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Cannabis, battaglia per la legalizzazione

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Più di un parlamentare su cinque è apertamente favorevole alla legalizzazione delle droghe leggere e ci mette la faccia. In 218, appartenenti a quasi tutto l’arco parlamentare hanno firmato la proposta di legge elaborata dell’intergruppo parlamentare presieduto da Benedetto Della Vedova, che prevede la legalizzazione della cannabis una regolazione dei principali aspetti, dalla coltivazione in casa ai negozi per la vendita al dettaglio, dal possesso consentito per uso creativo di 15 grammi in casa e 5 fuori ai Cannabis sociale club. C’erano solo posti in piedi ieri alla presentazione a Montecitorio della proposta di legge per la cannabis libera, con una presenza molto trasversale di parlamentari firmatari della proposta illustrata da Della Vedova che prende spunto da diversi stati americani e prevede aspetti rivoluzionari in materia, non solo per l’Italia.

 

AUTOCOLTIVAZIONE

Se dovesse passare questa proposta così com’è, ai maggiorenni sarà consentita lì’autocoltivazione in casa fino a cinque piante, la coltivazione in forma associata ma senza fini di lucro in Cannabis social club con massimo 50 membri e 250 piante e la vendita al dettaglio in appositi negozi autorizzati dallo Stato. Sono state semplificate inoltre le modalità di prescrizione e consegna dei farmaci a base di cannabis ad uso terapeutico e viene istituito un fondo nazionale per la lotta alla droga dove sarà versato il 5% dei proventi..

Nella legge sono previsti anche diversi divieti, quello assoluto per i minorenni che non rientrano in nessuna fattispecie di quelle previste da questa legge, il divieto di fumare in luoghi pubblici o aperti al pubblico, quello di importare cannabis o esportare parte del raccolto personale, di vendere la cannabis autoprodotta e di guidare in stato di alterazione dal suo uso. Per Della Vedova cha ha guidato il gruppo di lavoro che ha fatto una sintesi tra le principali proposte parlamentari sulla materia, da quella del penta stellato Vittorio Ferraresi quella di Pippo Civati e a quella del vicepresidente della Camera Roberto Giachetti, si potrebbe arrivare a una legge approvata “forse già in questa legislatura”, anche perché “sono sempre di più i parlamentari che prendono atto che nella popolazione italiana c’è una maggioranza di favorevoli alla legalizzazione”.

 

IL PARTERRE

Molto ricco il parterre dei firmatari che va dai quattro quinti del direttorio M5s con Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio, Roberto Fico e Carla Ruocco oltre agli ex capigruppo Paola Taverna e Alberto Airola. C’è una buona fetta di democratici che va dai renziani Giachetti e Sabrina Capozzolo e esponenti della minoranza Pd come Nico Stumpo ed Enza Bruno Bossio oltre ai fuoriusciti Civati, Stefano Fassina e Luca Pastorino. C’è Antonio Martino di Forza Italia e Andrea Vecchio  di Scelta civica al fianco di Giorgio Airaudo e Loredana De Petris di Sel. Non mancano le critiche al documento, a partire da quella di Matteo Salvini che ha subito detto di essere “personalmente contrario” e ha spostato l’obiettivo affermando che “ sarei per la legalizzazione e la regolamentazione della prostituzione, perché fino a prova contraria il sesso non fa male,. La cannabis si”.

Tra i contrari anche Giorgia Meloni che su Twitter scrive che “mezza Camera vuole legalizzare la #cannabis: deputati Pd, M5s, Sc, e persino FI  firmano proposta. Da #FdIAn no assoluto a questa follia”. Contrari anche Maurizio Gasparri e Carlo Giovanardi che firmano una nota dove scrivono che la proposta “avrà come unica conseguenza l’aumento della diffusione della droga e l’incremento dei traffici della criminalità organizzata”.

 

sito del Messaggero

Credits

A cura di Paola De Monte
In redazione:
Maria Chiara Beraneck, Natascia Cerqueti, Marco Pompi, Gianfranco Rossi

Francesca Sforza



Francesca Sforza lavora alla Stampa dal 1999. Ha trascorso quattro anni a Berlino come corrispondente e due anni a Mosca. Nel corso di questo periodo all’estero è stata più volte inviata in Polonia, in Repubblica Ceca, in Slovenia e a più riprese nel Caucaso. Il suo libro “Mosca-Grozny: neanche un bianco su questo treno” (2006, Salerno Editrice) ha vinto il Premio Antonio Russo  e il Premio Maria Grazia Cutuli. Dal 2007 al 2011 ha lavorato a Torino come caporedattore del Servizio Esteri. Attualmente è responsabile dei contenuti digitali della redazione romana per il sito www.lastampa.it

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La Nuova Ecologia - il mensile di Legambiente di luglio-agosto 2015




Attenuare il rischio climatico rinaturalizzando le città. Adottare stili di vita flessibili per
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