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Lucio Fontana al Musée d'Art Moderne de La Ville de Paris

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Al Mammusée d’Art moderne de la ville de Paris una retrospettiva dedicata a uno dei più importanti artisti della seconda metà del Novecento:Lucio Fontana.

Moderno «fino al midollo», come lo ha definito la critica, l’artista argentino è di nuovo in mostra nella capitale francese dopo venticinque anni dall’ultima esposizione al centre Pompidou. Il percorso espositivo rappresenta un viaggio nella carriera artistica di Fontana: dalle prime sculture risalenti agli anni Venti, fino ai più concettuali Tagli e Buchi, ma non solo. Disegni, tele figurative, ceramiche policrome e le prime opere che aprono allo Spazialismo, sono tutte quante esposte.

Pioniere dell’astrazione italiana degli anni Trenta, Fontana anticipa per primo l’arte informale con le sue sculture prima di fondare il movimento Spaziale nel 1947. Un’arte tridimensionale sempre in bilico tra astratto e figurativo, metafisico e matericità, utopia e kitsch, tecnologia e materie informi. E se qualcuno davanti a un buco su una tela azzarda uno spavaldo: «Lo potevo fare anch’io», è d’obbligo rispondere che il gesto di Fontana, fisico e veloce ma straordinariamente meditato, racchiude una quantità infinita di significati interni. Un gesto di ribellione che apre un altro mondo di pensiero dal retro della tela: «Il buco è l’inizio di una scultura nello spazio. I miei non sono quadri, sono concetti d’arte».

In coda, Elena Del Drago ha intervistato Jean-Hubert Martin, curatore della mostra Monumenta, al Grand Palais dove son tornati Ilya e Emilya Kabakov, che per l'occasione hanno creato L'étrange cité, una città utopica interamente bianca di mille e 500 metri quadrati, con tanto di muraglia lunga 300 metri e di 5,50 metri di altezza. Al suo interno troviamo cappelle, musei e sale che accolgono progetti con tanto di modellini e disegni, il tutto introdotto dalle rovine di un'imponente porta monumentale, che delinea l'asse principale dell'installazione, e una cupola di 24 tonnellate che poggiata a terra funge da strumento musicale in linea con l'idea d'arte totale delle avanguardie artistiche del XXesimo secolo

 

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





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