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Lettere dal 14 al 18 ottobre

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Sono un cristiano della parrocchia di San Giovanni Bosco in Roma e mi chiamo Maurizio Pisano. Mi trovo a vivere in questo momento un momento di emarginazione dell'attività che insieme ad altri svolgiamo da più di venti anni consistente in un pomeriggio di accoglienza dei senza fissa dimora con docce, mensa, distribuzione di vestiario e un po' di calore umano. Per l'avversità di un sacerdote di questa parrocchia, ci troviamo in grande difficoltà e questo ha posto il problema della figura dei laici nell'ambito di una parrocchia. La questione che poniamo è: sono i laici portatori di iniziative autonome a prescindere dal placet del sacerdote di turno? Ascoltando la vostra trasmissione mi sono chiesto se la questione dei laici nella Chiesa potesse essere l'argomento di una vostra puntata.
Grazie
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Cara redazione,
nel Getsemani odierno, non ci sono più gli olivi: gli unici viventi che non
lasciarono solo il Cristo, l'unto, tradito e ignorato invece dai suoi ! Dagli alberi, albero della vita e della conoscenza, e' disceso il primate che si ominizzo' e che poi, camminando fuori dalla culla africana, si umanizzo'. Senza gli alberi, angelici ed autotrofi intermediari clorofilliani tra il  Sole e la Terra e tra la terra e il suo cielo, tra i cicli biogeochimici dell'acqua, del carbonio, dell'ossigeno, del fosforo, dell'azoto, ecc. ecc., senza questi angeli custodi, l'umano e l'extraumano eterotrofo, si
estinguerebbero nell'orto terrestre. Per il "paradiso", occorre invece attendere l'Out of the Earth nel count down, sempre piu' assillante, degli Earth Overshoot Days... .
Maurizio (Medaglia)
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Seguo ormai da anni la trasmissione Uomini e Profeti, sempre con tanto interesse per l'importanza degli argomenti proposti e la preparazione degli ospiti con cui si svolge il dialogo. Il colloquio odierno con Vito Mancuso è stato straordinario, anche per le domande, sempre intelligenti e profonde,  della bravissima Gabriella Caramore. Da anni  mi interesso all'opera del prof. Mancuso, di cui leggo sempre con entusiasmo i libri  e seguo  le conferenze. Tutti sono stati per me fondamentali per inserirmi di nel Cristianesimo  con una prospettiva nuova. Di questo non gli sarò mai abbastanza grata. Anche oggi, grazie anche alla preparazione della Caramore, la conversazione mi ha entusiasmato per la chiarezza di entrambi e l'apertura delle risposte.
Grazie di cuore. Continuate così! 
Giovanna Ermini
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Rispetto alla interpretazione un po' troppo "classica" del Caos come disordine e come male indistinto, io trovo più sostenibile un l'attribuzione di Caos ad uno stadio rispetto al quale abbiamo una oggettiva ignoranza, oppure in alternativa iil Caos come instabilità, movimento, non-conclusione, modificabilità, situazione plastica (o liquida) dunque il mondo stesso in cui viviamo.
Quando ho assistito alla rappresentazione delle Eumenidi, più che vedervi la nascita della Giustizia, vi ho visto il compiacimento della Atene repubblicana per il proprio stesso, non si parlava certo di "riformismo" nell'età di Pericle che invece è il mantra del nostro tempo e, in definitiva, della post-modernità.
Giovanni Maria Vencato 
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Sono attratta dall'alfabeto ebraico e per studiarlo ho acquistato il vs.libro. L'ALfabeto ebraico che sto leggendo con attenzione. Premetto che faccio parte della comunità Baha'i italiana e quando ho letto " l'interpretazione della
dalet = port ed è stato citato il Bab  resto stupita che viene indicati il cos'detto babismo "che si può definire una eresia islamica!" 
Trovo fuori luogo questa succinta interpretazione del babismo che non è un'eresia islamica ma una vera e propria Fede esterna a tutte le altre ma che racchiude tutti gli insegnaamenti delle altre Religioni e Filosofie compresa quellaa islamiche che non viene pertnto rinnegata! E' un macroscopico errore, perchè quando si scrive e si pubblica certe notizie, queste andrebbero controllate !!!! Vi ringrazio dell'attenzione!
Franca Scarpellini
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Sono un vostro ascoltatore in podcast e ascolto da lungo tempo le trasmissioni del sabato, mentre quelli relativi al "leggere la Bibbia" li ascolto man mano che leggo il libro. So che le vostre puntate ruotano intorno ad argomenti di fede ed è questo che rende per me il programma interessante.Accanto a questi argomenti potreste trattare argomenti come il pensiero laico che è strettamente connesso con quello religioso.Due personaggi che hanno avuto profondi contrasti con la Chiesa potrebbero dare lo spunto: Giordano Bruno e Galieo Galilei. Il Prof. Piergiogiorgio Odifeddi ritiene che Galileo <<è il più grande scrittore della  letteratura italiana di ogni secolo>>.
Questa è una idea da un vostro assiduo ascoltatore.
Saluti
Angelo Migliorisi
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Gentile Gabriella Caramore, le siamo grate per averci fatto conoscere la nuova traduzione dei tredici profeti ‘minori’ di Elena Loewenthal, riproposta in forma narrativa e con linguaggio asciutto ed essenziale. Ciò consente di mantenere inalterata la fragranza del messaggio biblico. E anche se ci è mancata per esempio l’espressione “voce di silenzio sottile” a cui eravamo affezionati, anzi, proprio per questo, incontrando “voce, che è silenzio” - mi pare- abbiamo sì rilevato un vuoto, ma anche percepito l’angolazione diversa di lettura che, se ben ascoltata, ci interpella ulteriormente.  Forse dovremmo ricordare l’obiettivo indicato chiaramente dal racconto chassidico: “non dire Torah, ma essere Torah.”
Un cordiale saluto a lei e a tutta la Redazione di "Uomini e Profeti".
Rosella Marvaldi
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Fino alla morte non trovano intralci
sempre integra la loro forza
non conoscono la fatica dell'uomo
non sono colpiti come gli altri mortali
L'orgoglio li cinge come collana
la violenza li avvolge come vestito
il loro occhio brilla di benessere
dal loro cuore traboccano le voglie
Scherniscono e progettano il male
minacciano dall'alto con arroganza
la loro bocca si accaparra il cielo
la loro lingua seduce la terra...
Eccoli atterriti in un istante

