Radio3

Contenuti della pagina

Senza bocciatura la scuola sarebbe migliore?

slcontent

di Gianna Fragonara

La bocciatura? È utile soltanto in casi rari», perché «quando si entra in una scuola, si entra per uscirne vincitori con il diploma». Parole del ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza, che solleveranno il morale agli studenti alla vigilia del rientro.
Meglio una selezione all'ingresso, con l'orientamento, suggerisce il ministro, e casomai proprio non riuscissero a seguire, «indirizzare gli studenti verso altri percorsi», che «l'estrema soluzione». Questione di motivare i ragazzi ma anche questione di sistema: «L'alto tasso di respinti in Italia è legato alla dispersione scolastica e all'incapacità delle famiglie di seguire al meglio i propri figli — ha detto ieri Carrozza al Mattino —. Insomma è un elemento di disagio del sistema educativo nel suo complesso».
Bocciare o non bocciare, è un'alternativa che torna nel dibattito sull'educazione. E in Italia evoca certi fasti scolastici sessantottini e infastidisce i sostenitori del merito. Ma è diventato negli ultimi anni, da quando sono disponibili i rapporti internazionali dell'Ocse (il prossimo alla fine di quest'anno) un tema europeo. Una questione psico-pedagogica certo, ma anche economica. Era stato nel 2008 il ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa a fornire i dati del costo per il bilancio dello Stato delle bocciature scolastiche: due miliardi e mezzo all'anno, dieci miliardi in quattro anni, ottomila euro per ogni ragazzo che deve ripetere l'anno, secondo l'Ocse.
Da allora di che cosa fare con i «costi» economici e non solo sociali del fallimento scolastico si è molto parlato. In Italia c'è stata la «stretta» sui voti (condotta innanzitutto) imposta dalla riforma Gelmini. In Europa l'ultima proposta in ordine di tempo è tedesca: la coalizione Spd-Verdi in Bassa Sassonia ha in mente l'abolizione delle bocciature nelle scuole del Land. Non sarebbero d'accordo i colleghi bavaresi: lo scorso giugno in una scuola tecnica vicino a Monaco un'intera classe ha conquistato il record negativo della bocciatura collettiva, 27 su 27 ripeteranno l'anno. Il dilemma europeo attraversa tutti i Paesi. In Francia, dove la scuola vive uno dei momenti più turbolenti degli ultimi decenni, dopo lungo dibattito il Parlamento ha approvato in primavera una legge per la riduzione progressiva delle bocciature che diventano «eccezionali». In Finlandia, il migliore sistema scolastico europeo secondo l'Ocse, come in Danimarca, Grecia, Regno Unito, Norvegia, Svezia e Cipro, la promozione è automatica fino ai 16 anni (scuola dell'obbligo) e la bocciatura è prevista solo in casi eccezionali (assenze, gravissime lacune) e concordata con psicologi e genitori. L'aria cambia nel biennio finale dove il sistema diventa ovunque più rigido.
«Il tema non è quello della bocciatura ma delle alternative che la scuola e le famiglie riescono a mettere in campo prima di arrivarci — spiega Andrea Gavosto della Fondazione Agnelli —. La bocciatura sanziona un errore di percorso e dunque bisognerebbe insistere con l'orientamento». A Torino la Fondazione con il Comune ha predisposto un test attitudinale per tutti i ragazzi delle medie pubbliche per aiutare gli insegnanti a dare indicazioni: «Chi segue i risultati ha un tasso di abbandono minimo». Ma poi servirebbero corsi di recupero personalizzati, scuole aperte il pomeriggio... Insomma, «finanziamenti e una riorganizzazione dell'insegnamento».
Certo il rischio che la scomparsa anche solo della minaccia della bocciatura porti un certo lassismo è un dubbio anche per i sostenitori del sistema più «inclusivo». I dati sulla dispersione scolastica contenuti nell'ultimo rapporto del Miur (giugno 2013) sono chiari sul rischio di fallimento del sistema: rispetto alla media europea l'Italia ha una dispersione del 18%, quasi uno studente su cinque, un tasso più alto della media europea. Dunque è venuta l'ora di cambiare, come peraltro consiglia l'Ocse («I Paesi con il maggior numero di bocciati sono anche quelli con il sistema meno efficiente»)?
A riabilitare la bocciatura è invece uno che ha dovuto «incassare il colpo», parole sue, di dover ripetere la quarta ginnasio e poi, venticinque anni dopo, ha vinto il premio Strega, Niccolò Ammaniti: «La bocciatura serve, se riconosciuta dallo studente e dalla famiglia come tale: come un momento per resettarsi, mettersi in discussione e ricominciare. Se invece è contestata, considerata come un problema da superare senza onta, allora no. Anche se fosse ingiusta, serve perché ti mette alla prova con l'ingiustizia di fondo che c'è anche nella vita».

