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Vite in Salita

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ospiti e temi di questa domenica:

 il Teatro delle Albe di Ravenna fa tappa a Napoli (al Teatro Nuovo, fino a questa sera) con la tournée del loro spettacolo PANTANI. Ne ascoltiamo un estratto, recitato dal vivo, e ne parliamo in studio con il regista e autore del testo Marco Martinelli e gli attori Ermanna Montanari, Alessandro Argnani, Roberto Magnani, Michela Marangoni, Laura Redaelli

Una storia "nera" che si dipana nel decennio che tocca la fine del '900 e si conclude, il 14 febbraio 2004. Uno spettacolo costruito con il tempo e le strutture della tragedia, con la differenza che personaggi rappresentati sono ancora vivi, tranne Marco Pantani, l'eroe tragico. "Il campione adulato, l'icona di chi ha fatto rinascere il ciclismo come sport dell'impresa e della fantasia - si legge nelle note allo spettacolo - che, dopo i trionfi al Giro d'Italia e al Tour de France, subisce le accuse di doping a Madonna di Campiglio, rivelatesi poi infondate, e precipita in un lento e inevitabile abisso psicologico fino a una morte forse tragicamente annunciata. Come in un "rito della memoria" la scrittura di Martinelli affonda nelle viscere dei nostri giorni e della società di massa che chiede sacrifici e capri espiatori: attorno alle figure di Tonina e Paolo, i genitori di Marco, che ancora oggi stanno chiedendo giustizia per la memoria infangata del figlio, Martinelli mette in scena una veglia funebre e onirica, affollata di personaggi, evocando ombre e immagini che ripercorrono le imprese luminose dell'eroe. I genitori di Marco (interpretati da Ermanna Montanari e Luigi Dadina) sono figure archetipiche di una Romagna anarchica e carnale, sospese come l'Antigone di Sofocle davanti al cadavere insepolto del figlio: cercano verità, e non avranno pace finché non l'avranno ottenuta.... attorno a questo anelito di giustizia, un affresco sull'Italia degli ultimi trent'anni, l'enigma di una società malata di delirio televisivo e mediatico, affannata a creare dal nulla e a distruggere quotidianamente i suoi divi di plastica, ma anche capace di mettere alla gogna i suoi eroi di carne, veri, come Marco Pantani da Cesenatico, lo scalatore che veniva dal mare"

intervista telefonica con Roberta Torre, da Palermo, che racconta il progetto InCANTIERE (un progetto con la sua direzione artistica condivisa con Franco Maresco e Franco Scaldati) presso i Cantieri Culturali alla Zisa, per cui ha curato un laboratorio/studio teatrale al femminile, dal titolo eloquente "Trash The Dress". Concepito per 10 attrici, il lavoro prende l'avvio dall'idea della distruzione dell'abito da sposa per trasformarsi in una rielaborazione di "Medea". La prova aperta è stata lo scorso venerdì 25 gennaio, ma Roberta Torre lavorerà alla tessitura dello spettacolo a partire dalle improvvisazioni e dalle proposte, nate durante le ore di laboratorio. Dalle parole della regista: "questa Medea è un campo di battaglia al femminile… stanno là e lottano lottano lanciano le loro armi i reggiseni le mutande le loro scarpe…..  angeli sterminatori …entrano già ferite, già prigioniere lottano per la sopravvivenza legate , violate, menomate avanzano , bianche e nere , sorelle e assassine. Per poi ritrovarsi sirene, onde del mare, madri e bambine le une delle altre. Maestre, allieve, brave cattive , bocciate, tutte e promosse tutte. Il gioco continua ……la vita è così breve e l’arte così grande"

intervista con il regista sardo Giovanni Columbu in partenza per il Festival di Rotterdam, dove presenterà il fim SU RE, selezionato come unico film italiano per la competizione ufficiale. Il film uscirà nelle sale italiane in marzo (distribuito dalla Sacher) ed è stato già molto apprezzato al recente Torino Film Festival (in concorso). Columbu esplora la Passione di Cristo, incastonando le immagini e i volti del suo film in un paesaggio a lui familiare e antropologicamente connotato come la Barbagia, per farne teatro della rappresentazione del mistero e del dolore. Il film si basa sulla costruzione della storia di Gesù Cristo, a partire dai quattro vangeli (Matteo, Marco, Luca e Giovanni), testimonianza di quattro differenti ambienti o comunità, che di Gesù hanno evidenziato i tratti più incisivi. Un lavoro di scavo e e selezione della “storia” attraverso la “memoria” filtrata da esperienze umane concrete e diverse.

intervista con Ludovica Jona co-regista (con Marta Zaccaron e Marco Leopardi) del film documentario MOHAMED E IL PESCATORE che racconta la storia vera dell’incredibile salvataggio di Mohamed - giovane in fuga dal regime repressivo della Mauritania e unico superstite al naufragio di un gommone di 47 persone nel Mediterraneo - da parte di Vito, pescatore di Mazara del Vallo (il film è stato proiettato in anteprima in occasione della giornata mondiale dei migranti, il 18 dicembre). Nel film, Mohamed, che ora vive in una grande città europea, torna in Sicilia per conoscere il pescatore che lo ha salvato e per cercare un lavoro e una vita migliore. Nel viaggio, i ricordi del protagonista si alternano con le immagini dell'incontro con Vito e con la scoperta di nuovi personaggi, nella cornice di Mazara del Vallo

intervista con Stefania Melucci - corrispondente del magazine Comunicare il Sociale - a proposito dei recenti fatti sullo sgombero di una comunità di profughi libici, ospitati presso l'hotel Cavour di piazza Garibaldi, a Napoli. La vicenda è in corso dall'inizio di questa settimana a partire da una nota della prefettura - in accordo con la polizia e i proprietari dell’hotel - che ha comunicato che i rifugiati sarebbero stati sgomberati per essere ospitati in luoghi non meglio precisati. I profughi, tutti reduci e ex prigionieri della recente guerra in Libia, si sono rifiutati di lasciare la struttura senza garanzie... lo sgombero al momento è stato di fatto impedito

appuntamento fisso con la "narrazione sonora - Radiodoc" a cura di Marcello Anselmo che continua il ciclo sul racconto della Fauna Metropolitana introducendo il segmento Storia da Cani.

colonna sonora, dal vivo, con il Francesco Villani trio

al microfono - Piero Sorrentino

Credits

A cura di Anna Antonelli e Lorenzo Pavolini
Conduce
Piero Sorrentino e Gaetano Prisciantelli
Con la collaborazione di
Rosalba Ruggeri e Massimiliano Virgilio
La regia è di Marcello Anselmo
Per l'immagine della copertina di Zazà si ringrazia Mimmo Paladino

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