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Quando il libro si fa opera...d'arte

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La prima mostra, (foto 1 e 2) Bookhouse. La Forma del Libro, a cura di Alberto Fiz al MARCA - Museo delle Arti di Catanzaro, è visitabile dal 4 maggio al 5 ottobre 2013.
Nella fase più critica della sua esistenza, proprio quando la rivoluzione tecnologica ci pone di fronte alla nuova era Gutenberg, il libro, nell’ambito dell’arte contemporanea, non è mai stato così attuale e la mostra proposta al MARCA rappresenta il più esaustivo omaggio a questo magico strumento che da oltre 500 anni mantiene fondamentalmente inalterata la sua fisionomia.
Il percorso espositivo, all’ingresso del quale il pubblico potrà ammirare una Torre di Babele con 8 mila volumi e sulla facciata una cascata di letteratura che scende dalla finestra, comprende 50 artisti tra i più significativi della scena artista nazionale e internazionale che si confrontano sulla forma taumaturgica del libro, un oggetto così perfetto che Umberto Eco l’ha paragonato alla ruota.
“Il significato del libro risiede nella sua forma pensante”, afferma Alberto Fiz. “Se fosse semplicemente un contenitore di testi o di immagini, sarebbe già stato spazzato via. Invece, mantiene il proprio ruolo primario in quanto è un oggetto sensibile, in grado di creare un rapporto simbiotico con il lettore e, nello stesso tempo, ha la capacità di organizzare il pensiero. Un messaggio, quello proposto dal libro, partecipativo e polisemico che fissa il provvisorio in permanente e dove l’unità fisica presuppone l’unità di senso.”
E’ la prima volta, nell’ambito di un’istituzione pubblica italiana che il libro, inteso come spazio fisico di ricerca, così come dimensione segnica e proiezione della memoria collettiva, diventa il protagonista di una rassegna trasversale di tale complessità che spazia da Claes Oldenburg a Michelangelo Pistoletto; da Anselm Kiefer a Pier Paolo Calzolari; da William Kentridge a Enzo Cucchi; da Jannis Kounellis a Candida Höfer; da Giulio Paolini a Dennis Oppenheim; da Mimmo Paladino a Airan Kang; da Enzo Cucchi a Emilio Isgrò, da Vincenzo Agnetti a Rashid Rana, da Michael Rakowitz a Ceal Floyer. 

La seconda mostra, visitabile fino al 5 settembre, s'intitola L’arte è un romanzo. La straordinaria storia delle parole che diventano immagini, curata da Luca Beatrice e promossa dal Comune di Perugia presso il Palazzo della Penna.
Si tratta di un percorso espositivo che, grazie ad un allestimento coinvolgente ed emozionale, mette in evidenza differenti interpretazioni dell’idea del libro: dalla visione di oggetto/simulacro a cui rimanda Schedario, 1967 di Ugo Nespolo, alla rilettura in chiave personale dei frontespizi “autostoricizzati” di Guglielmo Achille Cavellini, dalla correlazione con il dato storico della Costituzione cancellata di Emilio Isgrò, fino a lavori dove il romanzo è sintetizzato nella rappresentazione della parola scritta e del solo segno grafico.
Ci s’immerge poi nell’atmosfera della fantascienza, rievocata in Carte Noire, 1999 di Giulio Paolini (foto 3) e nelle copertine di Urania di Karel Thole, per arrivare al libro di viaggio, inteso sia nello spirito “on the road” con le tavole di Hugo Pratt, Corto Maltese in Cordoba, 1989 e la fotografia di Dennis Oppenheim Reading Position for Second Degree Burn, 1979, sia come nostalgica ricerca del sé nella lontananza, da Shirin Neshat Games of Desire, 2009. Ampio spazio è poi dedicato alle ambientazioni brumose di Milano, città letteraria per eccellenza e sede della maggiori case editrici italiane del XX secolo. 

La terza mostra, un'installazione romana presso lo Studio Stefania Miscetti a Roma (via delle Mantellate, 14), è invece I miei splendidi giorni tutti uguali di Patrizia Cavalli, un percorso espositivo di liste, stagnole e manoscritti, per la prima volta esposti al pubblico dal 7 maggio.
La poetessa Patrizia Cavalli, nel mettere in ordine le sue carte, ha deciso di conservare le numerose liste quotidiane che da anni ha l’abitudine di scrivere, insieme ad una serie di carte stagnole dove l’intenzione e il caso hanno lasciato le loro tracce.
I numerosi manoscritti di poesie (foto 4), pubblicate ed inedite, messe in mostra nella fisicità della scrittura, degli errori, delle correzioni e degli appunti extraterritoriali appartengono ad un analogo sistema di forze dell’intenzione e del caso.
"Pezzi unici per giorni unici che sembrano uguali ma non lo sono", citando le parole della poetessa, "come sempre accade quando una materia, qualunque sia, accoglie i nostri gesti provvisori e nel trattenerli se ne impressiona rendendo visibile l'unicità di questo incontro, dove la volontà astratta si solidifica e la materia inerte si anima. Tutto ciò che è generato da questa bella unione possiede una tale convincente capacità di esistere che a noi non resta che guardarlo".

 www.museomarca.info

www.perugiacittamuseo.it/it/l-arte-e-un-romanzo---la-straordinaria-storia-delle-parole-che-diventano-immagini.html

www.studiostefaniamiscetti.com

 

Credits

Un programma a cura di Cettina Flaccavento
Conduce Elena del Drago

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