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Incontro con Michele De Lucchi

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Designer e architetto italiano, esponente di rilievo del design italiano, attivo in diversi ambiti della progettazione (architettura, design, grafica, comunicazione visiva, allestimenti), Michele De Lucchi ha posto al centro della sua metodologia la funzionalità, la semplicità e le esigenze del fruitore. 

Laureatosi a Firenze, ha iniziato la sua attività di progettazione e ricerca con il gruppo Cavart, fondato nel 1973 a Padova, che ha operato nell'ambito del movimento dell'architettura e del design radicale. Nel 1979 ha avviato l'attività di consulente per il design della olivetti Syntesis di Massa e nel 1984 della Olivetti di Ivrea, firmando anche con E. Sottsass ir. numerosi prodotti. Nel 1992 è stato nominato capo della divisione design della Olivetti. Nel 1978 è entrato a far parte del gruppo Alchimia e successivamente è stato tra i fondatori di Memphis (1981). Docente di disegno industriale presso l'Università internazionale dell'arte di Firenze (1976-77), ha svolto anche attività didattica presso la Domus Academy a Milano, la facoltà di architettura di Palermo, la Cranbrook Academy of Art a Bloomfield Hills (Mich.); dal 2001 è professore ordinario alla facoltà di design e arti dell'univ. IUAV di Venezia. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti tra cui il Compasso d'oro (1989, 1991, 1994), il premio SMAU (1990, 1994, 1995, 1996), l'Office design EMU (1991), il Design plus (1995) e il Design team of the year 1997. Nel 2000 è stato nominato Ufficiale Ordine al Merito della Rpubblica Italiana e nel 2006 ha ricevuto l'Honorary Doctorate dalla Kingstone University.

Per Memphis  ha disegnato oggetti emblematici, tra cui la sedia First (1983), nella quale la matrice geometrica del cerchio diventa elemento generatore e unificatore delle componenti tipologiche (schienale, seduta, braccioli). Ha poi firmato altri progetti divenuti emblematici, come la lampada da tavolo Tolomeo (1987), prodotta dalla Artemide. Nel 1990 ha fondato un'azienda di autoproduzione, denominata Produzione Privata, per realizzare oggetti con tecniche artigianali, riutilizzando anche parti di prodotti di massa (bottiglie, forchette, ecc.). Vincitore, con A. Castiglioni, del concorso per la progettazione di tralicci dell'alta tensione, ha lavorato anche nell'ambito della Corporate Identity per enti e società italiane e straniere, come la Deutsche Bank, le Poste Italiane, le Ferrovie dello Stato, l'Enel, la Piaggio, l'Olivetti, Telecom Italia, la Novartis. Tra le sue ultime creazioni di interior design, il Telecom future centre a Venezia (2002), lo stand Mondadori per la Fiera del libro di Francoforte (2004), l’allestimento per la mostra Dürer e l’Italia alle Scuderie del Quirinale a Roma (2006-07). Per il design ha firmato prodotti per prestigiose aziende, tra le quali si ricordano: Artemide (la già citata lampada Tolomeo, 1987, lampioni Milestone e Palme, 2000); Dada (cucina Materic, 1999); Kartell (accessori da scrivania, 1988); Mandarina Duck; Molteni & C. (mensola in vetro Leger, 2000); Pelikan; Poltrona Frau; Rb Rossana. Numerose sue opere sono esposte nei più importanti musei di design europei, statunitensi e giapponesi; nel 2003 il Centre Georges Pompidou di Parigi ne ha acquistato un numero considerevole.

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





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