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Shelter, di Marco Giovenale

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Shelter significa “rifugio”, “riparo”. Le poesie di Marco Giovenale sono ricche di immagini di case, di dimore e nascondigli: ogni tetto però, ogni ricovero se da un lato salva e protegge, dall’altro segrega, rinchiude, separa, disegna una cella possibile. I due elementi si implicano, non c’è l’uno senza l’altro, in una costante intermittenza tra asilgiovenaleo e prigione. Le poesie di questo libro, scritte nel solco di contrasti netti fra buio e luce, sono veri e propri veloci discorsi sull’inermità e sul rifugio, rispettosi della articolata sintassi del dolore che ci abita. I personaggi che vi compaiono – anche solo accennati – portano immediata con sé l’apparizione di uno scacco a cui si può sfuggire e che costantemente riappare. In questo senso, si potrebbe dire che Shelter dialoga idealmente, con i bianchi e i neri nettissimi, scanditi, iterati nel segno fotografico di Mario Giacomelli, o di Francesca Woodman, ai quali deve climi, pensiero, sguardo. Un libro intenso, capace di sorprendere a ogni sua pagina, un nuovo fondamentale tassello del percorso artistico di una delle voci più interessanti della generazione dei poeti nati negli anni Sessanta. Shelter espande, modella e porta a compimento la ricerca e i risultati di una “poetica del luogo” che da tempo ha reso Giovenale noto nel luogo di luoghi per eccellenza: il web, la rete – dove i suoi interventi costanti anche come critico e prosatore sono seguiti con attenzione.

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





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