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Nam June Paik, The future is now

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"The future is now”
è il titolo più che appropriato per la mostra curata da Francesca Pasini e Caterina Gualco, che nasce dal progetto, iniziato l’anno scorso, di dialogo con altre collezioni italiane.

Protagonista Nam June Paik, nato a Seoul nel 1932 ed è morto a Miami nel 2006, travolgente innovatore del linguaggio video e soprattutto inventore della videoarte. L’inizio risale al 1963 con la sua prima personale alla Galleria Parnass di Wuppertal, dove presenta l’installazione 13 TV: 13 distorted TV sets.  già allora aveva intuito la forza mediatica di quella scatola chiamata televisione, e si divertiva a giocare tra immagini, suoni, narrazione, musica e performance, rompendo schemi acquisiti per cercare nuovi effetti. Nell’opera di Paik musica, immagine, suono stravolgono radicalmente l’oggetto video e la narrazione. In una alleanza performativa i monitor delle TV diventano soggetti di un’opera d’arte totale e suggeriscono uno sconfinato bacino d’interazione tra immagine, musica, performance, registrazione degli eventi, colori, oggetti.

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





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