finiti, consumati dal terrore
come un sogno al risveglio
del mattino,
ADONAY
dissolvi la loro immagine.

Ecco, questi sono i malvagi.In morte di Erich Pribke

Inviata da Anna Keller 
 
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Cara Gabriella Caramore,
non so a Roma, ma qui a Benevento il cielo dà finalmente un pò di sole... Si, c'è il senso dell'attesa in Godot ma non riesco a trovarci la promessa di salvezza cristiana; dove sono in Godot le nozze di Cana? Intendo simbolicamente l'inizio di un cammino di trasformazione? Di quell'attesa a me è arrivata solo l'ironia-critica di una situazione di stallo, anzi di stalla, non lasciando di farmi notare nel riscontro paradossale dei personaggi: quanto possa essere umana; come se sulla scena si raccontasse un'attesa senza ragione, senza motivo, riprendendo in una forma secolarizzata un'idea passata di fede che se proprio si vuole identificare in una consuetudine religiosa collocherei più vicina all'Ebraismo che non alla narrazione dei Vangeli che pure da quella tradizione hanno attinto. E' sbagliato? Grazie di aver apprezzato il sogno, ho potuto descriverlo con chiarezza perché mi è rimasto incredibilmente impresso, come se l'avessi vissuto davvero. I complimenti tuttavia spetterebbero a Dio il quale si è ritirato quasi con premura invece di polverizzarmi nonostante gli abbia urlato contro, per timore gli abbia preferito la mia vita ed in definitiva dunque non mi sia fidata: in genere si va all'inferno per molto meno... che ne pensa?
Grazie di cuore dell'attenzione e buona giornata.
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Vorrei segnalare alla dottoressa Loewenthal i testi di don Pietro Lombardini grande conoscitore della Bibbia.
"Figure femminili nella Bibbia" a cura di Filippo Manini - edizioni San Lorenzo
Grazie per la vostra trasmissione.
Daniele Cottafavi - Reggio
Emilia 

"Dopo aver fatto memoria di nomi dimenticati di Dio (il volto femminile di
Dio), possiamo iniziare a fare memoria di nomi e di volti dimenticati di donne, di pagine della Bibbia raramente letlte.  Anche nell'assenza d'una risposta alla questione di un eventuale "proprio" della donna, queste donne della Bibbia ci vengono incontro ciascuna con il suo nome e con il suo volto, ciascuna portatrice di un messaggio umano e divino". (Dal retro di copertina)  
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Gentile redazione,
domenica mattina ho sentito riferire da voi  la lamentela di qualcuno a proposito del titolo “maschilista” della trasmissione. Non so che dire, bisognerebbe ricordare che, in italiano, non esistono due sostantivi per distinguere uomo, essere umano, da uomo, maschio, come in tedesco: der Mensch, der Mann. Quindi UOMINI è qui da intendersi, secondo me, come ESSERI UMANI, maschi e femmine. Per i PROFETI, sempre in italiano, il plurale è sempre di genere maschile quando indica un insieme dei due generi.
Personalmente sono invece molto disturbata dalla sparizione del pronome personale femminile e della declinazione al femminile di sostativi quali segretario – segretaria.
Un esempio: sento spesso il   presidente della Camera Boldrini. E’ un uomo o una donna? 
Auguri per la nuova serie di trasmissioni di Uomini e Profeti 
Adriana Bozzetto

  

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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Lettere a U&P



E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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Pablo Picasso, Ragazza che legge al tavolo Le letture bibliche di Uomini e Profeti in podcast >> Per  leggere i contenuti clicca su  archivio >>

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Medhat Shafik - Porta D'Oriente
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