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Unedited History. Iran 1960 —2014

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La mostra Unedited History. Iran 1960 —2014 raccoglie le molteplici forme della cultura visuale iraniana dagli anni Sessanta ad oggi. Nelle tre sezioni cronologiche ospitate nella Galleria 2 e nella Galleria 4 del Museo sono riuniti una grande varietà di opere — dipinti, fotografie, installazioni, grafica  — e documenti — materiale d’archivio, giornali, manifesti, video — grazie  ai quali è possibile ricostruire la realtà sociale e politica che ha dato vita alle differenti manifestazioni della cultura visuale e della modernità in Iran. La mostra è dunque il tentativo di ricreare le grandi “sequenze” di accadimenti, idee, cambiamenti degli ultimi cinquant’anni che hanno rodotto tali manifestazioni: gli anni dello Scià, la Rivoluzione e la nascita della Repubblica Islamica, la guerra contro l’Iraq e gli ultimi decenni. In questa ricostruzione vi sono delle assenze, delle difficoltà dovute alla complessità della storia iraniana più recente, ancora oggetto di discussione. Il titolo Unedited History (storia non mo ntata) è un riferimento al film editing, il montaggio cinematografico, cioè a quella fase in cui il film è stato girato ma le sequenze non sono ancora state legate tra loro e sono allo stato di frammenti.

Il titolo è allora anche un’ipotesi: dal momento che non esiste “una”, sola e unica, storia della modernità pre–scritta e determinata, è possibile considerare la “modernizzazione” iraniana sotto forma di storie frammentarie montate tra loro? Uno degli intenti di Unedited History è quello di mostrare che la Rivoluzione del 1979 e la guerra Iran — Iraq, combattuta tra il 1980 e il 1988, non hanno determinato la fine del processo della modernità, bensì come esso sia da qui (ri)cominciato osservando la produzione culturale prima e dopo tali avvenimenti, nelle connesioni tra arti diverse. La mostra non intende dare conto di tutte le espressioni del moderno, ma piuttosto mettere in evidenza le profonde connessioni tra la cultura visuale e le diverse eredità da essa generate. L’esposizione si concentra quindi sia sulle rotture che sugli elementi di continuità, spesso meno visibili, tra momenti storici consecutivi caratterizzati però dalle stesse figure di rilievo. Testimonianze, documenti di una storia che si sta ancora scrivendo, insiemi di opere spesso incompleti o difficilmente accessibili, manifesti e riviste sono importanti elementi che restituiscono la storia sociale e politica dell’Iran della seconda metà del XX secolo. La fotografia, il film, la tradizione documentaria hanno quindi un ruolo fondamentale nella comprensione del modernismo, ma ci offrono letture contraddittorie delle immagini, soprattutto a partire dagli anni sessanta. È per questo motivo che Unedited History prende come punto di partenza questo decennio per suddividersi in tre sezioni cronologiche: nella Galleria 2 sono ospitate la prima sezione, Gli anni della “modernizzazione” 1960 — 1978, e la seconda, La Rivoluzione e la guerra Iran — Iraq 1979 — 1988; nella Galleria 4 la terza sezione, Prospettive contemporanee 1989 —2014, dedicata alla prod uzione artistica e culturale più recente. La mostra è arricchita dai testi a commento di alcune opere e sottosezioni  selezionate, frutto del progetto di mediazione interculturale Il mio Iran a cura  del Dipartimento educazione del MAXXI con la comunità iraniana di Roma. 
http://www.fondazionemaxxi.it/2014/08/05/unedited-history-iran-1960-2014/

Credits

Un programma a cura di Cettina Flaccavento
Conduce Elena del Drago

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