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La Bellezza a Firenze

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Una puntata intensa, dedicata alla tematica dell'idea di Bellezza e alle sue molteplici declinazioni, in un percorso a ritroso nel tempo, che si dirama dal patrimonio artistico contemporaneo fino alla riscoperta classicità alto medievale.

Tre le mostre protagoniste di questo viaggio nelle multiformi manifestazioni del concetto di bello, dal XXI secolo fino al Duecento.

La prima, dal titolo Un'idea di Bellezza (foto 1) curata da Franziska Nori presso il Centro di Cultura Contemporanea La Strozzina, è visibile fino al 28 luglio e propone un percorso di ricerca tra le opere di otto artisti contemporanei di provenienza internazionale – Vanessa Beecroft, Chiara Camoni, Andreas Gefeller, Alicja Kwade, Jean Luc Mylayne, Isabel Rocamora, Anri Sala, Wilhelm Sasnal – per ripensare oggi l’esperienza della bellezza da diversi punti di vista: quello di ciascuno degli artisti, che entra in dialogo con la sensibilità dei visitatori attualizzando domande di carattere universale. Abbiamo bisogno della bellezza? Costituisce ancora un valore, un obiettivo o uno strumento per gli artisti contemporanei? La mostra crea una riflessione in chiave contemporanea su uno dei temi dominanti di tutta la storia dell’arte. Il mondo attuale è erede di un processo storico e filosofico che ha reso problematico il rapporto tra arte e bellezza, intesa come sinonimo convenzionale di armonia o come espressione di una visione del mondo inadatta ad esprimere la complessità e le contraddizioni della modernità. Riscoprire un’idea di bellezza oggi significa impostare un’esperienza diversa della realtà, alla ricerca di un valore, di un momento spirituale o di un approfondimento di un’intuizione intellettuale. La bellezza sorge così dalla capacità di ripensare al nostro modo consueto di vederla, coglierla e riconoscerla anche in un oggetto, in un momento o in un gesto della vita quotidiana.

Dalla contemporaneità al Rinascimento, la mostra La Primavera del Rinascimento (foto 2)  a Palazzo Strozzi, invece, visibile fino al 18 agosto, si propone di illustrare, in sezioni tematiche, la genesi di quello che ancora oggi si definisce il “miracolo” del Rinascimento a Firenze, soprattutto attraverso capolavori di scultura: l’arte che per prima se ne è fatta interprete. L’esposizione si apre con una suggestiva panoramica attorno alla riscoperta dell’Antico, attraverso esempi illustri della “rinascita” fra Due e Trecento, con opere di Nicola e Giovanni Pisano, Arnolfo, Giotto, Tino di Camaino e dei loro successori, che assimilano anche la ricchezza espressiva del Gotico, in particolare di origine francese. L’età nuova si apre insieme al nuovo secolo: con i due rilievi del Sacrificio di Isacco di Lorenzo Ghiberti e Filippo Brunelleschi per la Porta del Battistero (dal Bargello), e con il modello della Cupola brunelleschiana (dal Museo di Santa Maria del Fiore), che riassumono al più alto vertice espressivo il momento fondante del primo Rinascimento. In quegli anni, i successi politici della Repubblica fiorentina, la sua potenza economica e la pace sociale diffondono attraverso gli scritti di grandi umanisti il mito di Firenze come erede della repubblica romana e come modello per gli altri stati italiani.

L'eterogeneo percorso fiorentino sulle tracce della Bellezza si conclude infine con l'importante mostra Norma e Capriccio (foto 3) ospitata alla Galleria degli Uffizi fino al 26 maggio, primo evento espositivo dedicato alle opere degli artisti spagnoli in Italia agli esordi della "Maniera Moderna", influenti personalità spinte al viaggio da un vorace desiderio di confronto con i testi fondamentali dell'arte. Da Alonso Berruguete a Pedro Machuca, da Pedro Fernández (meglio noto come lo "Pseudo-Bramantino") a Bartolomé Ordóñez e Diego de Silóe, tutti artisti provenienti da diverse località della penisola iberica - Palencia, Toledo, Murcia e Burgos - e capaci di imporsi come protagonisti del 'manierismo' europeo. Sono le fonti storico-artistiche italiane a riconoscere loro una posizione preminente sulla scena internazionale del Cinquecento. La mostra si articola in otto sale che intendono rappresentare i cataloghi di questi artisti con una scelta ragionata di prestigiose creazioni, eseguite durante le loro residenze nel nostro paese o immediatamente dopo il rientro in patria. Il percorso espositivo si articola in quattro sezioni che, nel rispetto di una scansione geografica, intendono accostare prestigiosi capolavori creati da simili artisti a straordinarie testimonianze della produzione italiana fra Quattro e Cinquecento.


www.strozzina.org

www.palazzostrozzi.org

www.unannoadarte.it/normaecapriccio

Credits

Un programma a cura di Cettina Flaccavento
Conduce Elena del Drago

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