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Intervista a Steve Reich

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"È il rappresentante carismatico di un nuovo modo e originale di intendere la musica". Questa la motivazione del premio a Steve Reich, leone d'oro alla carriera per la musica. Reich è considerato uno dei padri del minimalismo e dagli anni sessanta, con il suo ensemble di 18 elementi, suona in tutto il mondo accolto con entusiasmo da un vastissimo pubblico e che tanta influenza ha esercitato sulle giovani generazioni non solo americane. Il suo linguaggio, fibrillante di una pulsazione ritmica di forte impatto emozionale, si è via via arricchito, attraverso uno sperimentalismo colto e raffinato, di istanze provenienti da diverse tradizioni musicali che hanno ispirato composizioni considerate, ormai, ‘classici’ della contemporaneità

Laureato in filosofia alla Cornell University nel 1957, ha studiato composizione con Hall Overton (1959-’60), quindi alla Juilliard School of Music (1958-’61) con William Bergsma e Vincent Persichetti e al Mills College (1963) con Darius Milhaud e Luciano Berio. Nel 1966 fonda il suo ensemble partendo da 3 musicisti: oggi lo Steve Reich and Musicains conta 18 elementi e gira tutto il mondo, dalla Carnegie Hall al Bottom Line Cabaret. Fra i tantissimi premi e le onoreficenze che ha ricevuto ricordiamo: due Grammy Award, il primo nel 1990 per Different Trains e il secondo nel 1999 per Music for 18 Musicians, mentre riceve il Pulitzer per Double Sextet nel 2009.

La sua musica è stata eseguita in tutto il mondo: London Symphony Orchestra diretta da Michael Tilson Thomas, New York Philharmonic diretta da Zubin Mehta, San Francisco Symphony diretta da Michael Tilson Thomas, Ensemble Modern diretto da Bradley Lubman, Ensemble Intercontemporain diretto da David Robertson, London Sinfonietta diretta da Markus Stenz e Martyn Brabbins, Theater of Voices diretto da Paul Hillier, Schoenberg Ensemble diretto da Reinbert de Leeuw, Brooklyn Philharmonic Orchestra diretta da Robert Spano, Saint Louis Symphony diretta da Leonard Slatkin, Los Angeles Philharmonic diretta da Neal Stulberg, BBC Symphony diretta da Peter Eötvös, Boston Symphony Orchestra diretta da Michael Tilson Thomas.

Tantissime le commissioni ricevute negli anni e moltissimi i coreografi che hanno lavorato sulle sue musiche: Anne Teresa de Keersmaeker, Jirí Kylían, Jerome Robbins per il New York City Ballet, Laura Dean (con Impact, per cui Sextet è stato commissionato, guadagnando a coreografo e compositore il Bessie Award nell’86), Alvin Ailey, Lar Lubovitch, Maurice Béjart, Lucinda Childs, Siobhan Davies e Richard Alston.

 

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





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