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La questione farmaci generici

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Finalmente stamani e' stato fatto un intervento sulla riforma sui farmaci varata a ferragosto (l'ultimo ascoltatore che ha chiamato). Spero che qualche giornalista si faccia carico di dare informazione in merito perche' il sistema sanitario italiano e' a detta di tutti tra i migliori al mondo, e non e' assolutamente accettabile stare con le mani in mano a guardarlo ridurre in questi termini. Come l'ascoltatore diceva, lo Stato non risparmia nulla da questa manovra sui generici, ma crea un danno enorme ai cittadini e all'economia. Infatti il nostro Paese non e' più di nessun interesse per le multinazionali del farmaco che stanno togliendo tutti gli stabilimenti e licenziano cittadini italiani che lavoravano per esse, quindi anche in questo caso posti di lavoro persi. E poi aumentare la prescrizione di generici, avvicinandoci ai trend degli altri Paesi, ci penalizza a livello di qualita' di terapie che negli altri Paesi ci invidiano. Quest'inverno verranno segnati montagne di antibiotici generici, che se non sono stati prodotti in stabilimenti più che adeguati, creeranno recidive e resistenze. L'assurdo e' che il medico di base e' obbligato a prescrivere il generico, e ha la responsabilita' medico legale di quello che poi il farmacista da' al paziente. I farmacisti ovviamente hanno i loro tornaconti con alcune ditte di generico piuttosto che altre! Il problema va inserito in tutta una serie di riforme oscene che sono state fatte in questi ultimi anni che, solo per fare un esempio, hanno assegnato un budget a ogni medico di base, premiandolo se riesce a non sforarlo. Cioe' se segna farmaci a basso costo e quante meno possibili richieste di analisi! Per non parlare poi dei premi economici che percepiscono i dirigenti delle Asl quando riescono a far risparmiare tutto il territorio. Cioe' se in una zona i medici fanno spendere poco al sistema sanitario, hanno loro un ritorno economico e non certo un ritorno in investimenti sul territorio a beneficio dei pazienti! Adesso stiamo tutti a guardare che destrutturino la medicina di base mettendo degli ambulatori aperti 24 ore su 24 tutta la settimana. Ma il rapporto di fiducia che il paziente ha con il medico che si e' scelto finira', perche' facendo i turni i medici, il paziente trovera' chi capita. Per i bambini peggio ancora perche' potrebbero trovare un medico neppure pediatra. Il risultato di tutte queste misure e' che la figura del medico di famiglia verra' enormemente sminuita, standardizzando le terapie e togliendo tutto quello che ha reso la capacita' di curare italiana a cosi' alto livello. Possibile che tutti questi argomenti non interessino a nessun giornale o giornalista? Saluti  Ilaria--

Credits

A cura di Paola De Monte
In redazione:
Maria Chiara Beraneck, Natascia Cerqueti, Marco Pompi, Gianfranco Rossi

Francesca Sforza



Francesca Sforza lavora alla Stampa dal 1999. Ha trascorso quattro anni a Berlino come corrispondente e due anni a Mosca. Nel corso di questo periodo all’estero è stata più volte inviata in Polonia, in Repubblica Ceca, in Slovenia e a più riprese nel Caucaso. Il suo libro “Mosca-Grozny: neanche un bianco su questo treno” (2006, Salerno Editrice) ha vinto il Premio Antonio Russo  e il Premio Maria Grazia Cutuli. Dal 2007 al 2011 ha lavorato a Torino come caporedattore del Servizio Esteri. Attualmente è responsabile dei contenuti digitali della redazione romana per il sito www.lastampa.it

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del 1 ottobre

Quello che Putin non dice - Franco Venturini - Corriere della Sera

Ripartiamo dalla maternità - Barbara Stefanelli - Corriere della Sera

"Ma dopo anni si intravede uno spiraglio" - Int. a De Mistura di Massimo Gaggi - Corriere della Sera

"No ai fondamentalisti in nome del Vangelo" - Int. a Walter Kasper di G.Guido Vecchi - Corriere della Sera

Padri naturali - Massimo Gramellini - La Stampa

Alla casa non serve solo meno fisco - Franco Bruni - La Stampa

Burocrazia, un dietrofront tra le vigne - Michele Brambilla - La Stampa

Perché difendo Obama l'indeciso - Thomas L. Friedman - La Repubblica

Libia, l'occidente cambia inviato - Vincenzo Nigro - La Repubblica

Gender, la fabbrica del pregiudizio - Maria Novella De Luca - La Repubblica

Le 2 Chiese divise su divorzio e famiglia - Paolo Rodari - La Repubblica

C'è un problema tra l'Italia e la Francia - Non solo Libia e non solo Siria - Il Foglio

Separati, non abbandonati - Maurizio Crippa - Il Foglio

La forza di vivere - Marina Corradi - Avvenire

Se questa è democrazia - Sotto attacco - Il Fatto Quotidiano 

Giannini: "Partita la caccia, il premier ha slegato i cani" - Int. a Massimo Giannini - Il Fatto Quotidiano

Mare nostro - Stop trivelle - Il Manifesto

"300 mila firme non bastano" - Int. a Pippo Civati di Daniela Preziosi - Il Manifesto



 


La Nuova Ecologia - il mensile di Legambiente di luglio-agosto 2015




Attenuare il rischio climatico rinaturalizzando le città. Adottare stili di vita flessibili per
vivere meglio e sprecare meno. Sorella resilienza. Così possiamo cogliere la sfida del cambiamento e salvaguardare la casa comune dell'umanità. All'interno un'intervista a James Lovelock. 


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