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Lettere dal 25 febbraio al 2 marzo

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(ormai a me ) cara redazione di UP (così mi comparite nella cartella del mio computer a voi dedicata), leggendo la lettera di un altro ascoltatore, circa l’augurio natalizio estendibile anche agli uomini di cattiva volontà, ed apprezzando peraltro la provocazione, mi è subito venuto alla mente che la la traduzione di quel versetto come “pace agli uomini di buona volontà” è stata da qualche tempo sostituita con “pace sulla terra agli uomini, che Egli ama”, evidentemente tutti, proseguendo poi nella lettura dei Vangeli, segnatamente in quello di Luca, dal quale l’augurio è tratto... detto tra parentesi per questa attenzione al contesto et cetera, devo ringraziare anche la vostra puntuale e stimolante trasmissione (non solo in senso radiofonico!) di saperi e domande intrecciati e non sempre (purtroppo o per fortuna?) districabili...  Comunque, il pensiero immediatamente successivo è andato alla difficoltà di restare in equilibrio (e non è necessità da poco, ne va della nostra serena e determinata capacità di affrontare la vita di ogni giorno!) tra il desiderio di esegesi e la dolcezza della fede, tra lo scavare per capire e quel dubbio che a volte mi prende, sottile ed insinuante: non stai razionalizzando ed approfondendo ed esaminando rabbinicamente (ma senza tanto di quel sapere...) ogni singolo iota per non lasciarti andare alla fiducia vera, vera base della fede, non sei davvero capace di fidarti neppure del tuo Signore?!? E vorrei davvero pregare con la fede piccola umile ingenua e ripetitiva che aveva la mia nonna...com’è difficile... Cordiali saluti e grazie. 
Marzia  Petrella
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Grazie per l’ascolto e l’approfondimento di questi due testi. Geniale l’interpretazione (non opinione) del prof. Borgonovo.
A dire che, per imparare a comprendere le profondità della Scrittura, occorre “avere” traghettatori competenti ed appassionati del linguaggio,dei significati,
per non cadere nell’inganno del “je pens”. 
Fiorenza Cecchetto
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Gentile redazione,
GRAZIE del vostro lavoro! Sono anch'io una felice "Uomini e profeti-dipendente".

In una lettera della settimana dal 28 gennaio al 3 febbraio. Il sig. Marchetti ritiene che spesso siano i Rom a non voler integrarsi; può darsi, ma mi sono sempre chiesta QUANTE possibilità ha un Rom di trovare lavoro? di questi tempi poi...
C'è un'altra questione che mi sta a cuore: il distacco tra le gerarchie ecclesiastiche e i semplici fedeli. A me sembra che vivano su due pianeti diversi. Se ne parlo negli incontri di catechesi manifestando perplessità su comportamenti e vicende negative mi si risponde che l'importante è seguire il Vangelo, che si va a messa per il Signore, che in Vaticano facciano quello che vogliono, ecc insomma l'importante è che il proprio orticello venga ben coltivato e il resto non ci riguarda. Si va avanti come se nulla succedesse.
Da un lato parte delle gerarchie e del clero in genere che offre pessima testimonianza, dall'altro i fedeli che non ne parlano o sussurrano sottovoce quant'è marcio il potere. Sembra un problema trattato più come pettegolezzo e luogo comune che non come punto su cui riflettere perché coinvolge tutti. Siamo tutti chiesa, in alto e in basso tutti insieme e "siamo tutti coinvolti" (De André). Credo che la nostra indifferenza nuoccia a chi in tutta la Chiesa si sforza di seguire il Vangelo.
Non voglio dividere tra le gerarchie "cattive" e i comuni fedeli "buoni", ma mi piacerebbe più riflessione.
Tra l'altro mi sembrano piuttosto tiepidi anche i preti in genere, sicuramente ne parleranno tra di loro, ma se anche a noi laici comunicassero apertamente i loro pensieri, le loro emozioni, e spiegassero qualcosa, li sentiremmo più vicini. Hanno paura che le pecorelle fuggano? già lo fanno.
Infine non sarebbe male una sorta di educazione civica sulla struttura della chiesa, le funzioni dei suoi rappresentanti, ecc, avremmo qualche strumento in più per capire. A meno che non sia "pericoloso" perché si rischia di andare su temi come comunione ai divorziati, celibato, sacerdozio femminile...

