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Lettere dell'estate 2013

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Spettabile redazione,
ho appena finito di leggere l'intervista integrale di papa Francesco per Civiltà Cattolica e mi è venuto in mente Bonhoeffer .Forse sono suggestioni oppure papa Francesco ha letto a fondo e fatto tesoro delle riflessioni del grande teologo.
Riporto qui i due passi che mi sembrano trovare corrispondenza con quanto mi è venuto alla mente:
"Quando un pazzo lancia la sua auto sul marciapiede, io non posso, come pastore, contentarmi di sotterrare i morti e consolare le famiglie. Io devo, se mi trovo in quel posto, saltare e afferrare il conducente al suo volante". (Dietrich Bonhoeffer. Risposta ad un detenuto italiano, nel campo di concentramento di Flossenburg).
"La chiesa deve uscire dalla sua stagnazione. Dobbiamo tornare all'aria aperta del confronto spirituale con il mondo. Dobbiamo rischiare di dire anche delle cose contestabili, se ciò permette di sollevare questioni di importanza vitale. Come teologo "moderno", che tuttavia porta ancora in sé l'eredità liberale, io sono tenuto a mettere sul tappeto tali questioni. Tra i giovani ce ne saranno molti che connettono in sé le due cose". (Dietrich Bonhoeffer, da una delle ultime lettere dal carcere, 3 agosto 1944; citato in Gibellini, p. 126).
Dio è vicino a ciò che è piccolo, ama ciò che è spezzato. Quando gli uomini dicono: «perduto», egli dice: «trovato»; quando dicono «condannato», egli dice: «salvato»; quando dicono: «abietto», Dio esclama: «beato!» (Dietrich Bonhoeffer . Sciogliere le vele. Commento ai vangeli festivi. Anno A, Edizioni San Paolo, 2004, p. 92 ).
Insomma si potrebbe continuare e mi sono limitato utilizzando quel poco che c'è sul web. Buona giornata e complimenti per la trasmissione che seguo ormai da molti anni. Appuntamento irrinunciabile (grazie anche ai podcast).  
Luciano Coluccia 
FIRENZE
blog: http://ilpianetadellescimmie.wordpress.com/
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Cari Amici di U&P,
mi felicito con voi per la conclusione dell’impresa triennale “Leggere la Bibbia”. È stata una cavalcata stupenda, sicuramente molto impegnativa per voi ma estremamente utile, interessante, gratificante per noi ascoltatori. Credo che sia stata un’impresa senza precedenti e senza pari, per le modalità con cui è stata realizzata. Per fortuna viviamo nell’epoca dei Podcast, e avendo scaricato tutte le puntate, potrò continuare a riascoltarle negli anni a venire................................................
Vi auguro un sereno periodo di vacanza.
Alessandro Cigni
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Nel mio andare un punto fermo Voi, e grazie per quello che fate... Anche in questa estate che si rifiuta di essere Tamara Moncelli

