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La parola agli elettori

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La parola agli elettori…

Ora quelli che hanno sempre appoggiato Berlusconi cercano di far cadere le colpe su quelli che l'hanno avversato. AS.

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Caro Folli,sono le 8.44 e lei ha appena rilevato che per Bersani era difficile rendersi conto della necessita di un cambiamento interno ed ha commesso un errore; che anche Monti non ha compreso che doveva basare la campagna elettorale sull' Europa ed ha commesso errore. Ha forse inteso dire che l'unico ad aver capito è stato Berlusconi? E allora chi è responsible dell'ingovernabilità del Paese? Il razzismo della sinistra che era ed è rimasta razzista non volendo i voti di noi moderati riformisti o Monti che non ha idea della realtà del Paese e glie l'hanno infine spiegata male e.... Poi, andiamo... alleato con Fini e Casini....ma perchè? Ma dove è il rinnovamento? L'elettorato è completamente cambiato, io, Lei, Monti apparteniamo ad un altro mondo che vota, ora gli italiani decidono con la loro testa. Monti, poi, con quel volto triste doveva parlare il suo linguaggio ed essere se stesso! Un professore, un signore, una persona di cui fidarsi. Capitolo “parlamento uscente”: cose avrebbe dovuto fare? legge elettorale e rinnovamento della classe politica/burocratica: ecco il perché dell'ingovernabilità. Il cittadino che vota non ha colpe, anzi lo scossone può essere salutare! ACL.

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Buongiorno,
1) Questa mattina si è parlato più volte del mancato rinnovamento del centro-sinistra, delle forze progressiste, quelle non populiste. Ma allora Il rinnovamento si chiede a una parte sola o per molti  il rinnovamento del centro-destra sarebbe Berlusconi???
2) Crediamo che nessuno dovrebbe esultare di trovarci di fronte alla difficile governabilità del paese. Il problema sarà per tutti gli Italiani. NP. 

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Ho fatto un sogno e provo a riferirlo,
Bersani si dimette ed affida il PD ad un leader che garantisce la maggioranza alla Camera. Il Presidente della Repubblica affida il governo a Renzi, unico che può tentare di raggiungere una maggioranza per mettere in piedi un Governo di responsabilità con almeno 10 punti base. Con quale maggioranza ?
con i Senatori del PD senza quelli di Sel (80/85)
parte dei Senatori del M5S, quelli che hanno a cuore  la governabilità, ce ne sono tanti seri e responsabili, che approvano i 10 punti e si fidano di Renzi (30/35)
con i Senatori di Monti, che prende il Ministero dell'Economia per rassicurare a breve i mercati finanziari (20)
e 50 di Senatori del PDL, tanti ce ne sono che hanno a cuore partecipare alla salvezza dell'Euro e dell'Europa, per interesse della loro elettori.
Parliamo di circa 180  senatori e.... forse si potrebbe garantire anche l'intera legislatura.....
E poi che i Media comincino a parlare solo di cose concrete: evasione fiscale, costi della politica, stabilità dell'economia,  nuova legge elettorale, liberalizzazioni, lotta alle lobby, corruzione (figlia diretta dell'evasione fiscale), conflitto di interesse ecc.ecc.
che i Media, per formare l'elettorato, affrontino i problemi non solo descrivendo in modo superficiale e propagandistico, ma affrontando le cause, analizzando le soluzioni, copiando dai paesi stranieri. Il ruolo del Media e la loro indipendenza, è fondamentale per Governare l'Italia.  MdL   

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Caro giornalista,
vorrei ricordare come Berlusconi boicottò l'Euro impedendo quel lavoro di controllo sul rispetto del cambio reale da parte della Guardia di Finanza che Prodi aveva predisposto. Come risultato i prezzi praticamente raddoppiarono, come se anziche 1936 il valore dell'Euro fosse 1000. Da qui lo scarso amore degli Italiani per la nuova moneta. Confesso di avere votato per Bersani alle primarie e alle politiche. Non avevo mai accettato il fatto che Renzi fosse andato ad Arcore anziché a Palazzo Chigi. Adesso secondo me Bersani dovrebbe dimettersi, la sua campagna basata sulla vittoria presunta è stata inutile e ridicola. Se desse le dimissioni sarebbe un bel gesto ma forse dannoso per il paese. GP. 

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Salve,
vorrei fare una considerazione sull'esito delle elezioni: sono profondamente rattristata dal fatto che una percentuale tanto elevata (circa 30%) di elettori italiani  ha votato per il PdL e la Lega, i partiti che incarnano e rappresentano la feccia della nostra società. Anche l'ingovernabilità della nazione, effetto delle elezioni, è frutto di una legge indegna di tali partiti. PG. 

