente e giornalista), Francesco Martinelli (Fondazione Siena Jazz), Gerhild Fuchs (Universität Innsbruck) e molti altri.
Il comitato scientifico è composto da Franco Fabbri (Università di Torino, Conservatorio di Parma – presidente), Francesco D’Amato (Università “La Sapienza” Roma), Maurizio Franco (Conservatorio di Parma), Vincenzo Perna (ricercatore indipendente) e Jacopo Tomatis (Università di Torino).

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





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