sito del Corriere della Sera

Credits

A cura di Paola De Monte
In redazione:
Maria Chiara Beraneck, Natascia Cerqueti, Marco Pompi, Gianfranco Rossi

Francesca Sforza



Francesca Sforza lavora alla Stampa dal 1999. Ha trascorso quattro anni a Berlino come corrispondente e due anni a Mosca. Nel corso di questo periodo all’estero è stata più volte inviata in Polonia, in Repubblica Ceca, in Slovenia e a più riprese nel Caucaso. Il suo libro “Mosca-Grozny: neanche un bianco su questo treno” (2006, Salerno Editrice) ha vinto il Premio Antonio Russo  e il Premio Maria Grazia Cutuli. Dal 2007 al 2011 ha lavorato a Torino come caporedattore del Servizio Esteri. Attualmente è responsabile dei contenuti digitali della redazione romana per il sito www.lastampa.it

Rassegna stampa
del 1 ottobre

Quello che Putin non dice - Franco Venturini - Corriere della Sera

Ripartiamo dalla maternità - Barbara Stefanelli - Corriere della Sera

"Ma dopo anni si intravede uno spiraglio" - Int. a De Mistura di Massimo Gaggi - Corriere della Sera

"No ai fondamentalisti in nome del Vangelo" - Int. a Walter Kasper di G.Guido Vecchi - Corriere della Sera

Padri naturali - Massimo Gramellini - La Stampa

Alla casa non serve solo meno fisco - Franco Bruni - La Stampa

Burocrazia, un dietrofront tra le vigne - Michele Brambilla - La Stampa

Perché difendo Obama l'indeciso - Thomas L. Friedman - La Repubblica

Libia, l'occidente cambia inviato - Vincenzo Nigro - La Repubblica

Gender, la fabbrica del pregiudizio - Maria Novella De Luca - La Repubblica

Le 2 Chiese divise su divorzio e famiglia - Paolo Rodari - La Repubblica

C'è un problema tra l'Italia e la Francia - Non solo Libia e non solo Siria - Il Foglio

Separati, non abbandonati - Maurizio Crippa - Il Foglio

La forza di vivere - Marina Corradi - Avvenire

Se questa è democrazia - Sotto attacco - Il Fatto Quotidiano 

Giannini: "Partita la caccia, il premier ha slegato i cani" - Int. a Massimo Giannini - Il Fatto Quotidiano

Mare nostro - Stop trivelle - Il Manifesto

"300 mila firme non bastano" - Int. a Pippo Civati di Daniela Preziosi - Il Manifesto



 


La Nuova Ecologia - il mensile di Legambiente di luglio-agosto 2015




Attenuare il rischio climatico rinaturalizzando le città. Adottare stili di vita flessibili per
vivere meglio e sprecare meno. Sorella resilienza. Così possiamo cogliere la sfida del cambiamento e salvaguardare la casa comune dell'umanità. All'interno un'intervista a James Lovelock. 


sito de La nuova ecologia

Riascolta

Riascolta

Access key

La navigazione di questo sito è agevolata dalle access key, tramite le quali è possibile accedere alle funzioni e ai contenuti principali del sito.

Sono state definite le seguenti access key