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Lettere dal 15 al 21 ottobre

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Veramente un ottimo prodotto il Vostro. Ho scaricato tutto lo scaricabile dal sito, a meno che non siano disponibili da qualche parte quelli degli anni precedenti, se ve ne sono, e me li sento nella notte con grande piacere...
Un saluto.
INCARDONA Umberto
Roma
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Buon giorno, sono un vostro affezionato ascoltatore.
Forse vi farà piacere sapere che stiamo creando a Stigliano (Matera) all’interno della associazione culturale “Centro Studi Rocco Montano” (http:”www.roccomontano.it) un gruppo di ri-ascolto della vostra trasmissione.
Saluti.
Sebastiano Villani
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Gentile redazione,
sono una donna modenese e, in primo luogo, intendo ringraziarvi  per la sapienza e la grazia con le quali Gabriella Caramore  conduce “UOMINI & PROFETI”. Vi scrivo su un tema che può apparire lontano dagli argomenti più specifici sulla spiritualità da lei trattati. Il mio problema riguarda il rumore. Abito in un bell’angolo del Centro Storico di Modena, prospiciente una piazzetta. Un tempo zona dignitosa e tranquilla, s’è trasformata negli ultimi dieci anni in un inferno. Infatti, diverse birrerie vi sono cresciute come funghi per soddisfare le esigenze dei cosiddetti giovani che, stipati come sardine, raggiungono anche il numero di 800-1000 presenze. Per l’impossibilità di godere del sonno e della normale fruizione della casa sono quasi impazzita e, insieme a me, molti altri residenti. Chi ha potuto se ne è andato. Io non riesco a vendere a causa del quotidiano chiasso notturno. Le Istituzioni, nonostante le mille proteste in ogni forma, sono sorde e cieche in quanto intendono “riqualificare” la città proprio attraverso la movida. Questa nuova barbarie dimostra la frantumazione del vincolo sociale, l’incapacità d’ascolto del nostro prossimo, una tragica forma d’insopportabilità del silenzio. Il rumore della parola-urlo assume una centralità che elimina gli spazi della contemplazione e del silenzio: quest’ultimo è così temuto da essere considerato rappresentazione del vuoto, negazione della vita. Il mio è un calvario kafkiano, a dir poco. Dalle finestre guardo  questi “giovani” (ormai ci ostiniamo a chiamare giovani anche i centenari) con licenza di fare tutto ciò che vogliono, senza limiti, con la benevolenza di una classe politica che ha abdicato all’autorevolezza. Forse i politici pensano di depotenziare così l’aggressività e la rabbia di generazioni senza grandi prospettive. Un altro motivo di tanto compiacimento può essere l’eterna infanzia di una classe politica e della società tutta, nell’invidia verso la giovinezza vista come unico valore di riferimento insieme al denaro. Forse anche il “senso di colpa” di chi s’ostina, benché vecchio, a rimanere sulle poltrone di comando dei vari settori della vita pubblica può essere un altro motivo di questo lassismo. Certo è che la mancanza di autorevolezza, unita ai sensi di colpa, può produrre risposte imprevedibili e pericolose da parte dei giovani. Per quanto mi riguarda, i troppi patimenti subiti hanno “smontato” il senso d’appartenenza ad un progetto comune per la città, da me sempre partecipato. Oggi mi sento un’apolide, una persona senza cittadinanza, un niente senza diritti. Ho scritto al Questore di Modena motivando le ragioni per cui smetterò di votare. Tornando a guardare dalle finestre, sebbene sappia che non tutti i giovani sono qui,  non posso fare a meno di pensare se questa sarà la prossima classe dirigente italiana e con quali parole, eventualmente, si rivolgeranno a noi; questo dal momento che non esiste una vera comunicazione senza il contrappunto e il respiro vitale assicurati dalle loro pause, dal loro silenzio. Mi piacerebbe tanto lei potesse dedicare una riflessione sul tema.
Vi  saluto con affetto e cordialità
Liviana Daolio
Modena
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Mi  chiamo Laura Fiori, sono autore di cinema di animazione, attualmente anche docente presso il Centro Sperimentale di Cinematografia - Animazione di Torino. Da anni seguo con passione Uomini e Profeti, sono associata a Torino Spiritualità. Vorrei segnalarvi  il mio ultimo cortometraggio (2010) Anime Semplici: é una storia autobiografica, tratta del rapporto tra formazione religiosa e ricerca spirituale, ma lo racconta attraverso un percorso, una sorta di viaggio fantastico. E' già stato presentato a Milano con un'introduzione di Luisa Muraro, attualmente ha ricevuto il 2° premio della giuria al Fano Film Festival. 
Lo trovate su Internet:
su Vimeo: http://vimeo.com/28769035
oppure sul mio sito: http://laura-fiori.it  
Vi ringrazio per l'attenzione  
Laura Fiori
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Gentile redazione,
ho copiato e ascoltate le trasmissioni su Aldo Capitini che mi sono molto piaciute. Nel 1968 facevo parte del Servizio Civile Internazionale, pacifista (non troppo nonviolento) e per l'obiezione di cosciena .Presidente era Alberto L'Abate un convinto capitiniano. Ho sentito con piacere la voce di Pinna, grazie per il gran lavoro che fate....
