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Il disegno

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La mostra Luciano Fabro. Disegno In-Opera, intende restituire la varietà della produzione di disegni del grande artista torinese tra i massimi esponenti del movimento Arte Povera: lavori che godono di un’autonomia e di un grado di liberta particolari anche rispetto la stessa disciplina e che si confermano parte integrante e irrinunciabile del corpus dell’opera di Fabro.


Il percorso espositivo accoglie oltre 100 disegni che, come suggerisce il titolo della mostra, presentano tipologie e funzioni differenti: essi, infatti, non sono strettamente “progettuali, ovvero preliminari alla realizzazione di opere, bensì disegni intesi come pratica alla base del processo creativo che conduce alla genesi di un’idea o come mezzo per trasmettere messaggi; disegni in cui e! esplicito il riferimento alla scultura e disegni come campo di indagine e di sperimentazione. E ancora disegni come forme - aperture, buchi e fori - grazie alle quali Fabro indaga e attraversa lo spazio aperto da Lucio Fontana, che in quegli anni era punto di riferimento per gran parte dei giovani artisti.

La mostra Opere su carta dal 900 italiano – Con un omaggio a Giacinto Cerone  vuole ripercorrere il secolo scorso attraverso un’attenta selezione di carte: una quarantina di opere storiche, altrettante di artisti operanti dagli Anni Novanta e 17 carte inedite di Giacinto Cerone.

Si comincia da un Boldini del 1902, un Balla del ’12, un Sironi del ’17, un Severini del ’29 che aprono il percorso che si sviluppa poi con un Concetto Spaziale di Fontana del ’48, un Morandi del ’63, un Angeli del ’60 e un Lo Savio del’62. Si prosegue poi con disegni di Burri, Dorazio,
Guttuso, Pascali, Turcato e molti altri maestri storici, fino a quelli di generazioni più recenti come Stefano Arienti, Matteo Basilè, Gioacchino Pontrelli e Donato Piccolo.

La mostra si basa sul convincimento che nel disegno, nello schizzo, nella gouache, per la loro velocità di esecuzione e per la loro immediatezza ci sia qualcosa di più vicino all’idea originaria dell’artista.
Il filo conduttore scelto per la terza mostra di Bibo’s Place è dunque la carta e l’analisi delle sue potenzialità espressive.

Credits

Un programma a cura di Cettina Flaccavento
Conduce Elena del Drago

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