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Lettere dall' 8 al 14 ottobre

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Sono felice di ritrovarvi ! Grazie e buon lavoro.
Cordiali saluti,
Antonella Agazzi
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Gentile redazione,
sono riuscito a seguire in buona parte l’interessante puntata di ‘Uomini e profeti’ di domenica 9 ottobre. Alla fine mi sono chiesto: se intorno ad eventi,  personaggi e dottrine della storia pre-monarchica del popolo di Israele non esiste una vera e propria documentazione storica, il loro significato, pur suggestivo e profondo, in che rapporto sta con la verità (= parola di Dio)? Perché dovrebbero essere ‘parola di Dio’ piuttosto che prodotto storico-culturale di un popolo? Si risponde: il loro autentico significato è per noi attingibile attraverso la fede. Ma, in questo caso, la fede si sostiene su un puro atto di volontà che le cose stiano così, senza poter minimamente escludere che esse stiano invece altrimenti. Le acute ed affascinanti riflessioni del biblista appaiono così potersi legittimamente muovere soltanto in una sfera del tutto immanente all’esperienza umana e, pur non cancellando semplici ipotesi di ordine trascendente, non si prestano ad una elaborazione di tipo dogmatico. Che cosa mi è sfuggito?
                                                                  

Cordiali saluti.
Paolo Bernardoni
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Gentile redazione,

la trasmissione di oggi - domenica 9 ottobre - di "Uomini e Profeti" ha fornito una risposta a mio parere più approfondita di quella data da Enzo Bianchi nella trasmissione del 13 giugno (e che fu anche in risposta a un mio interrogativo di cui alla mia lettera del 6 giugno) sulla questione di come dobbiamo leggere alcuni - o molti - fatti descritti nella Bibbia (parliamo dell' AT ma credo che le cose non stiano diversamente nel NT): molto spesso i fatti descritti sono creazioni consapevoli di colui che narra, il quale se ne serve in vista di un insegnamento da impartire; insegnamento che investe il campo dei rapporti tra Dio e Israele...Rimarrebbe un punto da chiarire. Di fronte a colui (o coloro) che ha narrato e scritto vi è la massa di coloro che hanno ascoltato (o che ascoltano - o leggono - ancora oggi): non parlo delle èlites intellettuali, che possono più facilmente comprendere il meccanismo, èlites che probabilmente si sono ingrossate in relazione alla diffusione della istruzione. Ma la massa degli ebrei - analfabeti almeno fino al volgere dell'era - come accoglieva questi racconti? Come accaduti realmente?
Una vostra  precisazione al riguardo completerebbe l'approfondimento che - sembra almeno a me - è di grande importanza ai fini di una esegesi seria della Bibbia.
Molto cordialmente.
Antonio Fanna
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Gentile redazione,
seguiamo da moltissimi anni la rubrica "Uomini e Profeti" perchè interessati alla Storia delle religioni ed alle lettura della Bibbia che voi fate. Ci dispiace e molto che in questo programma si mostri dolore per i disagiati di alcune parti del mondo e non per altre, soffriate per chi muore di fame in Africa e situazioni equivalenti.Ed è giusto ed umano che vi commuoviate, ma come mai non vi commuovete mai per il popolo palestinese e religiosi come siete non vi meravigliate del suolo che viene loro rubato sempre di più e dell'annientamento che il governo di Israele sta effettuando di questo popolo che da millenni vive in quelle Terre?  
Ospitate gli iraniani fuorusciti (agosto 2009  o 2010), non perdete occasione per dare addosso al governo Iraniano .Criticare per migliorare è fondamentale;tentate,se potete,di farlo anche voi con la vostra voce suadente e colma di misericordia.
G.Mauro ed amici
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Bentornata, Gabriella Caramore ! sono un ascoltatore assiduo alla sua trasmissione, che porta una ventata di spiritualità in questa società oppressa dall'edonismo materialista. Auguri alla trasmissione!
Cordialmente,
Elio Ginesi,
Campobasso        

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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Lettere a U&P



E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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