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Thomas Houseago

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Il tratto peculiare del lavoro di Thomas Houseago è il dialogo continuo che le sue opere intraprendono con il passato—dal quale partono per ripercorrere il lungo percorso storico-artistico della scultura—e con il presente—che interpretano in maniera creativa tramite contaminazioni e influssi diversi tra loro (mitologia, Arte Africana tribale, cartoni animati, Manierismo Italiano, fantascienza e robots). Houseago crea, con materiali semplici quali il gesso, la canapa, il ferro e il legno, delle figure complesse, le quali, sorrette da scheletri di tondini di ferro, coniugano una spiccata materialità e tridimensionalità—arti grezzi e mastodontici, tagliati con il seghetto—con la leggerezza del segno e della pittura a mano libera. Chiaramente postmoderne nel modo in cui rivisitano la storia dell’arte in termini della cultura popolare, le figure viscerali di Houseago incarnano l’estetica e le reazioni del corpo alle realtà traumatiche della vita contemporanea.

La mostra Roman Figures presenta la scultura monumentale, Reclining Figure (For Rome) insieme a sette maschere scolpite e alla scultura Untitled (Walking Boy on Plinth) (tutte del 2013). Le Roman Masks coniugano il fascino modernista occidentale con la carica spirituale di oggetti tribali dell’Africa e del Sud Pacifico. Realizzate in gesso e canapa da un calco di argilla e rinforzate con armature in ferro, le maschere lineari, simili a teschi ma comunque altamente espressive, e nelle quali la massa scolpita è impregnata della notevole qualità della pittura, provocano nuove e sorprendenti interpretazioni del genere trans-storico e transculturale della Vanitas o della Mortuary Art. Reclining Figure (For Rome) è realizzata, da un calco di argilla, in gesso e canapa e sostenuta da una struttura di tondini di ferro parzialmente a vista. Il corpo acefalo e prono poggia su un basamento di compensato, con una superficie rozzamente spalmata a mano. L’opera è una reminiscenza di reliquie dei tempi antichi, frammentate ma comunque venerate, dove la maestà della forma scultorea è stata sottoposta alle vicissitudini dello scorrere del tempo.

Thomas Houseago nato nel 1972 a Leeds, Inghilterra, ha frequentato il Saint Martins College of Art, Londra e il De Ateliers, Amsterdam. Tra le sue recenti esibizioni si annoverano: “The Artist’s Museum,” MOCA, Los Angeles (2010); “What Went Down,” Modern Art Oxford (2010)—mostra itinerante Ashmolean Museum, Museum Abteiberg, Mönchengladbach, e Centre International d’Art et du Paysage de l’Ile de Vassivière (2011)—“The Beat of the Show,” Inverlieth House, Edimburgo (2011); “The World Belongs to You,” Palazzo Grassi, Venezia (2011); “Where the Wild Things Are” e “Thomas Houseago: Hermaphrodite,” Sainsbury Centre for the Visual Arts, Norwich (2012). Il suo lavoro è stato incluso nella Biennale del Whitney Museum del 2010. A gennaio 2013, the Dijon Art Center Le Consortium ha installato una selezione di sculture di Thomas Houseago per le strade di Aix-en-Provence, Francia. La più importante mostra personale dell’artista, “As I Went Out One Morning,” ha aperto a maggio e sarà visitabile fino all’11 novembre 2013 allo Storm King Art Center a Mountainville, New York. Il 26 maggio 2013 inaugura alla Galleria Borghese a Roma la mostra "Thomas Houseago: Striding Figure/Standing Figure" aperta fino al 7 luglio 2013. Houseago vive e lavora a Los Angeles.


Credits

Un programma a cura di Cettina Flaccavento
Conduce Elena del Drago

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