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Parole nuove per preghiere antiche
con José Tolentino Mendonça






“Sono necessarie parole nuove per le nostre preghiere”, afferma il teologo portoghese José Tolentino Mendonça, ospite di oggi a Uomini e Profeti.  Il cristianesimo è stato troppo “cristallizzato” in formule e stereotipi, e necessita di un nuovo linguaggio, ma anche di una nuova comprensione dei testi, più radicale da un lato, più vicina, dall’altro, alla terrestrità dell’umano. La terra, si chiede Tolentino Mendonça, questa terra quotidianamente impastata di spasmo e desiderio, è ciò che ci separa, o ciò che ci avvicina a Dio? Tolentino Mendonça, nelle sue esplorazioni del testo biblico, attraversa molti linguaggi, in particolare quello poetico, letterario e filosofico, che lo aiutano a sondare in profondità i passi oscuri delle Scritture, ma anche i tratti inesprimibili dell’esperienza semplicemente umana: dalla preghiera, all’amicizia, al pane di cui abbiamo tutti i giorni bisogno. 






Suggerimenti di lettura
José Tolentino Mendonça, Padre nostro che sei in terra, Prefazione di Enzo Bianchi Qiqajon ed. 2013
José Tolentino Mendonça, Nessun cammino sarà lungo - Per una teologia dell'amicizia, Paoline 2013
Paolo Ricca, Il pane e il regno. Commento al Padre nostro -  A cura di Gabriella Caramore, Morcelliana 2001
Collana "Uomini e Profeti"
Poesie di Fernando Pessoa, a cura di Antonio Tabucchi, Maria José de Lancastre, Adelphi 2013



  


Parole
A volte sono necessarie parole nuove nella nostra preghiera. Abbiamo, in effetti, bisogno di queste parole, finanche per dare senso alle preghiere straordianarie che abbiamo ereditato dal tesoro della tradizione. Abbiamo bisogno di ridire l'esperienza di Dio con il linguaggio dei giorni.
                                                                                      
José Tolentino Mendonça
 

Il più grande equivoco della vita sprituale è vivere delle cose di Dio e non vivere Dio. Vivere solo  di ciò che ci consola.
                                                                                       José Tolentino Mendonça



Talvolta sono il dio che porto in me
e allora sono e il dio e il fedele e la preghiera
e l'immagine d'avorio
dove quel dio si scorda.

Talvolta non sono più di un miscredente
di quel mio dio che sono da esaltato.
Vedo dentro di me un cielo vasto
ed è soltanto un verticale cielo vuoto
                                         Fernando Pessoa



                                                                                                                                                  José Tolentino Mendonça



                                                            

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

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