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Il sogno della pace

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È una storia di accordi rimasti sulla carta e di speranze deluse: diciassette anni di tentativi, dagli accordi di Oslo, a quello di Wye Plantation, per poi riprovarci a Camp David e approdare infine alla Road Map. Una storia di fallimenti alla quale il presidente Usa Barack Obama vorrebbe porre fine, con un piano di pace cui si attribuisce l’obiettivo di un accordo definitivo sui "due Stati" entro un tempo definito e di una parallela normalizzazione dei rapporti fra Israele e l’insieme dei Paesi arabi. L'appuntamento è dunque per il 2 settembre a Washington: sul tappeto, la questione delle frontiere tra i due paesi, Gerusalemme, i profughi, gli insediamenti israeliani in terra palestinese. Israele accetta l’invito americano e per parte sua, l’Autorità nazionale palestinese ha incassato l’ok dell’Olp alla ripresa delle trattative, ma a una condizione: che cessi l’occupazione israeliana in terra palestinese. Si può finalmente intravedere una soluzione alla questione israelo-palestinese? Emanuele Giordana ne parla con Eric Salerno, corrispondente de Il Messaggero da Gerusalemme, nostro ospite in studio.

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E ancora: a Copiapò, 800 chilometri a nord di Santiago del Cile, è avvenuto un miracolo: i trentatrè minatori sono vivi. A diciotto giorni dalla frana che ha ostruito il tunnel scavato nella miniera e quindi la riemersione degli operai, è l'ora del miracolo: una sonda ha raggiunto il rifugio dove i minatori hanno trovato riparo e uno di loro ha inviato un messaggio di risposta, proprio quando il governo di Sebastian Piñera non ci sperava più. Una escavatrice in arrivo dall'Australia dovrebbe perforare la montagna per 700 metri, ma tirare fuori gli operai dal cuore della miniera non sarà facile: gli esperti parlano di 3-4 mesi. Mentre in superficie si festeggia, ci si chiede come riusciranno a sopravvivere i superstiti per tutto quel tempo? Lo chiediamo a Fabio Bozzato, corrispondente di Lettera22 da Santiago del Cile.

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Infine: Sakineh Mohammadi Ashtiani, 43 anni, madre di due figli, da 4 anni è detenuta nel braccio della morte nel carcere di Tabriz, nord-ovest dell'Iran. È stata condannata nel maggio 2006 per aver avuto una "relazione illecita" con due uomini ed è stata sottoposta a 99 frustate, come disposto dalla sentenza. Successivamente è stata condannata alla lapidazione per "adulterio durante il matrimonio", accusa che lei ha negato e che le sarebbe stata estorta con la tortura. Nelle ultime settimane, in molti si sono associati agli appelli per salvarle la vita. Ne parliamo con Riccardo Noury, portavoce Amnesty International Italia.

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Il brano musicale di oggi: Spanish lady, eseguito da Donal Lunny e Maighread Ni Dhomhnaill.

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Anche Radio3 partecipa alla mobilitazione per salvare la vita a Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana condannata alla lapidazione per adulterio e per complcità nell'omicidio del marito. Radio3mondo vuole dare voce alla protesta. Dunque, mandate le vostre mail a mondo3@rai.it o mandate un sms durante la diretta al 335 56 34 296. Noi faremo avere i vostri messaggi all’ambasciatore dell’Iran, al quale chiediamo una risposta ufficiale.

 

 

Credits

A CURA DI Cristiana Castellotti

CONDUTTORI Anna Maria Giordano, Marina Lalovic, Anna Mazzone, Azzurra Meringolo, Dario Fabbri, Luigi Spinola, Roberto Zichittella
REGIA
Costanza Confessore
REDAZIONE
Anna Maria Giordano, Marina Lalovic

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Potete inviare i vostri messaggi dalle 11.00 alle 11.30, al numero 335 563 42 96

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