Ringrazio della vostra attenzione e vi auguro di continuare a lungo con questa bellllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllissima trasmissione.
Beatrice Pietropoli,
Caprino V.se
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Salve.
Domenica ho ascoltato la bellissima puntata su Giobbe e tutta la settimana ho cercato di ricordare un articolo che legava Giobbe e Gesù nel percorso di  manifestazione dell'impotenza di Dio: finalmente l'ho trovato: è tratto dalla rivista 'Davar' n.5, Crocifissioni, che mi avete fatto scoprire voi ed è la parte di L. F. Clemente dal titolo "Giobbe, Cristo e l'impotenza divina" sulla teologia Zizek.
Grazie come sempre.
Andrea Furin
Piazzola sul Brenta (PD)
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Cara redazione,
ascolto Uomini e Profeti il Sabato mattina mentre do' il là alla "mia parte" di pulizie di casa (l' "altra" e più ...gravosa è -ahimè come tradizione- appannaggio della moglie!) e il cominciare l'ascolto di parole profonde mi permette di cominciare le mie "faccende" più lievemente; sentendole un po' sacre perchè mi permettono di ascoltare, appunto, "il sacro": nei panni di Marta, insomma, ma con l'orecchio di Marta. (Buffo perchè, fino al termine della trasmissione, cerco di portare avanti tutte le cose che non richiedono l'accensione dell'aspirapolvere...!)
Ho seguito con grande interesse la voce di Enzo Bianchi la cui vivacità e profondità è sempre contagiante; devo dire che sono rimasto un po' "interdetto" quando, sul finire degli interventi, ha bollato una certa smania evangelizzatrice nella Chiesa ed, in particolare, quando ha affermato che compito del cristiano è solo quello di fare la sua vita comportandosi in conformità ai dettami evangelici e sarà poi chi gli sta vicino a cercare, se lo vorrà, di unirsi a lui; niente da dire sul fatto che sia inutile e anche dannoso volere convertire gli altri senza esserlo in prima persona ed anche per quanto riguarda l'esempio della vita che è quello essenziale ma, mi sembra, ci sia nel pensiero del priore quasi una sorta di prevenzione esagerata e di scelta privatistica. Ricordiamoci sempre l'invio di Gesù ai discepoli e le perentorie parole di Paolo:" Guai a me se non annunciassi il Vangelo"; e, nell'annuncio, ci stanno tante cose, credo: la propria conversione, la condotta di vita, ma anche ...l'annuncio stesso, specialmente se creduto e gioioso !!!
Grazie infinite per tutti i sabati mattina "significativi" !
Stefano Ziliani
Monticelli d'Ongina
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Buongiorno, in riferimento alla puntata del 25/02, Bosnia: vent'anni dopo, mi preme segnalare un libro magnifico, onesto fino al brivido: "Come se mangiassi pietre" (Keller Editore, Rovereto 2010), del giornalista e scrittore polacco Wojciech Tochman. Si tratta di una raccolta di storie sulla guerra in Bosnia, anzi, sul dopo-Bosnia, Infatti, per molti in Bosnia, la ricerca dei propri cari continua ancora oggi. Tochman si muove insieme ai sopravvissuti (per lo più donne) che come involontari attori visitano le scenografie della propria perdita: un’ampia sala nella quale sono esposti gli abiti delle vittime, una cella sotterranea con mucchi di ossa, una città abbandonata ai fantasmi di memorie terribili (Srebrenica)........................
è uno dei libri giornalistici polacchi senz'altro più straordinari dell'ultimo decennio, riconosciuto come tale anche dal The New Yorker e dalle più prestigiose riviste anglosassoni; in Italia, ahimè, passato pressoché inosservato.
Un saluto cordiale
Marzena Borejczuk


 

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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