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Scuola - La mia scuola è una discarica

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La scuola italiana sta vivendo un momento molto buio e non è solo questione di soldi.
Il Vostro programma presenta esperienze condotte da insegnanti motivati e, sopratutto, onesti.
Io invece vivo un situazione quotidiana di menefreghismo, approssimazione, demotivazione e disordine, in tutti i sensi.
 
Lavoro in una Scuola media considerata buona in città. Tutto è evidentemente relativo. Forse vuol solo dire che le altre sono peggiori. Il 50% degli insegnanti è composto da "casalinghe" il cui unico pensiero è andare in pensione il prima possibile e, nel frattempo, far finta di lavorare tanto nessuno controlla.
L'altro 50% si arrabatta a lavorare spesso sbefeggiato ed osteggiato da una segreteria che lesina il gesso, i pennarelli e le fotocopie. La segreteria si occupa di scartoffie ed odia gli insegnanti che fanno richieste legate alla didatica. Il risultato è che molti, pur di non disturbarli ed irritarli, si comprano il materiale di cui hanno bisogno. 
 
Nella mia scuola troppi studenti arrivano dalle elementari con serie difficoltà a leggere, scrivere e far di conto. Come hanno fatto a passare l'INVALSI? Molto semplicemente glielo hanno fatto gli insegnanti. Questo succede, comunque, anche durante l'esame di terza media.
Studenti segnalati più volte nei verbali per il loro pessimo rendimento passano l'INVALSI anche con 7 e 8: copiano dai compagni bravi ai quali sono stati messi strategicamente vicini.
 
Cosa dovrebbe fare un bravo preside? Come minimo mandare una nota informativa alle elementari di provenienza: nulla accade, invece.
 
Per tornare al titolo che ho voluto dare a questa lettera, aggiungo che le classi sono ingombre di vecchi libri e vecchissimi armadi nei quali sono ammassati i più diversi materiali che, da anni, nessuno si occupa di buttare.
Gli anditi sono "abbelliti" dai lavoretti degli studenti pieni di polvere e, data la loro natura, non spolverabili.
Ci sono dei veri e propri cumuli di vecchi computer buttati quà e là che nessuno si occupa di buttare.
Dimenticavo i poster appesi alle pareti delle aule da così tanto tempo che sono offuscati dalla polvere e virato seppia come le vecchissime cartine che pendono da pareti ormai non imbiancate da sei anni.
 
Tutto questo rende l'ambiente lavorativo molto sgradevole e poco salubre. Ma le casalinghe di cui sopra sembrano non accorgersene ed anzi spesso contribuiscono alla "discarica" dimenticando ogni tipo di materiale nelle aule o dove capita.
 
E' un vero squallore alla faccia di chi sostiene che le donne sono migliori. Se fosse vero la scuola italiana sarebbe un paradiso. O forse le donne peggiori la scelgono perchè pensano che il lavoro d'insegnante sia una passeggiata? Purtroppo per il 50% è propio così perchè, ripeto, nessuno controlla.
 
I presidi sono ex insegnanti fuggiti dalle classi per uno stipendio migliore e pochissimo lavoro: non hanno neanche un orario e lo rivendicano come un diritto della "dirigenza".
 
L'unico preside degno del nome che mi è capitato non aveva orario per il buon motivo che era sempre presente.
Una caratteristica disprezzata dalla maggior parte: si sentivano oppressi ma, grazie a sindacati sempre dalla parte dei fannulloni, riuscivano ugualmente a lavorare il meno posibile.
 
Che tristezza! Un'occasione perduta per studenti sempre più svegli che, troppo spesso, non imparano niente ed escono dalla scuola come ci sono entrati. Vanno avanti solo quelli che si possono avvalere della "home schooling" che si concretizza in costosi corsi per l'uso del pc e per l'apprendimento della lingua inglese.
 
La soluzione? Insegnanti assunti per chiamata diretta e che, al di là del curriculum zeppo di scartoffie, dimostrino di saper lavorare. In caso contrario, li si invita a cambiare mestiere.
 
 
 
 
 
 
 

Credits

A cura di Loredana Rotundo
Regia di Diego Marras

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Per tutto il mese di giugno, dal cassonetto all’inceneritore, dalla discarica al compostaggio e al riciclo, le storie dei nostri scarti quotidiani intorno a cui ruotano le preoccupazioni ma anche l'impegno di chimici, educatori ambientali, naturalisti e semplici cittadini organizzati in difesa del territorio....E qualche incursione nei mondi
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