Radio3

Contenuti della pagina

Moretto, Savoldo, Romanino, Ceruti – Cento Capolavori delle collezioni bresciane

slcontent

Fino al primo giugno Palazzo Martinengo a Brescia ospita la grande mostra Moretto, Savoldo, Romanino, Ceruti. 100 capolavori dalle collezioni private bresciane, un'opportunità di entrare in contatto con il mondo segreto e inaccessibile delle dimore bresciane, scrigni di tesori d'arte di inestimabile valore, compiendo un viaggio emozionante dal Rinascimento al Manierismo, dal Barocco al Rococò.



Brescia è stata - e lo è ancora oggi - patria di un colto e raffinato collezionismo, silenzioso e riservato, che può essere suddiviso in due distinte categorie: quello di estrazione nobiliare e quello frutto dell’intuito e della passione per l’arte di grandi industriali, stimati professionisti e notabili che, quadro dopo quadro, hanno formato collezioni in alcuni casi uniche nel loro genere per varietà e qualità.
Nella scelta dei dipinti, l’attenzione si è focalizzata sui maestri che hanno rappresentato la gloria della scuola pittorica bresciana dal ‘400 al ‘700: da Foppa al Moretto, da Savoldo al Romanino, da Faustino Bocchi a Pietro Bellotti, da Andrea Celesti, ad Antonio Cifrondi, a Giacomo Ceruti, di cui verranno esposte per la prima volta opere inedite, affiancate ad altre già note alla critica tra cui alcune tele del famoso “ciclo di Padernello”.

La mostra, che presenta in anteprima i più significativi ritrovamenti compiuti negli ultimi anni di ricerche che, in taluni casi, hanno consentito di riportare alla luce capolavori di cui si erano perse le tracce, consente anche di effettuare un viaggio attraverso secoli di storia dell’arte e di apprezzare le varie iconografie affrontate con estro e originalità dagli artisti, di istituire in città e in provincia dei percorsi monotematici. Tra il XV e il XVI secolo si è vissuta in Italia una straordinaria stagione artistica; protagonisti di questo momento furono tre soggetti - gli artisti, i committenti e i collezionisti - legati tra di loro dal comune denominatore del “gusto per il bello”. Da un lato, gli artisti, con estro creativo e perizia tecnica, diedero alla luce opere che ancor oggi sanno emozionare chi le ammira; dall’altro, i committenti, appartenenti alle gerarchie ecclesiastiche, alla nobiltà o alle classi medie arricchitesi col fiorire dei commerci, investirono parte dei loro capitali commissionando dipinti, sculture e arredi destinati ad abbellire chiese e palazzi, ville e castelli; infine i collezionisti, raffinati esteti dotati di una particolare sensibilità per il bello, costituirono durante la loro vita dei veri e propri “musei privati” che talvolta, spinti da un nobile intento educativo e da un forte senso civico, donarono alla propria città

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





Access key

La navigazione di questo sito è agevolata dalle access key, tramite le quali è possibile accedere alle funzioni e ai contenuti principali del sito.

Sono state definite le seguenti access key