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Lettere dal 18 al 24 febbraio

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Stamattina è stato detto che non c'è solo la crisi economica, c'è anche quella morale. Per superarla si è detto che occorrre rovesciare certi paradigmi. Ne propongo uno piccolissimo: Da secoli diciamo che l'augurio natalizio è "Pace in terra agli uomini di buona volontà". La versione rovesciata è quella di rivolgere l'augurio agli uomini di CATTIVA VOLONTA'. Sono loro quelli che ne avrebbero più bisogno.
Enrico Sciarini
Segrate MI 
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Seguo come medico un parroco che in seguito ad un incidente è divenuto tetraplegico. Giovane uomo forte e bello dentro. Apprendo che il diritto canonico probabilmente lo escluderà dalle sue funzioni di sacerdote. E' terribile, ingiusto e vergognoso. Lui spera di ritornare ad essere l'uomo di prima, prete capace di guidare la sua parrocchia.... ma??? Sarà giusto distruggere il progetto di vita di una persona solo perché non usa più le mani?
m d m
P.S. Resto in ombra per non dare ulteriore dolore alla persona che attualmente seguo come medico.
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Gentile redazione di Uomini e profeti, nella trasmissione Fedi e mondo del 4-2-12 avete parlato di una bella pagina della Autobiografia di Bernhard in cui lo scrittore parla del carattere blsfemo della sostituzione dell'affissione del ritratto di Hitler dopo la sua caduta con quella del Crocifisso. Mi potreste specificare a quale dei racconti autobiografici questa pagina appartiene? Grazie infinite e complimenti per le vostre bellissime trasmissioni.
Il vostro fedele ascoltatore
Luigi Bosi
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Volevo ringraziarvi per la vostra opera di riflessione e studio che mi aiuta a formarmi come uomo nel cammino con gli altri uomini. Una vostra puntata mi ha stimolato per creare dibattito e riflessione nella mia piccola comunità di Borgo S. Marco di Montagnana, piccola comunità di campagna ma molto viva...
Grazie e un abbraccio a tutti voi d.Lorenzo Mischiati
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Gentile redazione,
torno a dirvi  quanto è importante, per me, seguire le trasmissioni sulla lettura della Bibbia ma questa volta vorrei anche ringraziare chi sceglie le musiche che aprono ciascuna trasmissione. Lavoro da molti anni ormai nel servizio musicale della liturgia cattolica e cerco costantemente nuove forme e nuovi linguaggi per proporre modi diversi di approccio ai temi delle scritture. Ascolto con attenzione quelle musiche che danno voce a culture e mentalità così diverse, e ne ricavo un incentivo a continuare nella mia ricerca
Un cordiale saluto a tutto lo staff di Uomini e profeti.
Dario Castellano
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Cara redazione,
che bella interpretazione di "Giobbe"! Ma può quel filo che la spiega reggere il peso del dolore dell'uomo? Solo dopo essere riusciti a scrollarci di dosso , o meglio da dentro quell'immagine di Dio falsa, il dio onnipotente che la secolarizzazione ci ha instillato dentro in modo molto sottile e sinuoso  tipico dell'idolo che penetra in profondità difficili da raggiungere anche per non essere visto, poichè è ben noto che per sconfiggere anche il demone più potente basta che lo si veda, di fronte alla Luce fugge, ma non lontano, solo dove può non essere visto, alla prima ombra si rinfranca e immediatamente inizia a riorganizzarsi, è normale. Per esempio già in queste righe si è nascosto. Proviamo a stanarlo........ Eccolo li:  "ci ha instillato dentro".  Mentre invece dobbiamo dire: abbiamo permesso che ci fosse instillato dentro..... ,altrimenti il passo successivo è probabilmente iniziare a demonizzare coloro i quali si sono resi responsabili della secolarizzazione appunto nel corso dei secoli. Riappropiarsi di una coscienza prima di tutto autucritica e responsabile, umilmente, per poi godere della presenza di un Dio che abita l'uomo, lo struttura proprio. Senza un risveglio della coscienza e un coraggioso senso di responsabilità per tutto ciò che succede nel mondo, Dio è lontano.Assumersi questa tremenda responsabilità ci fa sntire più forti come se qualcosa si risvegiaqsse dentro di noi e riprendesse il posto che gli spetta; contemporaneamente si inizia  a relativizzare i comportamenti, in questo caso delle gerarchie ecclesiastiche nei secoli scorsi, sentendosi sollevati dal doverle in qualche modo combattere, accorgendosi di essere caduti banalmente nell'infelice attività di creare demoni e idoli sempilcemente per non mettersi in gioco fino in fondo.  Affrontare ora il tema della globalizzazione non voglio perchè lo affronterò in un'altra mail che da quando ho ascoltato  le puntate su i profeti sta diventando sempre più un'esigenza che mi sta tormentando. Però, tornando all'immensità del dolore dell'uomo e all'insostenibile silenzio di dio, presa conoscienza di una nostra qualche responsabilità nella creazione di un'immagine falsa di dio, se volgiamo lo sguardo un po' a oriente ci poniamo di fronte ad un "Dio" che si chiama   legge di caua effetto   di fronte alla quale non c'è cha da inchinarsi ed accettarla, lasciarsi consolare dal mistero fuggendo la velleità di comprendere e spiegare tipico della cultura occidentale riconoscendola in tutto ciò che succede.La teoria del karma e delle reincarnazioni inoltre fanno si che quel filo sottile diventi una fune robusta, una mano, che dall'impronunciabile (un'altra realtà parallela) arriva alla nostra realta tangibile.    In fondo Dio chiede a Giobbe di accettare senza voler spiegare e conoscere razionalmente, di fidarsi di quell'equilibrio presente nella natura e in tutto il creato e in questo contesto accettare anche la sua sofferenza, accettarla per superarla.  Un atto di fede insomma.  Attingere dalle varie fedi non vuol dire fare un pericolso minestrone che non serve a niente,anzi secondo me può essere pericoloso piuttosto ostinarsi a volte in interpretazioni sempre più elaborate dei propri testi sacri che possono nascondere un certo narcisismo o un bisogno nascosto di voler dimostrare che la propria religione può far e ameno delle altre perchè è quella giusta.
Il messaggio dei profeti e di Gesù è semplice e si rivolge ai "semplici" complicato è invece  spogliarsi del proprio ego per accoglierlo. 
A presto!
Alberto 
San Gimignano
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La puntata su Giobbe è stata semplicemente grandiosa. Grazie a Gianantonio Borgonovo ma anche a te, Gabriella, che non molli la presa, non ti accontenti e stimoli l'interlocutore a far scaturire nuovi significati e ben nascoste profondità.
La vostra accanita ascoltatrice
Mirella Camera, Milano
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Buongiorno.
Che sensazionale esperienza ascoltare la lezione sulla ballata Chopin, questa mattina. E' stata una sorpresa, non conoscevo il programma.
Vi ringrazio di cuore e mi metto subito all'ascolto delle puntate registrate. 
Meno piacevole a mio modo di vedere che un minuto dopo ci si trovi a trattare l'argomento religione mentre anche il primo canale trasmette la Santa Messa. Uno spostamento su quel canale in fasce orarie limitrofe sarebbe più opportuno a mio modo di vedere. Non è una critica al programma. Devo forse pensare che un programma sulla religione erudito, approfondito e non limitato al credo più praticato, non sarebbe gradito a coloro i quali mettono in palinsesto e/o ascoltano la Santa Messa? 
Cordialmente, Bruno Nigro
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Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

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