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Precari - La storia di Iva

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Gentile Redazione,
Siamo un gruppo di giovani professionisti architetti e ingegneri, che hanno creato un blog www.ivaseipartita.blogspot.com per denunciare una forma di precariato invisibile; quella del finto lavoratore autonomo.
La normalità per un giovane che esce dall'università, dopo stage e praticantati (nel migliore dei casi retribuiti con rimborso spese)
è quella di lavorare con contratti a progetto per qualche anno, dopo i quali viene chiesto di aprire la partita iva, pur svolgendo un lavoro con orari fissi, luogo di lavoro fisso e in totale subordinazione al committente.
Crediamo che sia fondamentale iniziare a parlare di quali sono le reali condizioni lavorative dei giovani ( e non
solo), quale è il cammino che si sta tracciando per la nostra professione, perchè non ci può essere buona architettura se chi opera in questo settore non ha diritti.
All'interno del blog è presente un questionario, attraverso il quale vogliamo arrivare a quantificare e definire un fenomeno che le statistiche ad oggi sembrano ignorare.

 
In allegato "la storia di Iva" il blog
Grazie e un saluto,
Paola Ricciardi e Laura Calderoni

 

La storia di Iva

Iva sei partita è un blog che nasce a marzo 2011, grazie a un gruppo di architetti e ingegneri che cominciano a chiedersi: ma

è normale vivere in un paese in cui per lavorare devi essere disposto a non avere nessuna garanzia, dove la passione e l’impegno profuso non vengono riconosciuti, dove è difficile pagarsi l’affitto, dove non è possibile pensare di acquistare una casa senza l’aiuto dei genitori, dove i figli vanno programmati come se fossero androidi, e tutto ciò senza sapere cosa succederà dopo?

E poi hanno cominciato a pensare: ecco, non è normale. Non è normale

che noi architetti e ingegneri lavoriamo con contratti "fasulli" o come finti lavoratori autonomi. Non è normale la mancanza di possibilità di costruire un nostro futuro, non è normale che la flessibilità lavorativa sia divenuta una precarietà strutturale.

Non è normale che noi per primi ce ne disinteressiamo, facendo finta che non toccherà a noi, perché noi siamo più bravi, più furbi, interessati ad altro, e che se ci tocca "comunque non c’è soluzione, le cose in questo paese vanno così".

Per questi motivi è normale che sia nata IVA.

Iva sei partita è un blog che vuole ricostruire i pezzi di una storia troppe volte ascoltata :

Vuoi lavorare? Bene, apriti la partita iva. Però hai una sede di lavoro fissa, un impegno a tempo pieno secondo orari decisi dal tuo datore di lavoro, non maturi ferie, non hai diritto a straordinari e malattia, devi portare avanti la gestione fiscale da solo, non hai diritto ad ammortizzatori sociali se perdi il lavoro e non costruisci nessuna autonomia professionale.

La beffa è che guadagni così poco che rischi di venire scambiato per un evasore.

Iva è il nostro modo ironico ma determinato di portare all’attenzione pubblica un problema di cui in Italia si parla ancora poco, ma che è ormai molto diffuso: quello del finto lavoro autonomo. Non solo: vogliamo capirne le problematiche e le criticità per cominciare a rimettere insieme un panorama di cui si intravedono solo i contorni, e proporre soluzioni.

Cosa fa Iva?

Viaggia per comprendere cosa succede fuori dal nostro paese, quali sono le dinamiche in corso, quali direzioni prendono i governi, i sindacati, gli architetti e gli ingegneri che vivono all’estero, e tracciare un modello di riferimento possibile per l’Italia.

Analizza la situazione attuale, attraverso la predisposizione di un questionario pubblicato sul sito, per quantificare un fenomeno "invisibile".

Studia il percorso normativo che ci ha portato fin qui, per acquisire consapevolezza sui propri diritti contrattuali e farli valere.

Raccoglie testimonianze, documenti e segnalazioni

 

Credits

A cura di Loredana Rotundo
Regia di Diego Marras

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Per tutto il mese di giugno, dal cassonetto all’inceneritore, dalla discarica al compostaggio e al riciclo, le storie dei nostri scarti quotidiani intorno a cui ruotano le preoccupazioni ma anche l'impegno di chimici, educatori ambientali, naturalisti e semplici cittadini organizzati in difesa del territorio....E qualche incursione nei mondi
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