
Gli ultimi giorni della Fiat
Gli ospiti di oggi:
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Isotta Galloni, giornalista di Apcom a Belgrado, sta andando nella citta’ serba di Kragujevac dove trasferiranno parte della produzione Fiat
Dennis Redmont, gia' direttore di Associated Press Italia, e’ responsabile della comunicazione al Consiglio per le Relazioni Italia e Stati Uniti
Luca Germano, politologo, insegna “Governo locale” all’Universita’ di Trieste, ha scritto Governo e grandi imprese.
Giuseppe Turani , editorialista di Repubblica, ha appena pubblicato per Sperling & Kupfer Gli ultimi giorni della Fiat
Rino Mercurio, operaio Fiom di Mirafiori a Torino
Valerio Castronovo, storico dell’industria e di politica internazionale, ha dedicato molti volumi alla Fiat. Tra i suoi ultimi libri ricordiamo, da poco pubblicato per Laterza, il monumentale Cento anni di imprese. Storia di Confindustria 1910-2010
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VOCI DALLA CITTA'
VOCI DALLA CITTA' (articoli, link, bibliografia e idee di oggi)
Il dumping di Marchionne, Gallino su Repubblica
paese senza politica industriale,
premier: Fiat non agisca a scapito dell’Italia, dal Corriere
Marchionne: A noi interessa solo vendere auto, dal Corriere
Sciopero a Mirafiori: Non cediamo a ricatti, da Repubblica
Landini (Fiom): Fabbrica Italia cosi’ non e’ credibile, intervista di Gianola sull’Unita’
sguardo all’estero e la Fabbrica Italia, Mucchetti sul Corriere
Svolta Fiat, torna in utile e separa l’auto
Fiat vara lo scorporo ma arriva il quinto licenziato
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SUONI DALLA CITTA’ (il brano di oggi)
Why?, By Torpedo Or Crohn's
Credits
A CURA DI Cristiana Castellotti
IN REDAZIONE Rosa Polacco, Cristina Faloci
IN REGIA Piero Pugliese
LE VIGNETTE DI UBER
GUARDA LE ALTRE VIGNETTE DI UBER
non saranno troppe, umilianti e destabilizzanti le garanzie che

COSE DA IMPARARE
nevicata eccezionale
non voglio entrare nelle polemiche in corso ma soltanto dare un consiglio tratto dalla mia esperienza. Abito una casa isolata in campagna nel Piemonte ed allora: ho sempre una scorta di acqua potabile e di alimentari (anche scatolette) per una settimana ho sempre anche una scorta dei medicinali salvavita che uso. Quando in inverno ho occasione di fare viaggi in automobile porto con me un paio di coperte, acqua minerale, alcuni viveri di conforto Così certamente non risolvo tutti i problemi di un evento eccezionale ma almeno attutisco il primo impatto negativo dell'evento. Domanda: perché i diversi mezzi di comunicazione non pubblicizzano un comportamento di questo tipo che, se non vado errato, è obbligatorio in Svizzera (almeno nella parte scorte domestiche)??
Norberto Tarsia
FUORI CITTA'
Carissimi, sono una signora torinese, faccio da qualche mese la volontaria nel carcere Lorusso Cutugno, affollatissimo ma gestito decentemente, compatibilmente con la sovrappopolazione davvero pesante da sopportare per tutti, polizia penitenziaria inclusa. Anche io - come la direttrice di Ristretti orizzonti - sono assai poco tenera, soprattutto con i detenuti. Parlo con loro, con i detenuti comuni, i poveracci, o i piccoli spacciatori, o i piccoli truffatori o ladri, li ascolto, li faccio ragionare "dalla parte di quelli che stanno fuori". Ci sono persone "incallite" e irredimibili ma non avete idea di quante persone vogliono fare e fare meglio, uscire per cambiare e ricominciare, quanti chiedono lavoro all'interno della struttura oppure studio, soprattutto i giovani, ma spesso la lentezza delle sentenze impedisce di applicare quel poco che c'e': scuola, attività, lavoro interno, alle quali solo i detenuti definitivi possono accedere, mentre in attesa di sentenza si sta mesi mesi mesi... Gli educatori del carcere sono attenti, ragionevi, addirittura compassionevoli nei casi piu' difficili, mageppi montanara torino
STORIE DALLA CITTA'
INDIGNAMOCI!
CITTA' APERTA
Io sono un europeista della prima ora. Ma l'Europa che sognavo io è ben lontana dal comitato d'affari attuale, i cui fondamenti ideologici e decisioni passano sempre sopra la testa dei cittadini.
La 'troika' che adesso si comporta come un usuraio da strada sapeva benissimo da tempo quali erano i rischi di alimentare debiti pubblici come quello greco e non solo.
Il sospetto di 'secondi fini' è legittimo.
E legittima è la rabbia della gente comune che si vede rapinare non solo il futuro, ma a questo punto anche il presente.
Un'Europa così non mi interessa.
Diego Romano
BANDIERE IN CITTA'
la bandiera che ho esposto è di mio padre, che la issava sul pennone di casa per la festa della Liberazione, il 4 novembre, il 2 giugno e durante i giorni delle 5 giornate di Milano. Lui era cattolico, democristiano e antifascista e mi passato un'idea di continuità tra questi momenti che la bandiera unisce. Non capivo quando ero piccola, ho idee diverse delle sue, ma questo mi ha trasmesso e così credo che oggi avrebbe voluto riconoscere questa festa e che avremmo condiviso il desiderio di un'Italia rinnovata. La mia bandiera è grandissima, di lana, ha dei buchi e un nastrino dorato, la pioggia la fa odorare di coperta umida ed è in buona compagnia tra altre 5 bandiere che vedo dalla mia finestra. Un saluto affettuoso, grazie per il vostro lavoro
marina merlini
CITTA' APERTA
Caro Zanchini, due considerazioni: 1) è da troppo tempo che non eravamo più governati da non-politici. Quindi non eravamo più abituati a sentir parlare chiaro. I politici dicevano solo quello che la gente voleva sentirsi dire, e il paese andava a rotoli. Quelli che ci governano ora fanno rilasciano spesso ciò che i giornalisti chiamano "battute infelici" solo perché sono abituati a dire quello che pensano, e non a nasconderlo. 2) alla Camera e al Senato ci sono ancora i parlamentari che abbiamo eletto alle ultime elezioni: cioè un governo di destra. Perché ci si aspetta da loro che facciano cose di sinistra? Tipo proteggere gli interessi dei lavoratori? Se gli italiani volevano questo, non potevano eleggere un governo di sinistra? Grazie, e continuate così, vostra affezionata,
Scilla Sonnino

