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Edvard Munch

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La natura è l’opposto dell’arte. Un’opera d’arte proviene direttamente dall’interiorità dell’uomo” (Edvard Munch (1863 – 1944)

Il percorso espositivo racconterà tutta l’evoluzione della produzione di Munch, rappresentando non solo il percorso artistico ed esistenziale dell’artista, ma anche la fase di passaggio da un naturalismo ancora di stampo impressionistico ad una pittura nuova e audace, che contribuisce in modo determinante a sconvolgere tutta l’arte del XX secolo.

La mostra è curata da Marc Restellini, direttore della Pinacotheque de Paris.

Munch dipinge ciò che vede - racconta Marc Restellini - ma oltre le proprie paure ha anche una nuova visione dell'arte che è pura avanguardia e in questa mostra saranno esposte le sue opere più belle, sentite, amate e sofferte".
Per questo motivo l'esposizione di Palazzo Ducale è allo stesso tempo rappresentativa del percorso artistico ed esistenziale di Munch, ma anche testimonianza del passaggio da un naturalismo di stampo impressionistico a una pittura nuova e audace che contribuisce in maniera determinante a sconvolgere tutta l'arte del XX secolo. "La mostra racconta - continua Restellini - un Munch artista che potremmo in qualche modo considerare il contrario di tutto ciò che esisteva fino ad allora. Munch si oppone deliberatamente a ciò che vede e conosce. In una logica quasi anarchica, si mette in contrasto con l'impressionismo, il simbolismo, il naturalismo per inventarsi una forma di espressione artistica in rivolta contro tutto ciò che sin dalla sua infanzia gli è stato presentato come regola sociale".

"È sorprendente scorgere così presto nella storia dell'arte moderna un artista capace di staccarsi da tutte le convenzioni alle quali ci avevano abituati gli artisti e i movimenti precedenti; ed è prodigioso notare sin dagli anni Ottanta dell'Ottocento come Munch si accanisca sugli strati di colore, vederlo letteralmente solcare la superficie pittorica o lasciare le sue tele esposte alla pioggia e alla neve, trasferire fotografie e fotogrammi di film muti all'interno dei suoi dipinti e dei suoi lavori grafici. Stupefacente è anche l'audacia con cui sopprime i confini tra i supporti e le tecniche, nelle sue incisioni, sculture e fotografie, come nei suoi quadri, collage e film. Munch s'iscrive nella linea di William Turner e di Gustave Courbet, è l'anello mancante della catena che unisce artisti come Pablo Picasso, Georges Braque, Jean Dubuffet e Jackson Pollock nella storia del modernismo. Autentico innovatore per quanto riguarda l'apporto della cinetica all'arte, egli fu anche un modello in termini di avanguardia e di rottura con i modelli precedenti" conclude il curatore.

Accanto all’esposizione principale, una mostra nella mostra che rappresenta un’anteprima assoluta per l’Europa: “Warhol after Munch”, una serie di opere realizzate da Andy Warhol ispirate alla produzione del norvegese :l’artista dei sentimenti più oscuri interpretato dall’artista pop per eccellenza.

Credits

Un programma a cura di Cettina Flaccavento
Conduce Elena del Drago

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