Radio3

Contenuti della pagina

Il contadino che sfida la mafia

slcontent

La lotta di Emanuele Feltri per salvare la Valle del Simeto

Una collinetta di 5 ettari, con un uliveto antico, un agrumeto, una masseria in stato di abbandono e molta terra incolta. Siamo nella valle del Simeto, vicino a Paternò (Catania), contrada Sciddicuni e questo è il terreno di Emanuele Feltri, perito agricolo di 33 anni che due anni fa ha venduto la sua casa di Catania per comprare tutto e realizzare un’idea. Quella di un’agricoltura sostenibile. Subito però cominciano i problemi. Camion pieni di Eternit e copertoni passano spesso e lasciano il loro carico. Emanuele decide allora di agire. Chiude la strada di accesso alla valle e mette dei cartelli. Cerca i proprietari dei terreni limitrofi, dà loro le chiavi. Come anche all’autorità e al comune. Arrivano le minacce. Un’anziana vicina prova a dissuaderlo: “Te lo dico come una nonna, se non riapri la strada, ti bruciano l’agrumeto”. Così avviene e il raccolto di un anno va perso.

Continuano i danneggiamenti e le intimidazioni. Qualcuno distrugge il suo impianto di irrigazione. Poi gli viene offerta “protezione”. Dopo il rifiuto arriva l’episodio più eclatante. Un giorno Emanuele lascia le sue pecore al pascolo, “al mio ritorno – racconta – ho trovato 4 pecore ammazzate, una senza testa”. Quella gliela mettono davanti alla porta di casa. Una scena da film. Emanuele però non ci sta e il giorno dopo organizza una marcia. Dall’Oasi di Pontebarca fino a casa sua. C’è grande partecipazione oltre 300 persone, poi un’assemblea. Alcuni ragazzi decidono di rimanere con lui. Un paio di notti dopo gli ammazzano un’altra pecora. Da quel momento lascia casa sua, l’unica. Sono le autorità a sconsigliargli di dormire lì. E le istituzioni? Dopo aver consegnato un appello in Regione assieme al coordinamento per la Valle del Simeto (www.valledelsimeto.it), per una settimana gli mandano la forestale, poi più niente. Non ci sono abbastanza uomini, gli dicono. Il M5S Sicilia presenta una mozione per la gestione esecutiva della Regione della Valle che dovrebbe arrivare in Parlamento. Il sindaco del comune di Paternò prova a fare quello che può. “Ma non ha la bacchetta magica. E io vorrei si realizzasse un miracolo: far sì che la gente si trasferisca e viva nella contrada Sciddicuni. Vorrei che fosse rivalutato il territorio, che si tornasse a lavorare la terra, questo creerebbe un’alternativa. Un presidio vivo per le aziende, campi antimafia e infopoint, supporti legali e tecnici. Ma anche attività culturali”. Perché il problema è soprattutto lì: “Non c’è la mentalità della difesa del territorio perché è spartito dagli anni 50 e c’è un controllo effettivo sotto tutti i punti di vista. Dal prodotto al prezzo”. E’ triste dover sentire ancora una volta lo stesso refrain che da anni accompagna le questioni di mafia in Italia: “Il controllo criminale è dato dall’assenza dello Stato, delle istituzioni”.

da "Avvenire" del 21.08.2013
Per firmare la petizione per Emanuele

Credits

A cura di Paola De Monte
In redazione:
Maria Chiara Beraneck, Natascia Cerqueti, Marco Pompi, Gianfranco Rossi

Francesca Sforza



Francesca Sforza lavora alla Stampa dal 1999. Ha trascorso quattro anni a Berlino come corrispondente e due anni a Mosca. Nel corso di questo periodo all’estero è stata più volte inviata in Polonia, in Repubblica Ceca, in Slovenia e a più riprese nel Caucaso. Il suo libro “Mosca-Grozny: neanche un bianco su questo treno” (2006, Salerno Editrice) ha vinto il Premio Antonio Russo  e il Premio Maria Grazia Cutuli. Dal 2007 al 2011 ha lavorato a Torino come caporedattore del Servizio Esteri. Attualmente è responsabile dei contenuti digitali della redazione romana per il sito www.lastampa.it

Rassegna stampa
del 1 ottobre

Quello che Putin non dice - Franco Venturini - Corriere della Sera

Ripartiamo dalla maternità - Barbara Stefanelli - Corriere della Sera

"Ma dopo anni si intravede uno spiraglio" - Int. a De Mistura di Massimo Gaggi - Corriere della Sera

"No ai fondamentalisti in nome del Vangelo" - Int. a Walter Kasper di G.Guido Vecchi - Corriere della Sera

Padri naturali - Massimo Gramellini - La Stampa

Alla casa non serve solo meno fisco - Franco Bruni - La Stampa

Burocrazia, un dietrofront tra le vigne - Michele Brambilla - La Stampa

Perché difendo Obama l'indeciso - Thomas L. Friedman - La Repubblica

Libia, l'occidente cambia inviato - Vincenzo Nigro - La Repubblica

Gender, la fabbrica del pregiudizio - Maria Novella De Luca - La Repubblica

Le 2 Chiese divise su divorzio e famiglia - Paolo Rodari - La Repubblica

C'è un problema tra l'Italia e la Francia - Non solo Libia e non solo Siria - Il Foglio

Separati, non abbandonati - Maurizio Crippa - Il Foglio

La forza di vivere - Marina Corradi - Avvenire

Se questa è democrazia - Sotto attacco - Il Fatto Quotidiano 

Giannini: "Partita la caccia, il premier ha slegato i cani" - Int. a Massimo Giannini - Il Fatto Quotidiano

Mare nostro - Stop trivelle - Il Manifesto

"300 mila firme non bastano" - Int. a Pippo Civati di Daniela Preziosi - Il Manifesto



 


La Nuova Ecologia - il mensile di Legambiente di luglio-agosto 2015




Attenuare il rischio climatico rinaturalizzando le città. Adottare stili di vita flessibili per
vivere meglio e sprecare meno. Sorella resilienza. Così possiamo cogliere la sfida del cambiamento e salvaguardare la casa comune dell'umanità. All'interno un'intervista a James Lovelock. 


sito de La nuova ecologia

Riascolta

Riascolta

Access key

La navigazione di questo sito è agevolata dalle access key, tramite le quali è possibile accedere alle funzioni e ai contenuti principali del sito.

Sono state definite le seguenti access key