Grazie
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Guardandoci intorno, osservando attentamente il bene e, allo stesso modo, il non-bene che in ogni parte del mondo ci circonda, pensiamo che sia veramente arrivato il momento di credere, con coraggio e tenacia che...la Bellezza ci salverà!
Che cosa vuol dire: la bellezza ci salverà? Vuol dire semplicemente che tutto il male presente in questo nostro mondo sotto forma di ingiustizia, guerra, sfruttamento, malvagità, trionfo dell'egoismo...non potrà mai e poi mai avere la meglio su ciò che può essere compreso nel e col termine Bellezza.
Che cos'è allora la Bellezza?!
Se fosse mai possibile semplificare con una risposta, che per noi si fonda su singole, minime esperienze di questi undici anni, diremmo che essa è compresa, ma non esaurita, in tutto ciò che è semplice, indifeso, violabile e...violato. Sì, anche in ciò che a noi risulta come male, c'è bellezza. Non nel male in sé, ma nascosta nella debolezza del soggetto offeso e in quel piccolo, ma immenso spazio di riscatto dell'offensore.
Dicendo: La bellezza…salverà, non vogliamo entrare in tutta quella infinità di riflessioni e commenti che queste stesse parole, nell’Idiota di Dostoevskij, hanno suscitato. Desideriamo che siano semplicemente una constatazione del significato che esse hanno per noi alla luce del nostro essere qui.  
Bellezza sono gli occhi di Mohammed e Lida, quando hanno saputo che sarebbero potuti andare a scuola. Sono due bambini di 8 e 10 anni. Fino allo scorso anno, per le elementari, era sufficiente indossare un grembiulino, quindi con una spesa sopportabile anche per chi ha poco. Da quest'anno è cambiata la richiesta e, senza divisa (giacchetta, golf, camicia, cravatta, pantaloni o gonna), non ti accettano nemmeno nella scuola pubblica. Questo ha escluso ancora più bambini dall’accesso scolastico. Siamo andati a trovarli conoscendo il loro desiderio, irrealizzato, di poter studiare e così, in un sacchetto, avevamo messo tutto l'occorrente che avete letto sopra. Quando la mamma li ha chiamati e ha tirato fuori quel passaporto per la scuola…i loro occhi a mandorla pieni di sorpresa, di gioia, di riso, di lacrime che volevano e non volevano cadere, si sono fusi insieme. In quel momento, quei due bambini erano la Bellezza.
Bellezza è uno scherzo.
Con la speranza e la morte nel cuore, una nostra amica è partita per Ankara per sostenere un colloquio all’Ambasciata canadese per sapere se sarebbe stata accettata come rifugiata in quella nazione. Per un cavillo burocratico era già stata rifiutata dagli Stati Uniti. E’ qui da più di tre anni con due bambini.
"Il giorno stesso del colloquio mi diranno se sono stata accettata" ci ha detto partendo. A sera tardi non aveva chiamato, l’abbiamo fatto noi. La sua voce...dall'oltretomba ci ha risposto: "Sono in treno, sto arrivando, vi chiamo quando scendo". Quando finalmente ha chiamato, le sue prime parole sono state: "Amici, oggi tutto è andato alla rovescia...(panico per noi)...rispetto all'altra intervista" poi un suo silenzio "Siii. Siamo stati accettati!”.
Quella sua voce rotta dall'emozione, gli anni condivisi, le delusioni, le attese, l'affetto, tutto si è trasformato in: Bellezza.
Per noi è anche Bellezza:
- un pasto condiviso in casa di chi non ha altro che quel pasto che ti sta offrendo perché l'ospite è sacro ed è un inviato di Dio che viene a visitarti.
- una donna che ti si avvicina solo per darti un pane che lei ha cotto e tolto, fresco, ma caldo, dal suo forno scavato per terra.
- Hussein che ti viene incontro, le mani sporche, mentre porta via con la carriola la terra di cui era fatta la sua casa che durante la notte è crollata per la pioggia, portandone via una metà. Non ha parole lamentose, ci sorride e ci invita a entrare in ciò che rimane delle sue due stanze. “Sono tranquillo” ci dice in tono sereno “perché la parte caduta non è quella in cui dormivamo con la famiglia…e siamo tutti vivi”.  
La Bellezza è dolce e leggera, non importa avere titoli per riconoscerla, l’importante è…avere il cuore negli occhi.
Quelli di cui vi abbiamo scritto sono solo alcuni piccoli esempi di quella bellezza che…salverà questa umanità, il nostro mondo. Questa bellezza è capace di avvicinarci ai sentimenti più nascosti e di risvegliare ciò che di più bello, di più profondo abbiamo dentro. E’ il nostro ‘tesoro del campo’ del cuore. La ‘dolce’ vita…per gli altri. 