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Inizio con i complimenti doverosi alla trasmissione, per la sua profondità, accuratezza e serietà.
Adesso che il ciclo "Leggere  la Bibbia"  si è concluso, spero che il grande patrimonio di 13 anni di registrazioni possa essere valorizzato e messo a disposizione del pubblico. Sul sito sono presenti le puntate degli ultimi tre anni. Sarebbe bello se tutte le puntate fossero organizzate su CD e messe in vendita.
Cordialmente
Lorenzo Rocco
(Udine)
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Vi scrivo per condividere con lei alcuni pensieri che la recente, e tardiva, paternità mi ha portato a formulare, attratto e impaurito da questo nuovo e difficile ruolo. Infatti il 24 giugno 2012 è nato Samuele, fortemente voluto da me e dalla mia compagna, per trasformare in realtà quell’amore spesso più vagheggiato che reale. Così nelle lunghe notti, come questa, passate a vegliare il piccolo quando è preso da uno dei misteriosi malanni che sembrano perseguitare i più deboli, ho avuto molte occasioni per fare riflessioni sul rapporto padre-figlio, sicuramente influenzate dalla mancanza di lucidità dovuta al sonno perduto, ma in uno stato mentale che favorisce l’accavallarsi delle letture, dei pensieri, delle paure, delle puntate di Uomini e Profeti ascoltate con tanta attenzione, fino a sfociare in pensieri forse non troppo ortodossi la cui sintesi finale è comunque uno sconfinato amore verso quest’essere mai sognato ed invece ora più prossimo al mio cuore della mia stessa anima. 
Dalla nascita di Samuele ho considerato molte volte il rapporto con il divino, nei due sensi: la mia Attesa e la sua Fede. Infatti l’attesa di questo bimbo ha dato nuovo senso a quello che chiamiamo tempo dell’avvento e, quando avvento è stato, tutti ci siamo inchinati di fronte alla nuova vita, padre, madre, nonni, zii, ecc. La sua presenza, attraverso i nostri atteggiamenti, assumeva dunque una sua regalità a dispetto della sua assoluta debolezza. E questo è l’altro senso, la Fede, il totale abbandono di quest’essere alla volontà di chi lo abbracciava, dipendendo totalmente, per la vita stessa, da questa presenza per lui totalmente altra e incomprensibile.
Se ogni essere umano è immagine del divino, impossibile per me non collegare questa nascita a quell’Altra di cui testimoniamo il Natale.
Se la Fede è un “sia fatta la tua volontà” (non la mia dunque) allora Samuele è l’immagine stessa della perfetta fede, verso un dio dai molti nomi (papà, mamma, Allah, YHVH, Vishnu, …) ma sempre sconosciuto ed incomprensibile. Questo mi ha fatto anche venire in mente quella bellissima aria per soprano della cantata BWV 51  di Bach “Höchster, mache deine Güte”, che interpreto, magari sbagliando, come solo il ritorno alla condizione di debolezza propria dell’infanzia può restituirci un rapporto giusto con Dio. Come anche le stesse parole di Gesù in Marco 10:14-15  ...................................................Aspetto con ansia di poter riascoltare alla radio le nuove puntate di Uomini e Profeti. 
Nel frattempo la saluto cordialmente e le auguro un tempo ricco di letture e incontri interessanti.
Domenico Mancini
Fiumicino (RM)
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Essendo la domenica mattina impegnato in parrocchia poresso solo frammentariamente ascoltare in diretta i vostri programmi. Ora che ho "scoperto" l'uso del podcast mi si apre davvero una nuova suggestiva finestra culturale. Comunque vi seguo ,come posso, da quasi venti anni e voglio sottolineare come il vostro lavoro nobiliti voi che lo fate con così grande competenza e dedizione e l'azienda di "servizio pubblico" per la quale onestamente lavorate.Che Dio, qualunque Dio in cui voi crediate o speriate, ve ne renda  merito. Ciao, Stefano.
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Gentile staff di Uomini e Profeti,
penso che siamo in tanti ad essere riconoscenti alla vostra iniziativa. In un periodo in cui si svuotano le chiese e buona parte delle persone di "buona volontà" camminano nelle diverse "periferie", è stato un gran bell'impegno il vostro, di aver portato in molte case, se non altro, un primo approccio al testo sacro che ha aiutato a formare la nostra cultura occidentale. Dopo tutto siamo in un periodo storico che un rapporto religioso deve essere fondato su un'esperienza. E l'impegno personale e costante nel confrontarsi con la Parola, alla fine ci aiuta ad una "risposta" consapevole e responsabile.
Cordiali saluti a tutti da Giovanni Belloni
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Con molto ritardo rispetto alla fine dell'anno radiofonico, vi ringrazio per la bellissima stagione conclusa. Penso che sia stata un'annata splendida, e che la conclusione della lettura della Bibbia sia stata veramente "pirotecnica"..... Il mio ritardo però mi dà l'occasione per esprimervi il mio entusiasmo per le serie che avete messo in podcast quest'estate, sul Vangelo di Giovanni e sull'Apocalisse. Serie meravigliose che non avevo mai sentito. E' bello evdere come la vostra trasmissione non ha mai scadenza e anche serie vecchie di decenni sono sempre attuali e sempre bellissime. Continuate così!
Tante Grazie.
Claudio Poletto Fara Vicentino
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Gentile redazione, 
travolto da alri impegni prendo solo per la coda la trasmissione di oggi; non vedo l'ora che sia disponibile sul vostro sito per scaricarla, e godere della straordinaria opera  vostra e di Cesare Bori.  
E la particolare unione che gli Amici sanno realizzare fra religione e vita di tutti i giorni mi suggerisce il solito granellino di sabbia che cerco di portare alla vostra costruzione.  
Quando è morta mia Madre, abbiamo trovato nel suo libro da messa una serie di frasi che le erano parse da ricordare: e una di questa era: The miracle is to go about your business; and never for a moment forget God.  
Bella, non è vero ?  
Non so di chi sia 
Cordialmente  
Luca Erizzo
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Gentile redazione,
non fosse per "Uomini e profeti, avrei  forse rischiato di perdermi la  meravigliosa storia dei Quaccheri, di cui avevo solo sentito qualche volta parlare, e che regolarmente relegavo nel gran calderone delle tante sette cristiane senza darmene pensiero.
Certo, nel corso di questi anni avete messo su  tantissime puntate che con i loro argomenti mi hanno interessato, incuriosito, affascinato.
Ma le  tre che ho avuto la fortuna di scaricare in podcast quest'estate mi sono entrate nel cuore: è cosa diversa.
Al compianto prof Pier Cesare Bori, a Lei e ai suoi collaboratori un  sentito "grazie ",  e un affettuoso augurio di buon lavoro.
Michele Diomede
Bari
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Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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Lettere a U&P



E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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