Radio3

Contenuti della pagina

Intervista a Peter Eötvos

slcontent

Eötvös, Peter – direttore d’orchestra e senz’altro uno dei maggiori compositori ungheresi viventi La sua musica è contraddistinta da una grande teatralità (frutto dell’esperienza maturata in età giovanile scrivendo musica per il teatro di prosa e per il cinema) e dalla sperimentazione sulla spazialità del suono attraverso l’impiego dell’elettronica e dell’amplificazione.
A quattordici anni fu amesso da Zoltán Kodály all’Accademia di musica di Budapest, dove si diplomò in composizione. Si trasferì quindi in Germania per iscriversi alla Hochschule für Musik di Colonia, dove studiò composizione con Bernd Alois Zimmermann e direzione d’orchestra. La scelta di questa sede gli permise di avere accesso allo studio di musica elettronica del Westdeutscher Rundfunk, all’epoca uno dei centri più avanzati in Europa dove poter conoscere e sviluppare la tecnologia elettronica applicabile alla musica.
Nel corso degli anni Settanta si sviluppò la collaborazione, intensa e determinante, con Karlheinz Stockhausen, di cui divenne interprete prediletto. Nel 1979, con la nomina a direttore musicale dell’Ensemble Intercontemporain di Parigi, voluta da Pierre Boulez, si affermò come direttore d’orchestra di musica contemporanea. Da allora ha diretto le orchestre più importanti del mondo e ricoperto le cariche di primo direttore ospite della BBC Symphony Orchestra, dell’Orchestra Filarmonica Nazionale di Budapest, dei Göteborgs Symfoniker, dell’Orchestra sinfonica della radio di Stoccarda e della Radio-Symphonieorchester Wien.
Come compositore si è giovato di un flusso ininterrotto di commissioni tra cui – caso piuttosto raro tra i compositori contemporanei – diverse opere liriche, che riscuotono un notevole successo e contano numerosi allestimenti in teatri prestigiosi. Vanta una cospicua produzione discografica tanto come compositore quanto come interprete. All’attività compositiva e direttoriale affianca quella pedagogica; è stato professore presso la Hochschule für Musik di Colonia e presso quella di Karlsruhe, e nel 1991 ha fondato a Budapest l’International Eötvös Institute Foundation, dove insegna a giovani direttori e compositori.
Tra i molti premi che gli sono stati riconosciuti si segnalano il Premio Bartók nel 1997 e il Royal Philharmonic Society Music Award nel 2002. Nel 2003 è stato nominato Commandeur de l’Ordre des Arts et des Lettres. Nel 2011 la Biennale di Venezia gli ha assegnato il Leone d’oro alla carriera.
Tra le composizioni più significative si ricordano: Steine per ensemble (1985), Korrespondenz per quartetto d’archi (1992), Psalm 151 per percussioni (1993), Erdenklavier-Himmelklavier per pianoforte (2003), i lavori orchestrali Atlantis (1995), Shadows (1996), ZeroPoints (1999), IMA per coro e orchestra (2002), Jet Stream (2003), CAP-KO per pianoforte acustico, tastiera e orchestra (2005), Seven – Memorial for the Columbia astronauts (2006), le opere teatrali Radames (1975/97), Tre sorelle (1998), Le balcon (2002), Angels in America (2004), Love and other Demons (2008), Lady Sarashina (2008), Die Tragödie des Teufels (2009).

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





Access key

La navigazione di questo sito è agevolata dalle access key, tramite le quali è possibile accedere alle funzioni e ai contenuti principali del sito.

Sono state definite le seguenti access key