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Egregio sig. Folli,
l’ipotesi di alleanza tra PD e PdL (più, magari, Lega) idea su cui sembrano convergere le ipotesi di soluzione Sue e di altri editorialisti, sarebbe il suicidio del PD. La vera alternativa che gli elettori offrono è quella del governo “di scopo”: l’unica possibilità è che il PD sia in grado di venire incontro ad alcune delle richieste che il M5S ha posto per ricostruire un rapporto tra istituzioni e società. Un accordo PD/M5S sull’eliminazione di ciò che viene indicato come il conflitto di interesse di Berlusconi; su una riforma della legge elettorale; sul dimezzamento degli eletti e dei loro compensi renderebbe possibile un accordo sull’elezione del Capo dello Stato e aprire un percorso per il dopo con la sopravvivenza del PD. Non parlo dell’Istrione che non può offrire nessun futuro all’Italia ma solo a se stesso. GL. 

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Il risultato delle elezioni rappresenta la volontà degli italiani, che hanno votato con la testa e non con la pancia, forse per la prima volta dalle prime elezioni del 2 giugno 1946, certi che solo con la crescita e l’equità delle misure di risanamento si garantisce la democrazia.  Si sono posti il quesito di come affrontare il problema della decrescita e risolverlo, la disoccupazione in crescita e trovare vie d’uscita per risanare l’economia che ne garantisce la stabilità e la tutela in momenti di crisi, inevitabili in una società globalizzata e che richiedono continui aggiustamenti per il riequilibrio dell’economia. Chi ha votato M5S ha dato forza a queste esigenze pressanti, condivise, che non hanno trovato risposte concrete nei provvedimenti legislativi del Governo dei Tecnici, che per curare la malata economia italiana ha fatto pagare un prezzo troppo caro a cittadini e imprese, che sono arrivate al limite del default, né ha sentito con vera forza propositiva nella campagna elettorale da parte del PD, che, per statuto, difende il lavoro e i diritti dei lavoratori la volontà di cambio di rotta rispetto all’ultimo periodo di Governo in particolare. PG. 

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Gent. Stefano Folli,
il partito democratico è un partito che non esiste politicamente; i suoi leader sono deboli nelle scelte, incapaci di avere una minima linea di intervento. Questa debolezza è stata evidente nella mancanza di una opposizione seria e determinata. Quando B. era affondabile, i democratici lo hanno sostenuto senza intelligenza politica. Io credo che se questo agglomerato senza capo né coda si dovesse sciogliere la democrazia ne guadagnerebbe. C. 

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Non capisco: Giannino non ha permesso al PdL di far scattare il premio alla Camera e si dimentica che altrettanto ha fatto Ingroia. Saluti. PG. 

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                                          2008                          2013                   DIFFERENZA 

Gruppo PdL                          46,8%                          29,1%                   - 17,7
Gruppo PD                           37,5                             29,5                      -  8
Moviemento 5 Stelle               0                                25,5                      + 25,5 

Ecco il voto di pretesta da dove viene, indubbiamente è la sconfitta della politica e da un comico dilettante corriamo il rischi di passare a un comico professionista. Noi Italiani  ricorderemo per molto tempo questo voto e non proprio in termini positivi. 

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Buon giorno, vorrei esprimere questa idea:
È vero che il sommovimento attuale è politico, ma io vedo che in realtà oggi la terza generazione che noi volevamo umiliare e distruggere si è ribellata. Cosa faranno? Noi vecchi cosa vogliamo fare? Siamo in grado di fare spazio? LS. 

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Dr. Folli,

i risultati di queste elezioni sono letteralmente agghiaccianti: alla Camera dei Deputati  la lista più votata, il Movimento 5 Stelle, ha conseguito il 25,55% dei voti validi e il 18,3% degli aventi diritto, mentre la coalizione più votata, il Centro-Sinistra, ha riportato rispettivamente il 29,5% e il 21,1%; inoltre siamo passati da un bi-polarismo, sia pure imperfetto, ad un tri/tetra-polarismo ancor più imperfetto.
Di fronte a questo frazionamento delle forze politiche e quindi anche del corpo elettorale (i due fenomeni sono ovviamente connessi) mi rifaccio alla sua dichiarazione di ieri a favore del sistema elettorale a doppio turno alla francese per esprimere:
1)  una convinzione di lunga data in proposito: il doppio turno è  l'unico sistema elettorale in grado di contrastare il frazionamento e
2)  un auspicio: che i giornalisti indipendenti e competenti come lei formino una specie di alleanza per una campagna informativa a favore del doppio turno. Per il bene del nostro Paese.  AO. 

