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Lettere dal 16 al 22 ottobre 2010

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Scusate se la domanda sembra tagliata con l'accetta :  se tra le qualità che riconosciamo all'eterno vi sono la onnipotenza l'onniscienza  e all'inizio c'era il caos, da dove viene il male?
Saluti Dimitri De Toffol
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Quando ne ho la possibilità ascolto con piacere la vostra trasmissione.
Durante la puntata del 16/10 avete trasmesso una bellissima canzone, presentandola come "sefardita". Dubito pero' che molti degli ascoltatori abbiano capito che "sefardita" significhi ebreo spagnolo.
Al momento dell'espulsione degli ebrei dalla Spagna, dove vivevano da cittadini iberici dal tempo dell'impero romano, una parte consistente di loro decise di rimanervi convertendosi al cristianesimo.
Quelli che se ne sono andati hanno portato con loro la lingua e la cultura spagnola.
Molte famiglie si sono divise, molti amori si sono frantumati.
E' proprio di questo che parlava la canzone trasmessa ieri.
A risentirvi  nelle prossime puntate.
Grazie.
Adina Angel
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Vi ascolto da sempre pur essendo sostanzialmente un agnostico, ma molto interessato alle religioni. Capisco la necessita' di leggere la Bibbia, come tutti i testi antichi, con canoni non letterali. Bianchi in questo e' maestro  e le sue conversazioni sono sempre fascinosissime.  Ma perché i comandamenti sarebbero solo parole? Chiamiamole piuttosto regole, sostantivo che esprime insieme il comando (che mi pare difficile sottrarre alle parole di Dio) e la libertà di rispettarle o di violarle, assumendosene la responsabilita e accettando le sanzioni che pure la Bibbia menziona chiaramente. E' l'essenza del diritto e della legge che i comandamenti, contenenti regole fondamentali di tutte le civiltà , esprimono perfettamente. 
Credo che  le letture non autoritarie della legge siano una reazione recente agli eccessi autoritari dello Stato e della Chiesa ma non  mi sembrano adeguate per spiegare il rapporto uomini-Dio dell'Antico Testamento. Tanto più se raffrontate alla rivoluzione della parola e dell'azione di Cristo.
Molto cordialmente
Vittorio Domenichelli
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Gentile Gabriella,
per me (sicuramente anche per i radioascoltatori ) è sempre un motivo di approfondimento e di riflessione il tuo programma. Quando ascolto te e i tuoi ospiti (eccezionali !) la mia mente, mentre ascolta, si mette a rincorrere e a collegare pensieri e a volte riesco a dare risposte a domande che mi ponevo ma che non riuscivo da me a dare spiegazioni. Siete un grande...dono, tutti voi.
Grazie ancora
Con affetto
Riccardo da Assisi 
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Siamo un gruppo di fedeli ascoltatori di "Uomini e Profeti". Abbiamo una domanda, forse banale,ma che solleva tra di noi molte discussioni.
Quali sono le ragioni storiche, politiche e religiose per cui gli Ebrei non hanno riconosciuto, e tuttora non riconoscono, Gesù come loro Messia?
Grazie mille
Valerio Jalongo
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Cara Gabriella e redazione di Uomini e profeti. cerco di leggere il testo  seguendo la lettura della Bibbia che state facendo. Oggi rileggendo il cap. 17 di Esodo mi sembra che Enzo Bianchi abbia sorvolato sul problema della guerra in cui Dio sta al fianco del popolo e in cui il nemico viene passato a fil di spada. Questo tema della guerra giusta quante volte poi è stato utilizzato per giustificare l'uccisione del nemico?
Mi piacerebbe che magari in qualche altra occasione si ritornasse questo argomento.
Grazie per tutto quello che ci date
Bruna Gambardella
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Ottima l'idea di pubblicare il podcast di puntate storiche di Uomini e Profeti. Sarebbe interessante pubblicare anche le puntate più interessanti, non strettamente legate a quelle in onda in contemporanea su Radiotre (ne ricordo una interessantissima sui Pirké Avot). Il non plus ultra sarebbe averle tutte a disposizione, ma immagino sia un po' difficile la realizzazione.
Saluti.
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Sono alcuni anni che vi ascolto (e riascolto), ma è come se fossero una decina, infatti le puntate, grosso modo dal 2000, sono abbastanza disponibili su internet. Volevo ringraziarvi per il vostro lavoro, sono anche molto contento che da lunedì ci saranno nuove-vecchie puntate da riascoltare (diverse da quelle reperibili su internet presumo), sulla Bibbia penso... mi piacerebbe anche su altro per la verità... Il ciclo sulla Bibbia per me è interessante, ma allo stesso tempo pesante, in particolare questa fase sull'inizio dell'Antico Testamento, così lontana, così incomprensibile per la nostra sensibilità... i relatori sono bravi ad interpretarla, renderla commestibile per i nostri palati e compatibile con la nostra emotività moderna, ma resta pur sempre qualcosa di distante.
Grazie ancora
Claudio Poletto - Fara Vicentino
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Vi ringrazio per la possibilità di scaricare e riascoltare in podcast le vecchie puntate; sono davvero molto belle e preziose. Spero di poterne trovare altre.
Davvero uno splendido regalo dai 60 anni di radio 3 !!! Buon lavoro e cordiali saluti,
Antonella
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Cara redazione di Uomini e Profeti,
voglio soltanto dirvi il mio grazie per aver inserito trasmissioni degli anni passati da poter scaricare in podcast. L'ho apprezzato molto e sarei contenta se la cosa continuasse perchè è un valido supporto per chi vuole approfondire certe tematiche.
Vi auguro un buon lavoro,
Paola Mastrocicco
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Buongiorno,
ho ascoltato alcune puntate di Leggere la Bibbia a Uomini e Profeti e sono rimasta colpita dalla bellezza di questa trasmissione e dalla sua alta qualita'. Quindi, innanzi tutto, tengo a ringraziare gli organizzatori per l'impegno e per la preparazione di una programma cosi' interessante e profondo.
Vorrei gentilmente chiedere un consiglio su una lettura che mi piacerebbe fare ma di cui non so scegliere un titolo. Cerco un libro che proponga passi scelti della Bibbia, la sua storia, le interpretazioni e commenti storici, filosofici su alcuni testi. Non so se un tale libro esiste, ma chiedo a voi se conoscete qualcosa che possa soddisfare questi requisiti.
Ho visto sul sito web di Leggere la Bibbia che per ogni puntata ci sono delle letture scelte, ma vorrei domandarvi un consiglio in materia, siccome, viste le mie scarse conoscenze a proposito, la scelta e' difficile.
Vi ringrazio anticipatamente per la cortese attenzione e  per proporre un programma di cosi' alto interesse e eccellente livello.
Cordiali saluti,
Paola Argentin
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Gentile redazione,
seguo sempre con grande interesse le trasmissioni di " Uomini e Profeti ", pur se mi fanno sorgere mille perplessità e altrettanti interrogativi.
Da ragazzo ho letto più volte " La Bibbia del bambino " ( finita di stampare il 5 Settembre 1937 - XV nello Stabilimento Tipografico Adriano Salani - Firenze ) perchè lo consideravo nella mia ingenuità un libro di racconti avventurosi, che ancora conservo. E Le confesso che anche ora, pur con la dotta spiegazione di Padre Bianchi, mi appare qualche cosa di fantasioso.Il dubbio che mi è sorto ora è quello di come far conciliare l'insegnamento del Vecchio Testamento con quello del Nuovo. Nel primo si parla quasi sempre di guerre, di punizioni, di nemici passati a fil di spada, come riportato nella 1° Lettura   di domenica.  Nel secondo c'è solo amore : " Amatevi gli uni e gli altri come io ho amato voi ", " Ama il prossimo tuo come te stesso ", Chi è senza peccato scagli la prima pietra ", Perdona loro perchè non sanno quello che fanno " e così recitando.
Perchè il Figlio parla in modo così diverso dal Padre ? Giovanni Paolo II disse che gli Ebrei erano i nostri fratelli maggiori, ma come è possibile se gli insegnamenti che si traggono dalla lettura della Bibbia e del Vangelo sembrano così distanti, almeno così pare ad una persona di scarsa cultura nel merito quale io sono.
Dio ha fatto tanto per Israele, ma poi ha lasciato che non riconoscesse il Suo Figlio. Perchè ? Non è più il Popolo Eletto ?
Forse Padre Bianchi può essere di ausilio.
Vi ringrazio per l'ascolto e porgo i miei ossequi.
Enzo Giusti
 
