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Vigilia
con Enzo Bianchi




Will Barnet, Woman at the sea





Oggi è la quarta domenica di avvento, secondo il calendario liturgico – ci si avvicina a quella che per tradizione viene celebrata e ricordata come la “vigilia” di Natale. Ma dentro la parola “vigilia” vi sono tanti significati: vi è il “prima” di qualcosa, vi è il senso dell’attesa, e nell’attesa vi è l’essere desti, tesi, pronti, vi è la “veglia”, e la necessità di essere tesi, vigili, nella nostra vita. Ne parliamo con Enzo Bianchi, priore del monastero di Bose, anche perché la vigilanza, la veglia, l’attesa hanno da sempre fatto parte della pratica monastica. Ma ci chiediamo: come è stata vissuta la “vigilia”  nella vita religiosa? Come la possiamo declinare in questo tempo? che cosa possiamo attendere, se siamo consapevoli di vivere in un’epoca in gran parte cinica, spietata? Dove trovare la forza per un vigilare amorevole e fiducioso? La dimensione religiosa sembra non bastare. Dove attingere allora?



Suggerimenti di  lettura
Enzo Bianchi, Nella libertà e per amore, Edizioni Qiqaion 2014
Angelo Casati, Il sorriso di Dio, Il saggiatore 2014


Parole
Rallegratevi sempre nel Signore. Ripeto: rallegratevi. Il Signore è vicino
                                                          Filippesi 4,4.5

Il deserto e la terra arida si rallegreranno, la solitudine gioirà e fiorirà come la rosa
                                                          Isaia 35,1



Eppure, si attendeva il Natale con ansia. Iniziata la novena di preparazione, noi bambini andavamo nei boschi, a raccogliere il muschio, cercavamo carta da pacco che spruzzavamo con vari colori, e poi l’accartocciavamo, perché assumesse la forma di grotte, rocce, speroni di montagna ...

                                                                  Enzo Bianchi

 


Dall’immagine tesa
 vigilo l’istante -
 con imminenza di attesa
e non aspetto nessuno:


nell’ombra accesa
 spio il campanello 
 che impercettibile spande
 un polline di suono –
e non aspetto nessuno:


 fra quattro mura
 stupefatte di spazio 
 più che un deserto
 non aspetto nessuno.
 Ma deve venire,


 verrà, se resisto 
 a sbocciare non visto,
 verrà d’improvviso,
 quando meno l’avverto. 
 Verrà quasi perdono


 di quanto fa morire,
 verrà a farmi certo
 del suo e mio tesoro,
 verrà come ristoro
 delle mie e sue pene,


 verrà, forse già viene 
 il suo bisbiglio.

                                  Clemente Rebora



Film
Joyeux Noël - Una verità dimenticata dalla storia, di Christian Carion, 2005

 

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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Lettere a U&P



E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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