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Giro di vite sull'energia rinnovabile

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Per il fotovoltaico un limite al 2020 che lo congela al livello che si raggiungerà nel giro di un anno. Per l'eolico un taglio retroattivo del 30 per cento sugli incentivi in vigore. Per gli impianti sopra i 5 megawatt aste al ribasso che indeboliscono le tutele contro il malaffare. Sono tre punti contenuti nella bozza di decreto legislativo sulle fonti rinnovabili che verrà presentata oggi al pre consiglio del ministri assieme alla decisione di rispondere a una sollecitazione europea limitandosi a separare funzionalmente e non a livello proprietario Snam Rete Gas da Eni.
L'affondo contro le rinnovabili ha scatenato la protesta dell'opposizione e diviso il governo.
«E' un attacco senza precedenti: si vogliono fermare eolico, solare e biomasse per dare spazio al nucleare», accusa Rossella Muroni, direttore di Legambiente, esprimendo le posizioni del cartello di associazioni ambientaliste (dal Wwf a Greenpeace) che ieri ha manifestato di fronte al ministero dello Sviluppo economico. «Si rischia di mettere la pietra tombale su un settore chiave della green economy», ha aggiunto il presidente dei Verdi Angelo Bonelli.
La delegazione degli ambientalisti non ha trovato accoglienza al ministero dello Sviluppo economico. Ma una risposta è venuta dal ministro Paolo Romani: «Bisogna interrompere» un meccanismo di incentivazione all'energia rinnovabile che «tra il 2009 e il 2010 è costato 20 miliardi di euro agli italiani».
A Romani ha replicato il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo: «Sulle fonti rinnovabili abbiamo assunto un impegno in ambito comunitario e lo manterremo. Non ci saranno marce indietro ma piuttosto l'adeguamento delle normative, anche quelle sugli incentivi, all'evoluzione del settore e delle tecnologie. E va chiarito che la bolletta energetica degli italiani non è più elevata che altrove per gli incentivi alle rinnovabili.
Questo settore dà lavoro a decine di migliaia di addetti, rappresenta una scommessa sul futuro che l'Italia non può perdere».
Una posizione in linea con i dati forniti dalle associazioni di settore (Ises, Kyoto Club, Anev, Aper, Asso Energie Future, Assosolare, Fondazione per lo sviluppo sostenibile) che ieri hanno denunciato il rischio di 120 mila posti di lavoro persi, calcolando anche l'indotto, solo nel campo del fotovoltaico se verrà stabilito un tetto al 2020 che è meno della metà del potenziale già installato in Germania. Anche Fulvio Conti, amministratore delegato dell'Enel, invita a graduare il sistema degli incentivi tenendo conto del fatto che «è nell'interesse del paese continuare a sviluppare le energie rinnovabili facendolo in maniera intelligente, senza eccessivi gravami».
La possibile decapitazione delle rinnovabili è diventata così un caso politico. Per il segretario confederale della Cisl Fulvio Giacomassi «non fanno bene all'economia annunci perentori in cui si parla di una riduzione drastica degli incentivi alle rinnovabili». E per Francesco Boccia, Pd, «è incomprensibile che il governo voglia condannare a morte un settore che impiega 150 mila lavoratori e genera ricchezza».

Credits

A cura di Paola De Monte
In redazione:
Maria Chiara Beraneck, Natascia Cerqueti, Marco Pompi, Gianfranco Rossi

Francesca Sforza



Francesca Sforza lavora alla Stampa dal 1999. Ha trascorso quattro anni a Berlino come corrispondente e due anni a Mosca. Nel corso di questo periodo all’estero è stata più volte inviata in Polonia, in Repubblica Ceca, in Slovenia e a più riprese nel Caucaso. Il suo libro “Mosca-Grozny: neanche un bianco su questo treno” (2006, Salerno Editrice) ha vinto il Premio Antonio Russo  e il Premio Maria Grazia Cutuli. Dal 2007 al 2011 ha lavorato a Torino come caporedattore del Servizio Esteri. Attualmente è responsabile dei contenuti digitali della redazione romana per il sito www.lastampa.it

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Mare nostro - Stop trivelle - Il Manifesto

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La Nuova Ecologia - il mensile di Legambiente di luglio-agosto 2015




Attenuare il rischio climatico rinaturalizzando le città. Adottare stili di vita flessibili per
vivere meglio e sprecare meno. Sorella resilienza. Così possiamo cogliere la sfida del cambiamento e salvaguardare la casa comune dell'umanità. All'interno un'intervista a James Lovelock. 


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