Ogni anno, a giugno, è facile incontrare sulle strade delle montagne intorno a Van, dei piccoli camioncini che trasportano, dalle città più svariate della Turchia, delle cassette. Una volta a destinazione, sempre nelle zone più isolate e quindi non inquinate, le scaricano, le sistemano e le aprono: migliaia di api si alzano in volo. Sono i ‘mielai’, o forse si dovrebbe dire apicoltori. Vivranno in queste zone fino a settembre, momento in cui il loro lavoro, o meglio quello in colaborazione con le api, sarà finito. Soli pochi fra loro hanno la tuta per proteggersi dalle punture. “Ormai” dicono “siamo abituati e non abbiamo più reazioni dannose”. Vivono questi mesi da soli, lavorando molte ore al giorno in zone d’aria pura, dove pochissime persone e auto arrivano.
Il più facile da trovare è il miele ‘millefiori’, anche se non mancano quelli con nomi difficilmente traducibili perché sono erbe e fiori che non si trovano nemmeno nel vocabolario. C’è il miele liquido, quello solido e quello nel favo, con l’intelaiatura di cera. Sono molte le aziende italiane e europee che si rifornscono qui in Turchia.            
Noi li incontriamo spesso nei nostri giri. Ci fermiamo a parlare e così raccontano volentieri della loro vita. Poi, a fine agosto, ci torniamo apposta per comprare il miele, quel miele che, come tengono a precisare, non ha zucchero aggiunto.
Ma per noi, quel contatto umano, lo rende ancora più ‘dolce’. Un po’ di economia e di politica.      
La Turchia sta attraversando un momento di forte crescita economica. Ci interessa cercare di capire, e quello che leggerete di seguito è ciò che risulta dai dati dell’OCSE, del Sole 24 ore, dell’ISTAT, da Euronews Economy.
La Turchia è la 16° economia mondiale con l'aspirazione ad entrare fra le prime dieci nel 2023, anno del centenario della fondazione della Repubblica. Il P.I.L. turco nel primo trimestre  2011 è stato dell’ 11 % , un tasso record mondiale.
A farle concorrenza, solo la Cina. Il P.I.L. dell’Eurozona, per fine anno 2011, dovrebbe attestarsi all’1,6%.
Detto questo, diamo uno sguardo alla situazione turca in generale.
La love story con l’Europa non sappiamo bene come proseguirà. I nostri discorsi ‘di strada’ ci fanno capire quanto sia cambiato, in generale, il sentire delle persone comuni e dei giornali. Mentre qualche anno fa c’era grande entusiasmo al solo pensiero dell’ingresso, adesso appaiono stanchi e irritati di aspettare un qualcosa che viene sempre rimandato. Inoltre cominciano a girare molto frequentemente discorsi così: “L’Europa non ci vuole perché è un ‘club cristiano’”.
Cornice importante a tutto questo è il fermento che l’area del Nord Africa propone al mondo. La Primavera araba, anche se per il momento di una primavera perturbata si tratta, apre anche alla Turchia orizzonti prima impensati verso paesi importanti. Egitto, Tunisia, Libia, Siria, potrebbero diventare interlocutori interessanti per una nuova “realtà aggregativa”. Pochi giorni fa, l’opposizione siriana, costituita da importanti personaggi religiosi e laici, scappata dal proprio paese e riunita qui in Turchia, ha scelto Istanbul per proclamare la creazione di una nuova organizzazione: il Consiglio Nazionale Siriano. In questo quadro, non ci sono solo i paesi della ‘Primavera’, ma anche Marocco e Giordania che guardano con interesse e ammirazione all’esempio politico del Primo Ministro turco. La sua figura è vista come quella di un uomo che ha saputo realizzare una realtà, un esempio di equilibrio politico-religioso molto interessante, sempre difficile in paesi come questi.
Oltre a quelle nazioni, poi, ci sono tutti i paesi ad est, quelli dell’ex Unione Sovietica, ricchissimi in petrolio, gas naturale, minerali, ma poveri in tecnologie e organizzazione. La Turchia potrebbe realisticamente proporsi come punto di riferimento e possibile guida a tutte queste realtà nazionali che navigano a vista, guidate in maniera approssimativa e molto personalizzata a seconda di chi è al potere. Senza dimenticare che in tutte queste nazioni, dove più dove meno, c’è comunque anche una comune base religiosa islamica che non è certo poca cosa per questa area. Non ultima la frattura con Israele che la Turchia sta vivendo, così come i paesi della primavera araba.
Naturalmente questi sono solo pensieri a ruota libera, ma sarà importante per l’Europa tenere questo quadro in seria considerazione.
E dire che talvolta guardando la carta geografica ci sembra di essere…lontani, isolati, mentre forse siamo al centro di un futuro importante. 
Con affetto, il nostro abbraccio.
RobGabCos 
Van, ottobre 2011
                                                                                                  

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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