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Calano i votanti, esplodono i grillini, risuscita B, vince la sinistra al foto-finish. E adesso? 
L'Italia deve uscire da questo stallo usando le stelle. Quelle di Grillo, per una collaborazione di stello-sinistra, non basata su un matrimonio di legislatura (per il genovese sarebbe un "inciucio" improponibile), ma su votazioni di fatto per raggiungere singoli obiettivi.
Sì perché guardando i programmi della coalizione di sinistra e del M5S le coincidenze ci sono e su punti importanti. Legge sul conflitto d'interessi in primis. Ma anche sulla riduzione dei costi della politica, sulla trasparenza e forse anche su una nuova legge elettorale. Quindi, la situazione è molto complicata, ma lavorando con accortezza, se ne può trarre un vantaggio per il Paese. Perché se i grillini daranno il loro contributo, se ne gioverà l'intero sistema; se faranno solo confusione, finiranno.
Certo, non si prospetta una legislatura intera, ma la governabilità non è preclusa a priori, purché il PD lavori con intelligenza,  fuori e dentro di sé. Con alleanze di scopo per governare. Ed un prossimo congresso di grande rinnovamento, non solo anagrafico, ma di idee e di apertura. MM. 

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Dobbiamo abbattere veramente i confini. Abbattere il Parlamento e il Senato e votare solo per l'Europa. Poi incentivare i comuni e le province ad ascoltare e rappresentare i bisogni dei cittadini. Basta Italia, Francia, Spagna, solo Europa. Ognuno con la sua storia personale e tutti con leggi e regole uguali. Contro i fascismi e gli sfascismi. Questo è il mio manifesto. Pero non capisco perché dicano che oggi l'Italia è ingovernabile. Basta che si facciano leggi che vanno bene ai grillini e tutto è a posto. Non capisco, le maggioranze si fanno su leggi buone e anche se le vota il PdL o 5 Stelle, chi se ne frega. Deve essere bravo chi le propone e le progetta e devono partire da esigenze reali. Obama fa un sacco di fatica a far approvare le leggi eppure nessuno dice che l'America è ingovernabile.
Giornalisti, non date spazio a chi vuole imporci la "dittatura costituzionale" con leggi elettorali spinte dalla chimera della governabilità, con maggioranze precostituite e parlamentari vincolati al loro mandato che alzano solo la mano sempre a quello che dice il capo. Aiutateci a difendere il diritto del governo a prendere i voti da tutti i parlamentari di buon senso che siano di destra, di sinistra o di Grillo. UL. 

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Sig Folli,
lei questa mattina ha affermato che non è vero ci sia un Italia cialtrona.  Ma quello che è successo alle elezioni la smentisce. E’ vero però che la cialtronaggine, non sta da una parte sola, ma purtroppo è spalmata ovunque. anche nel M5S e lo vedremo presto.  Così abbiamo i cialtroni industriali, Parmalat Cirio, un minimo esempio. Abbiamo i cialtroni bancari e qui c’è solo l’imbarazzo della scelta, MPS per ultimo, Ci sono i cialtroni politici, che molti conoscono, Ci sono i cialtroni nei cittadini, che appena possono se ne approfittano. Come vede il quadro è completo. Fintantoché quella parte non cialtrona o meno cialtrona, non s’accorge che deve fare fronte comune, a tutti i livelli e non solo politico, noi saremo sempre perdenti. GB. 

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Credits

A cura di Paola De Monte
In redazione:
Maria Chiara Beraneck, Natascia Cerqueti, Marco Pompi, Gianfranco Rossi

Francesca Sforza



Francesca Sforza lavora alla Stampa dal 1999. Ha trascorso quattro anni a Berlino come corrispondente e due anni a Mosca. Nel corso di questo periodo all’estero è stata più volte inviata in Polonia, in Repubblica Ceca, in Slovenia e a più riprese nel Caucaso. Il suo libro “Mosca-Grozny: neanche un bianco su questo treno” (2006, Salerno Editrice) ha vinto il Premio Antonio Russo  e il Premio Maria Grazia Cutuli. Dal 2007 al 2011 ha lavorato a Torino come caporedattore del Servizio Esteri. Attualmente è responsabile dei contenuti digitali della redazione romana per il sito www.lastampa.it

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La Nuova Ecologia - il mensile di Legambiente di luglio-agosto 2015




Attenuare il rischio climatico rinaturalizzando le città. Adottare stili di vita flessibili per
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