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10 milioni di poveri

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di Carlo Buttaroni

Dieci milioni di poveri. Altrettanti che vivono una situazione finanziaria che riporta ogni giorno a cercare di restare disperatamente aggrappati al ciglio di un piano inclinato che li spinge sempre più verso il baratto. E’ l’esercito dei disperati di cui fanno parte tra effettivi e riservisti quasi 20 milioni di italiani. Un terzo della popolazione alle prese con debiti cui non riesce a far fronte, bollette da pagare e una quotidianità che ha alleggerito di molto il carrello della spesa. Dall’0inizio della crisi gli italiani diventati poveri sono più di 2 milioni, due terzi dei quali lo sono diventati negli ultimi due anni grazie alle politiche “lacrime e sangue”. Non è difficile capire chi abbia versato sia le lacrime che il sangue , visto che i numeri sono spietati: il 10% di quello che fu il nostro ceto medio, fatto di dirigenti, famiglie di impiegati con doppio reddito, commercianti e piccoli imprenditori, è scivolato  verso la povertà. Poveri e “quasi poveri” che un tempo costituivano le fasce muscolari di un Paese che improvvisamente si è scoperto debole, ripiegato su se stesso, indifeso contro quella che si sta rivelando la più terribile tra le epidemie del nostro tempo, la povertà. D'altronde, diventare poveri è facile: basta una malattia improvvisa, la perdita del lavoro, un investimento andato male e in un attimo ci si sveglia in un incubo, soli, senza alcuna strada che permetta di uscire dalla disperazione. O che possa alleviare la sensazione di sentirsi soffocati e oppressi. Una sensazione che avvolge e svuota l’anima di quello spirito che ci distingue da tutti gli altri esseri viventi. La speranza. Senza alcuna attesa di riscatto e di ritorno a una vita dignitosa, perché la povertà non è una condanna a termine, ma spesso è “per sempre”. (…)

sito dell'Unità



Credits

A cura di Paola De Monte
In redazione:
Maria Chiara Beraneck, Natascia Cerqueti, Marco Pompi, Gianfranco Rossi

Francesca Sforza



Francesca Sforza lavora alla Stampa dal 1999. Ha trascorso quattro anni a Berlino come corrispondente e due anni a Mosca. Nel corso di questo periodo all’estero è stata più volte inviata in Polonia, in Repubblica Ceca, in Slovenia e a più riprese nel Caucaso. Il suo libro “Mosca-Grozny: neanche un bianco su questo treno” (2006, Salerno Editrice) ha vinto il Premio Antonio Russo  e il Premio Maria Grazia Cutuli. Dal 2007 al 2011 ha lavorato a Torino come caporedattore del Servizio Esteri. Attualmente è responsabile dei contenuti digitali della redazione romana per il sito www.lastampa.it

Rassegna stampa
del 1 ottobre

Quello che Putin non dice - Franco Venturini - Corriere della Sera

Ripartiamo dalla maternità - Barbara Stefanelli - Corriere della Sera

"Ma dopo anni si intravede uno spiraglio" - Int. a De Mistura di Massimo Gaggi - Corriere della Sera

"No ai fondamentalisti in nome del Vangelo" - Int. a Walter Kasper di G.Guido Vecchi - Corriere della Sera

Padri naturali - Massimo Gramellini - La Stampa

Alla casa non serve solo meno fisco - Franco Bruni - La Stampa

Burocrazia, un dietrofront tra le vigne - Michele Brambilla - La Stampa

Perché difendo Obama l'indeciso - Thomas L. Friedman - La Repubblica

Libia, l'occidente cambia inviato - Vincenzo Nigro - La Repubblica

Gender, la fabbrica del pregiudizio - Maria Novella De Luca - La Repubblica

Le 2 Chiese divise su divorzio e famiglia - Paolo Rodari - La Repubblica

C'è un problema tra l'Italia e la Francia - Non solo Libia e non solo Siria - Il Foglio

Separati, non abbandonati - Maurizio Crippa - Il Foglio

La forza di vivere - Marina Corradi - Avvenire

Se questa è democrazia - Sotto attacco - Il Fatto Quotidiano 

Giannini: "Partita la caccia, il premier ha slegato i cani" - Int. a Massimo Giannini - Il Fatto Quotidiano

Mare nostro - Stop trivelle - Il Manifesto

"300 mila firme non bastano" - Int. a Pippo Civati di Daniela Preziosi - Il Manifesto



 


La Nuova Ecologia - il mensile di Legambiente di luglio-agosto 2015




Attenuare il rischio climatico rinaturalizzando le città. Adottare stili di vita flessibili per
vivere meglio e sprecare meno. Sorella resilienza. Così possiamo cogliere la sfida del cambiamento e salvaguardare la casa comune dell'umanità. All'interno un'intervista a James Lovelock. 


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