P.S. = Così come  avete fatto con Moby Dick non potrebbe ripeterlo con "  I fratelli Karamazov " ?
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Alla cortese attenzione di Enzo Bianchi

Caro padre,
mi permeto il "caro" perchè la conosco da tanti anni (attraverso i suoi libri e la radio)  e mi sono sempre trovata in sintonia con le sue parole. Anzi, la ringrazio perché sempre mi fanno pensare. A questo proposito, parlando con Gabriella Caramore, avete detto una cosa che mi ha turbato molto. E' tutta la settimana che la rimugino e ho pensato che la cosa migliore sia chiederle una spiegazione.
Parlando di Dio nella storia ( un argomento che mi ha sempre appassionato) avete detto, e mi sembrava che concordaste, che la presenza di Dio nella storia (certo non nella Grande Storia ma nella storia di ogni uomo) si manifesti solo al momento della nascita e della morte. Io ho una fede semplice e purtroppo anche piuttosto "ondivaga" ma quello a cui mi aggrappo sempre è il "chiedete e vi sarà dato", il "non temere piccolo gregge", il "la fame dei poveri tu l'ascolti, Signore"....Certo non mi aspetto di essere sfamata ma di essere sostenuta nella fede, nel coraggio, nella capacità di amare, di perdonare... Se Dio è presente nella mia storia solo alla nascita e nel momento misterioso della morte mi sento terribilmente abbandonata nella vita di tutti i giorni e  dovrei ritenere il momento della preghiera del tutto inutile.
Forse ho capito male o  mi è sfuggito qualche passaggio. O forse è davvero così? C'è qualche libro non troppo difficile che ne parla?
                      Aspetto una risposta, se ha tempo, e in ogni caso grazie per tutto quello che mi ha dato.
Alberto e Maria Pia Guerrieri
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Gentile G.Caramore nel corso della sua trasmissione parlando della ricorrenza del movimento riformista protestante di Lutero, lei lo ha definito come il "Cristianesimo moderno". Come si può spiegare questa aggettivazione , come un aggiornamento di un Cristianesimo antico ? Il Cristianesimo ne aveva bisogno e perchè ? In attesa di una sua gentile risposta la saluto cordialmente. 
Umberto Bozino
            

 

 

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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