Radio3

Contenuti della pagina

Intermezzi napoletani del Settecento

slcontent

Il fenomeno degli intermezzi comici, sviluppatosi a Venezia agli inizi del Settecento, vive nel suo trapianto napoletano, avvenuto nel secondo decennio del secolo, il suo momento di massimo fulgore. Prima che l’editto di Carlo III bandisca gli intermezzi dai teatri di Napoli (1742), i più importanti librettisti e compositori si cimentano infatti in questo genere, inframmezzando gli atti delle opere serie con veri e propri gioielli di musica e drammaturgia: storie stereotipate (non di rado desunte da fonti letterarie illustri) rivitalizzate però attraverso un inedito senso del teatro che, non a caso, tanto piacerà alle menti più ‘illuminate’ del secolo. Freschezza, spontaneità, realismo riplasmano l’alternanza di recitativi e arie generando la naturalezza di un’espressività nuova, di una vocalità incentrata sull’emozione attoriale più che sul virtuosismo: il successo europeo, rimasto inalterato nei secoli, della Serva padrona di Pergolesi ne fornisce la prova più luminosa.

Nonostante sia nota l’importanza fondamentale che la breve stagione degli intermezzi comici riveste nello sviluppo dell’opera buffa e, più in generale, nel delinearsi di un teatro moderno liberato delle strettoie prescrittive del ‘bello ideale’, essi sono ancora oggi poco conosciuti, poco studiati e ancor meno eseguiti. Ciò si deve, soprattutto, alla difficoltà di reperirne le fonti: rare sono le edizioni moderne, e le pochissime esistenti sono per lo più state realizzate con scarsa attenzione filologica, dissuadendo così gli interpreti più aggiornati e competenti in materia di repertorio settecentesco. Eppure sono molte le caratteristiche degli intermezzi buffi napoletani tali da renderli, anche al di là del loro peculiare valore storico, artistico e culturale, assai appetibili per il pubblico odierno: all’esiguità dei mezzi produttivi richiesti (piccoli organici strumentali, due soli cantanti a cui si aggiunge a volte un personaggio muto, ridottissime esigenze sceniche) corrisponde la garanzia di una sicura presa, ovvero una verve comica frizzante e senza cedimenti innestata su pagine di musica di altissima qualità.

La nuova collana di edizioni critiche, che nasce da un progetto del Centro Studi Pergolesi dell’Università di Milano, intende offrire un campionario ampio e variegato della produzione napoletana dell’epoca, coniugando la fedeltà alle fonti e il rigore scientifico con le esigenze della moderna prassi esecutiva.

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





Access key

La navigazione di questo sito è agevolata dalle access key, tramite le quali è possibile accedere alle funzioni e ai contenuti principali del sito.

Sono state definite le seguenti access key